
Da sempre l’industria dei certificati è una continua fucina di innovative soluzioni d’investimento, che mirano a rispondere in modo puntuale alle mutevoli esigenze della clientela retail, provando soprattutto a sfruttare le diverse condizioni di mercato che si manifestano via via nel tempo. Tra i fattori che incidono in modo più pressante sulla capacità dei vari emittenti di proporre strutture remunerative, i tassi d’interesse e le politiche monetarie adottate dalle principali Banche centrali sono certamente tra i più impattanti.

Negli anni in cui i tassi erano prossimi allo zero, quando non addirittura negativi, gli emittenti hanno dovuto agire su molteplici fattori di rischio per sostenere l’appeal delle emissioni, introducendo per esempio i primi prodotti su sottostanti multipli, allungando le scadenze, abbassando i livelli di protezione o vincolando la protezione stessa a barriere meno generose. Da qualche tempo, grazie proprio alle politiche restrittive messe in campo dalle Banche centrali per contrastare l’inflazione, l’industria dei certificati è tornata a proporre soluzioni d’investimento meno esposte sul fronte del rischio e complessivamente più remunerative, intervenendo sugli stessi fattori descritti in precedenza, ma con una logica del tutto opposta. Negli ultimi mesi sono comparsi i primi prodotti con barriere generose, denominati “Low Barrier”, spesso legati a sottostanti singoli o con opzioni di protezione sempre più efficaci. Non è un caso che nel 2023 i prodotti a capitale garantito, per i quali cioè il rimborso del capitale a scadenza non è vincolato al rispetto di alcuna condizione accessoria, abbiano registrato un forte aumento dei volumi, ribadito anche nei primi due mesi di quest’anno.
Un altro fronte sul quale gli emittenti sono tornati a concentrare l’attenzione è quello del rendimento potenziale, con strutture sempre più remunerative, ma non tanto o non solo in termini di ammontare dei premi periodici, quanto piuttosto nelle condizioni di pagamento degli stessi. Sempre più certificati sono in grado di pagare cedole di tipo incondizionato o possono vantare opzioni di esercizio anticipato sviluppate su orizzonti sempre più brevi, come i certificati denominati “Fast”, o associate a soglie sempre più generose, come i certificati “Step Down”.
L’apice di questa evoluzione è stato raggiunto il mese scorso con due nuove emissioni denominate “All Coupon” proposte rispettivamente da Bnp Paribas e Unicredit, anche se il debutto assoluto di questa classe di prodotti, altrimenti noti come “Accelerator”, risale a settembre 2022 per mano di Banca Akros, in scia proprio al cambio di passo messo in atto dalla Bce in materia di tassi d’interesse. Questa categoria di certificati prevede il pagamento di “tutti i premi” previsti dalla struttura del prodotto, “All Coupon” appunto, anche in caso di esercizio anticipato. Di norma, quando si verifica la condizione di rimborso, l’investimento si estingue e da quel momento in poi smette di pagare le eventuali cedole di competenza. Gli Equity Premium Accelerator Coupon di Banca Akros prevedono il pagamento di una serie di premi trimestrali condizionati al rispetto di un cosiddetto “Livello di Soglia Cedola”, posto al 60% o 70% a seconda dello strumento, mentre a settembre di quest’anno si attiverà un’opzione di esercizio anticipato, che ne determinerà il rimborso se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale. Proprio qui entrerà in gioco il meccanismo “Accelerator”, in virtù del quale, oltre al rimborso del valore nominale, i certificati non pagheranno solo il premio di competenza della data di valutazione in essere, ma anche l’intero flusso cedolare futuro che l’investitore avrebbe potuto ottenere se il certificato non fosse scaduto anticipatamente.
Una soluzione simile è arrivata venerdì 1 marzo da Bnp Paribas, che ha quotato sul SeDeX i suoi “All Coupon Cash Collect” legati a panieri di tipo “Worst of”: prevedono il pagamento con cadenza mensile di una serie di premi condizionati con memoria, che saranno corrisposti se tutti i titoli in gioco rispetteranno una barriera posta al 30%, 35%, 50% o 60% dello strike, a seconda dello strumento. Prevedono inoltre due finestre annuali di possibile esercizio anticipato (7 marzo 2025 e 9 marzo 2026) nelle quali potrà verificarsi il nuovo effetto “All Coupon”, in virtù del quale, se tutti i titoli in gioco chiuderanno a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e in più pagherà il premio di competenza del mese in corso, quelli precedenti eventualmente in memoria e anche tutti quelli di competenza dei mesi successivi.
L’ultima proposta in ordine di tempo è arrivata venerdì 22 marzo da Unicredit, che ha quotato nove “All Coupon Cash Collect” su panieri “Worst of”. Prevedono il pagamento trimestrale di una serie di premi condizionati con memoria, vincolati al rispetto di una barriera posta per tutti al 60% dello strike. Dalla fine del primo semestre si attiverà inoltre un’opzione trimestrale di esercizio anticipato associata per di più a una soglia limite di tipo Step Down: proprio qui entrerà in gioco l’effetto “All Coupon”, in virtù del quale il certificato sarà di nuovo liquidato al suo valore nominale e in più pagherà il premio di competenza del trimestre, quelli precedenti eventualmente in memoria e anche tutti quelli di competenza dei trimestri successivi. (riproduzione riservata)