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La pubblicazione dei conti, anche se negativi, può offrire occasioni di guadagno

Come cavalcare le trimestrali

MFT - Numero 213 pag. 21 del 29/10/2019

Milano Finanza Intelligence Unit

Più che i risultati in sé, è la loro corrispondenza alle aspettative degli analisti a determinare se un titolo salirà o scenderà dopo la loro pubblicazione. Ma non mancano le eccezioni. Istruzioni per l’uso

Oggi sarà la volta di Campari, Cerved, Edison e Pirelli, mentre mercoledì toccherà ad Amplifon, Banco Desio, Biesse, EssilorLuxottica, Piaggio, Saras e Tenaris. E così via con tutte le altre trimestrali. Ma come operare in occasione di questi appuntamenti? «Innanzitutto, a differenza di quanto pensano in molti, non sono i dati pubblicati dalle società», ha spiegato il trader Andrea Cartisano, «quanto il fatto che battano o meno le aspettative degli analisti a decretare una seduta al rialzo o al ribasso».

Ma non è sempre detto, come accaduto la scorsa settimana nel caso di Sogefi e Moncler. «Pur a fronte di dati deludenti la prima ha avuto infatti un inaspettato spunto rialzista», ha aggiunto Cartisano, «e questo perché il titolo aveva già subito una fortissima correzione di medio periodo a causa di attese molte negative». Moncler invece, come altre società, nel primo e nel terzo trimestre fornisce solo dati sul fatturato, distinguendolo al limite per aeree geografiche o per canali di distribuzione. Il 24 ottobre, a mercati chiusi la società ha pubblicato ricavi in crescita (+14%) cosicché il giorno dopo, il 25 ottobre, il titolo ha aperto in forte gap up chiudendo sui massimi di giornata, in rialzo di oltre l’11%.

«Merito del combinato disposto tra le aspettative battute (di recente l’a.d. Remo Ruffini aveva lanciato un profit warning sul trend delle vendite a Hong Kong, pari al 6-7% delle vendite totali del gruppo, ndr) e la chiusura di alcune posizioni short sul titolo», ha spiegato Cartisano. Tutto questo per dire che gli operatori che vogliono approfittare della volatilità sui titoli causata dalla pubblicazione delle trimestrali non possono improvvisarsi, ma devono aver seguito le società anche in precedenza. Negli Stati Uniti per esempio, l’appuntamento con le trimestrali viene preparato accuratamente dalle società, specie se i conti sono deboli. «Un trucco molto usato», ha raccontato Massimo Intropido di Ricerca Finanza, «è quello di far precedere i dati della trimestrale da previsioni pessimistiche, un po’ peggiori della realtà, cosa che fa sicuramente scendere subito il titolo, salvo farlo risalire all’uscita dei risultati veri e propri».

La regola di Wall Street (e non solo) è che gli analisti vadano sempre stupiti. «Meglio lamentarsi prima e dimostrare poi di essere riusciti a migliorare la situazione che non arrivare con sorprese negative», conclude Intropido. Vari studi dimostrano infatti come l’attenzione degli operatori si focalizzati sulla pubblicazione dei risultati. Quando poi si guarda lo storico delle trimestrali, è molto meglio avere un track record di aspettative battute, anche negli anni negativi.

Gli analisti tendono infatti a ricordare soprattutto quei numeri e quei giorni. Naturalmente a volte il gioco non funziona e arrivano risutati peggiori delle aspettative. Ma la reazione del mercato non è automatica e varia di situazione in situazione. A volte, dati molto positivi fanno muovere poco il titolo o addirittura spaventano gli analisti perché li ritengono difficilmente sostenibili nel tempo. Altre volte dati davvero negativi, specie se già anticipati al mercato, non provocano particolari ribassi.

Questo perché i dati trimestrali vanno comunque correlati all’andamento del mercato e del settore di riferimento. Una crescita degli utili del 3% di un’azienda che opera in un settore in difficoltà è comunque un risultato strepitoso. Così come una crescita dei profitti inferiore al 10% in un settore che sta vivendo un periodo boom può essere visto come un indice di scarsa competitività di quell’azienda. «Più che essere il primo a leggere la trimestrale preferisco essere quello che la interpreta meglio, il primo movimento lo lascio sempre agli algoritmi o a chi è più veloce di me», ha aggiunto Alberto Tasca, trader professionista.

«L’interpretazione va inserita contestualizzata: se in America ho visto trimestrali molto negative seguite da rialzi o ribassi misteriosi, in Europa, specie in Italia, questo accade molto raramente». Il trader mette però in guardia da alcuni fattori che possono essere importanti per valutare bene l’informazione: «a ogni tornata ne attendo sempre 6 o 7, a seconda della tornata precedente e dell’andamento del titolo nei tre mesi precedenti. Difficilmente opero prima dei dati perché in passato ho avuto brutte sorprese da aziende che pensavo andassero bene».

Ma quale deve essere dunque l’approccio corretto di fronte alle trimestrali? L’operatività si può distinguere in due grandi filoni: sfruttare il movimento intraday o fare posizione. I trader più aggressivi che vogliono sfruttare il movimento non devono anticipare l’uscita della trimestrale, ma essere pronti a cavalcarne la forza rialzista o ribassista. La posizione in questo caso deve essere di brevissimo respiro: si tratta di entrare a reazione avviata e uscire prima che finisca. Quelli interessati a un’operatività più tranquilla invece devono leggere bene i dati di bilancio (non solo i comunicati), valutare il settore di appartenenza, i multipli dei competitor e solo alla fine di un’attenta analisi grafica entrare sul titolo, per rimanerci almeno fino alla pubblicazione dei dati successivi. (riproduzione riservata)



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