Ma torniamo alle aspettative per il meeting del 26 e 27 aprile. Per Bnp l'aumento dei tassi di interesse a giugno non sarà annunciato. Il comunicato, facendo uno sforzo di equilibrismo, cercherà di non far lievitare le aspettative in modo direzionale, evitando toni restrittivi o accomodanti. Quanto all'outlook dell'economia, per Bnp la Fed sarà prudente senza però far perdere un certo ottimismo, nella sostanza equilibrismo e retorica. Il prossimo meeting della Fed è un non evento per Steven Ricchiuto della banca d'affari Mizuho, «il dibattito nella Fed è giunto a un sorta di paralisi», ha spiegato l'operatore finanziario. Forse è un bene, visto che per Ricchiuto le dichiarazioni delle passate settimane sono state definite dall'operatore «a ruota libera». Per Morgan Stanley non ci sarà nel prossimo comunicato il riferimento al «rischio bilanciato» per l'economia, che adombrava da un lato una possibile di crescita dell'inflazione e dall'altro un rallentamento del ciclo economico. Una simile assenza ridurrà a zero qualsiasi aspettativa di un rialzo dei tassi nel mese di giugno.
Per Standard Chartered, la resistenza della Federal Reserve nell'aumentare i tassi sarà giustificata anche dal rallentamento della inflazione core, quella al netto dei prodotti energetici e alimentari, nell'ultimo mese. Gli Stati Uniti si trovano in un periodo di grazia con una crescita dell'economia al 2% sul tendenziale annuo e sul trimestre all'1,4%, una disoccupazione al 5%, soglia considerata psicologicamente molto importante, e prima ancora un target, ora abbandonato, per la Federal Reserve. A fronte di questi buoni dati l'inflazione tendenziale annua è allo 0,90% un valore nettamente inferiore al target fissato dalla banca centrale al 2%. Solo l'inflazione core si muove al di sopra, al ritmo del 2,2% ma comunque in discesa rispetto al 2,3% del mese precedente.
Anche per quanto riguarda l'indice globale si è passati allo 0,9%, in discesa rispetto a quanto fatto registrare nei mesi precedenti, l'1% a marzo e addirittura l'1,4% ad aprile.
Sul fronte delle aspettative il prezzo del petrolio dai minimi di 27 dollari al barile si è portato a 43 dollari ma i prezzi alla produzione e i tendenziali dei salari sono in flessione. La produttività non cresce e mostra qualche segno di rallentamento.
Per Rbc il rialzo dei tassi di interesse è in agenda esclusivamente per il quarto trimestre del 2016, fino ad allora difficilmente si potranno ipotizzare interventi. Un'aspettativa che sembra condivisa anche dalla maggior parte degli operatori di mercato, viste le quotazioni sui Future sui Fed Funds.
La probabilità di un rialzo dei tassi di interesse è maggioritaria solo per il mese di novembre, con una maggioranza risicata pari al 53%. Per dicembre diventa, invece, più consistente raggiungendo il 71%. Le probabilità di un rialzo dei tassi per la riunione in questa settimana sono, invece, pressoché pari a zero. (riproduzione riservata)