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Campioni italiani per tutti i gusti

Milano Finanza - Numero 161 pag. 37 del 15/08/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Alcuni titoli azionari italiani, sia a grande capitalizzazione che meno significativi, mantengono una solida struttura tecnica. Spiccano FinecoBank, Recordati e alcune utilities e società digitali.

Il mercato azionario italiano sta sottoperformando i benchmark europei e globali negli ultimi mesi, e questo non è una novità. Nonostante questo elemento che deve indurre alla cautela, o meglio alla ricerca di massima diversificazione geografica, non tutto è da buttare a mare nel contesto italiano. Ci sono storie, sia di grandi capitalizzazioni che di piccola e media statura, che meritano fiducia, facendo attenzione a non acquistare titoli che hanno già corso troppo, e che difficilmente riusciranno a bissare le interessanti dinamiche dei mesi e anni precedenti. Effettuiamo in questa occasione una selezione, tenendo conto ove possibile anche dei multipli attesi per il 2020, al fine di non cadere nella trappola prima indicata, e della struttura tecnica allettante. E’ possibile segmentare tali azioni anche in funzione della capitalizzazione, affiancando azioni ad elevata liquidità rispetto a titoli con basso flottante e scambi più rarefatti, non adatti a tutti. D’altronde il mercato azionario italiano è sempre più popolato di tematiche a bassa liquidità e alto rischio idiosincratico. Nel cluster dei titoli più capitalizzati si segnalano tre utility, rappresentate da Snam Rete Gas, Terna e Enel, ma anche De Longhi, FinecoBank e Recordati. Il trittico delle utilities segnalate è peraltro presente da inizio anno nel portafoglio segnalato da Milano Finanza, e le soddisfazioni sono arrivate in quanto la forza relativa rispetto al mercato resta elevata e i prezzi non hanno corso eccessivamente. Snam Rete Gas ha già recuperato circa il 70% del tracollo di febbraio-marzo, e presenta una struttura grafica che suggerisce un potenziale test verso 4,85-4,90 euro nel medio periodo. A sua volta Terna non è molto lontana dai massimi (storici) di metà febbraio, e non dovrebbe stupire un test di tali livelli (6,80 euro circa) nei mesi a venire, se solo il mercato nel suo complesso regge alla pressione ribassista. Il beta contenuto di queste azioni aiuta in tal senso. Anche Enel non è da sottovalutare, con potenzialità verso 8,60 euro nel breve termine, oltre cui si genererebbe un forte segnale di acquisto con orizzonte meno stringente derivante dal breakout dei precedenti massimi storici. Il fenomeno in ambito bancario rimane FinecoBank, che grazie ad un robusto mix di risparmio gestito e componenti di trading nonché di apertura ai mercati internazionali (Uk in particolare) continua a generare utili e soddisfazioni per gli azionisti. I prezzi sono in pressing sui recenti massimi storici, con forza relativa molto elevata rispetto al mercato, ed anche in questo caso l’autocorrelazione nei rendimenti potrebbe stimolare ulteriori accelerazioni al rialzo con potenzialità verso 14,5 euro prima e 15,5-16 euro nel medio termine. Il titolo farmaceutico Recordati sta a sua volta godendo della svolta favorevole all’intero comparto osservata a febbraio-marzo, che non sta perdendo momentum. Anche qui possibile un nuovo test dei precedenti massimi storici. Tra le mid caps si segnala De Longhi, anche se i multipli non sono proprio a sconto con un P/e atteso di circa 25, ma anche titoli più di nicchia attivi nelle infrastrutture e servizi digitali come BE, Tinexta e Retelit. BE conferma una dinamica relativa rispetto al mercato italiano robusta, con resistenza intermedia a 1,2 euro oltre cui si riaprirebbero margini di allungo verso l’area 1,30-1,35 euro. Tinexta è in pullback ma potrebbe fermare la correzione prima di raggiungere i 15 euro, e in caso di tenuta di tale livello l’azione sarebbe di nuovo pronta per ritestare 18,5-19 euro. Per Retelit un nuovo segnale speculativo al rialzo arriverebbe invece oltre 2,1 euro, con potenzialità verso 2,3 euro prima e 2,6 euro circa nel medio periodo. (riproduzione riservata)



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