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Come gestire il contango sul Wti
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è il termine con cui si indica il divario tra due contratti, arrivato a livelli record

Come gestire il contango sul Wti

MFT - Numero 078 pag. 19 del 21/04/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Il future con scadenza maggio è sceso per la prima volta in negativo, ma è in calo anche quello di giugno. Ecco come operare con i vari prodotti finanziari in questa situazione

Grande confusione ieri tra i trader alle prime armi per la distorsione dei prezzi avvenuta tra le diverse scadenze di contratti derivati. Il future di maggio sul greggio americano (che scade proprio oggi) è arrivato ieri a perdite mai viste, addirittura in negativo, scenario che ha fatto rabbrividire i detentori di posizioni lunghe attraverso Etc, gli Etf sulle materie prime. Tuttavia, il vero contratto a cui fare riferimento è quello con la scadenza successiva, ossia giugno, che ha visto anch’esso una discesa significativa, ma comunque nell’ordine del 16% chiudendo poco sotto i 21 dollari al barile.

Questa particolare situazione, denominata contango, avviene quando il prezzo del contratto frontale è inferiore a quello con scadenza successiva (bakwardation nel caso inverso). Succede spesso anche se il differenziale, soprattutto sul petrolio, non è mai così ampio come stavolta. Molto più raro il caso inverso della backwardation. Una delle ragioni di questa anomalia è sicuramente qualche grosso operatore che ha riallineato tardi le proprie posizioni, esasperando il disallineamento. Più si arriva a ridosso della scadenza di un contratto, più la liquidità viene a mancare e se si chiudono importanti posizioni (vendendo contratti) per spostarsi sul contratto successivo, c’è il rischio che si porti giù il prezzo. Sulla scadenza successiva invece, riaprendo le posizioni, in automatico si porta su il prezzo. Secondo alcuni analisti americani, sul banco degli imputati c’è l’Us Oil Fund, il fondo petrolifero più grande del mondo da 3,8 miliardi di dollari. Tuttavia, c’è una ragione fondamentale che prevale sulla distorsione operativa. «Il problema principale per il petrolio», ha spiegato Giancarlo Dall’Aglio, trader sulle commodity, «sta nel fatto che, a causa della drammatica riduzione della domanda mondiale, l’offerta in eccesso rischia, a breve, di non poter essere stoccata per il possibile esaurimento dei siti preposti, sia nel sottosuolo che in superficie».

Nonostante il taglio della produzione concordato da Opec e Opec+ un paio di settimane fa, esiste ancora una grande quantità di petrolio in surplus, stimata in oltre 10 milioni di barili al giorno su scala globale. Uno dei posti di destinazione del petrolio Wti è lo Strategic Petroleum Reserve (Spr). Ultimamente, il governo centrale ha deciso di affittare una parte dello spazio disponibile alle compagnie petrolifere private in difficoltà. La capacità di stoccaggio è di 713.500 mln/bar, ma sembra che lo spazio disponibile attualmente sia ridotto a poco più del 10% del totale. Stesso discorso per il sito di stoccaggio più importante in Usa, a Cushing in Oklahoma, dove dai dati disponibili risulta una capacità di stoccaggio disponibile ormai limitata al 20% del totale. Infine risulta interamente utilizzata tutta la capacità di stoccaggio del petrolio in transito (oleodotti, autobotti, cisterne).
«Ecco dunque spiegato il motivo dell’aumento anomalo del contango su questa commodity», ha continuato Dall’Aglio, «operativamente è il sovrapprezzo che deriva dai costi di stoccaggio, più assicurazione e tassi di interesse necessari a finanziare le operazioni a medio e lungo termine degli operatori commercial». In questa fase osservare con attenzione gli spread tra le varie scadenze può essere un ottimo indicatore per capire quando inizierà a diminuire il gap tra domanda ed offerta (grazie alla progressiva ripresa delle attività produttive oggi ferme), e si potrà considerare un’operatività direzionale rialzista sensata, partendo proprio dalla scadenza frontale.

Le proiezioni degli analisti parlando di un prezzo del greggio sulla scadenza giugno che andrà man mano a ridursi di valore fino a raggiungere, anche in breve tempo l’area di supporto dei 20 dollari al barile. È molto probabile che se i driver non cambiano, nelle prossime settimane, si vedrà un’ulteriore contrazione del valore del greggio finanche a raggiungere i 17 dollari in primis (minimo di novembre 2001) e poi scendere addirittura verso i 10 dollari (minimo novembre 1998). Difficilmente però Opec, Russia e Stati Uniti farebbero scendere il prezzo fino a tale livello ed è dunque possibile che da un momento all’altro possa uscire una notizia in tal senso.

«Fare trading direzionale dal lato long attraverso i future sul petrolio oggi infatti è complicatissimo e richiede un timing di ingresso perfetto, per essere profittevoli», ha spiegato Dall’Aglio. Il contango medio di circa 8 dollari tra le prime due scadenze future disponibili si tramuta in un costo di circa 30 centesimi al giorno sul future, necessario a detenere posizioni di medio lungo termine. «Un rischio enorme che non vale la pena prendersi», conclude Dall’Aglio. «Meglio quindi agire con altri prodotti finanziari, come le opzioni, e possibilmente evitare le prime due scadenze disponibili, soggette tra l’altro, ad una volatilità estrema». Secondo lo specialista si potrebbe lavorare con opzioni call molto lunghe completamente in the money, scadenza dicembre 2021.

Diverso il caso degli Etc o dei certificati a leva fissa. In questo caso ogni emittente ha un proprio metodo di costruzione dei prodotti derivati per superare o mitigare al massimo l’effetto contango. «I prodotti di Société Générale», ha aggiunto Costanza Mannocchi, head of exchange traded products di Société Générale in Italia, «prevedono lo spostamento sistematico del future sulla scadenza immediatamente successiva, a partire dalla chiusura del quinto giorno lavorativo di ogni mese e su un periodo di 5 giorni lavorativi (20% al giorno)». La banca transalpina ha scelto di suddividere il rolling su più giorni per diversificarne l’impatto, mentre la scelta di effettuarlo nella prima metà del mese ha l’obiettivo di selezionare un periodo in cui entrambi i future sono liquidi.

Per esempio l’Sg Etc Long +3x su Petrolio Wti Future (OIL3L), quotato su Borsa Italiana, all’inizio del mese di aprile era esposto all’andamento del prezzo del future sul petrolio Wti con scadenza maggio 2020, negoziato sul mercato Nymex, e a partire dalla chiusura del 07 aprile (quinto giorno lavorativo del mese) ha cominciato il rolling, di 20% al giorno, sul Future sul Petrolio Wti con scadenza giugno 2020, che è stato completato alla chiusura del 14 aprile. (riproduzione riservata)



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