Tornando al referendum del 23 di giugno, un altro metodo di valutazione delle probabilità di Brexit è quello implicito nelle quotazioni dei bookmaker inglesi. Questi valori possono tornare utili anche nell'operatività per capire punti di entrata e di uscita da una posizione. In base ai prezzi quotati dai bookmaker inglesi al momento la probabilità di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea è stimata al 40%, con una forte impennata proprio nella giornata post attentati a Bruxelles. Ad agosto del 2015 era vicina al 20%, per poi salire pian piano fino al 40% dello scorso novembre e poi ridiscendere fino al 30% prima che venisse indetto il referendum.
Certo, in molti criticano le opzioni binarie come strumento in sé, ma in questo caso si tratta di un prodotto che consente di prendere posizione in modo molto semplice su uno specifico evento.
Al di là dell'opzione binaria, la sterlina è estremamente sensibili al referendum. «C'è ancora spazio di discesa per la sterlina nell'ipotesi che l'Uk esca dall'Europa perché l'uscita o la permanenza non sono ancora del tutto scontati», hanno spiegato gli analisti di Royal Bank of Scotland, «il tema può quindi ancora garantire volatilità». La bontà di queste indicazioni è stata confermata anche durante e dopo gli attentati di Bruxelles. Molti analisti hanno tenuto sotto osservazione proprio la sterlina, in particolare il grafico intraday di Btp e Sterlina. In mattinata i due grafici erano sovrapponibili con Btp e cross euro-sterlina che scendevano. Dopo la notizia degli attentati il Btp ha effettuato un rimbalzo significativo, mentre la sterlina non si è apprezzata allo stesso modo, segno che oggi è percepita come un'attività finanziaria a maggior rischio. Gli eventi terroristici incrementano anche l'avversione dell'elettorato inglese verso l'Europa, al punto che a fronte dei primi lanci di agenzia degli eventi di Bruxelles la sterlina ha continuato a scendere. A fine giornata l'euro si apprezzato nei confronti di tutte le principali valute in un clima generale di avversione al rischio, e in particolare contro dollaro australiano (oltre lo 0,5%), dollaro canadese e corona norvegese (variazioni vicine allo 0,5%), tutte valute legate alle materie prime.
Passando ai dettagli dell'analisi grafica, il cross l'euro/sterlina sta attaccando l'importante resistenza di breve periodo in area 0,793/0,792. Un'eventuale breakout di questo livello tecnico aprirebbe la strada all'ascesa delle quotazioni fino a 0,80.
Più deteriorata appare, invece, la struttura tecnica del cambio sterlina contro dollaro americano. Il cross sta disegnando una figura di continuazione ribassista nota come rettangolo. Il successivo ostacolo alla discesa delle quotazioni è collocato sul bordo inferiore della struttura in area 1,38/6. Solo la violazione di questo livello consentirà un'accelerazione negativa fino a 1,35. Questo obiettivo potrà essere raggiunto con un aumento delle probabilità dell'uscita della Gran Bretagna dalla Ue o in alternativa con una prospettiva di rialzo del dollaro più concreta rispetto a quella attuale. Segnali di recupero sono attesi, invece, sopra 1,45. (riproduzione riservata)