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Cambio della guardia in Assosim
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Ventoruzzo è il nuovo presidente dell'associazione intermediari finanziari

Cambio della guardia in Assosim

MF - Numero 100 pag. 22 del 24/05/2022

Milano Finanza Intelligence Unit

Trasparenza e tutela di investitore e investimenti i principali obiettivi del suo mandato. Si focalizzerà sul mercato domestico, ma non trascurerà di rafforzare gli associati anche su scala internazionale

Nuovo presidente per Assosim, l'Associazione degli intermediari dei mercati finanziari. A Michele Calzolari subentra infatti Marco Ventoruzzo, indipendente, professore ordinario di diritto commerciale all'Università Bocconi di Milano e docente nelle università più prestigiose al mondo, ma anche iscritto all'albo degli avvocati, abilitato al patrocinio davanti alla Corte Costituzionale, e a quello dei dottori commercialisti, nonché revisore contabile. A Milano Finanza in esclusiva spiega quale sarà l'indirizzo che intende dare ad Assosim.

Domanda. Quali saranno le sue linee guida per il prossimo triennio alla guida di Assosim?

Risposta. L'obiettivo primario che si deve porre l'associazione è quello di tutela dell'investitore e degli investimenti, facendo lavorare in sinergia gli oltre ottanta membri che compongono Assosim e che rappresentano oltre l'80% di tutte le transazioni che passano quotidianamente sul mercato italiano.

D. Quindi si focalizzerà sul mercato domestico?

R. Tutt'altro. La nostra sfida è rendere più efficiente il mercato domestico per far competere i nostri intermediari sia a livello europeo che mondiale. Le faccio un esempio, dobbiamo migliorare la struttura e le regole del nostro sistema finanziario di modo che gli operatori non siano spinti a costruire prospetti e prodotti in paesi esteri con meno burocrazia per poi portarli in Italia. Dobbiamo avere un mercato competitivo su tutti i livelli.

D. Siamo dunque sempre alle solite questioni burocratiche italiane che rallentano il paese?

R. Attenzione, non bisogna generalizzare. Su molte questioni l'Italia è persino più avanti di altri paesi. Si tratta di intervenire su temi specifici e circoscritti che possono migliorare e rendere più fluidi gli ingranaggi del sistema come ad esempio l'eliminazione dei costi di compliance preventiva, che funzionano da barriera all'entrata, o la rimodulazione delle sanzioni in materia di abusi di mercato.

D. Che cosa intende in particolare?

R. In Italia spesso si può incappare in modeste sanzioni per questioni quasi veniali. I nostri associati tuttavia sono molto attenti alle questioni legate alla reputazione e non vogliono che una piccola sanzione, magari da 4-5 mila euro, possa pesare sulla loro immagine. Forse potrebbe essere utile favorire un dialogo costante con le autorità che, assumendo un ruolo di supervisore, possono intervenire preventivamente in modo da far correggere eventuali errori. Nessun sconto invece sugli abusi significativi perché ne va del buon nome di tutto il sistema.

D. Com'è il rapporto tra Assosim e le autorità garanti dei mercati finanziari?

R. L'associazione è sempre stata a disposizione di autorità quali Banca d'Italia, Consob, Mef o autorità europee, con cui tra l'altro c'è una costante interazione e ne è un esempio concreto il Comi, il Comitato degli operatori di mercato e degli Investitori, istituito presso la Consob e che rappresenta una sede permanente di confronto e dialogo tra soggetti di mercato. E all'interno di queste autorità, ci sono professionalità di grande rilievo che spesso per abnegazione rispetto al loro ruolo fanno molto più di quanto è a loro richiesto.

D. Come si porrà Assosim nei confronti di Euronext, il gruppo che ha acquisito Borsa Italiana?

R. Essere entrati a far parte di un grande gruppo europeo, dove il peso l'Italia è tutt'altro che marginale, può rappresentare un enorme opportunità per il mercato domestico. Noi dobbiamo riuscire a mantenere le nostre caratteristiche ma sfruttare le opportunità offerte dai processi internazionali che Euronext ha portato con sé acquisendo Borsa Italiana.

D. Tutto questo per tornare al punto di partenza, ossia la tutela dell'investitore.

R. Assolutamente sì, ma non solo. Ci sono altri punti su cui si può lavorare per rendere il mercato trasparente e attrattivo. Mi viene ad esempio in mente la questione legata alle ricerche di mercato sulle società quotate. I report redatti dagli uffici studi delle società che emettono target price e giudizi, a mio avviso, devono essere una sorta di portale d'accesso per gli investimenti e bisogna favorire il loro sviluppo, magari attraverso agevolazioni fiscali. Insomma ci aspettano tre anni densi di lavoro. (riproduzione riservata)



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