Trader più capitalizzati e mercato del forex comprimario rispetto alle azioni italiane. Sono questi i due tratti che emergono dal primo mese di competizione della Investment&Trading Cup (ItCup). Giunta alla 20esima edizione, la gara ha preso il via il 12 marzo scorso e andrà avanti fino all’1 giugno, per concludersi con la tradizionale premiazione nella cornice dell’Investment & Trading Forum di Rimini, il 14 e 15 giugno. Per i ritardatari che volessero ancora partecipare oggi, 17 aprile, è l’ultimo giorno utile per iscriversi e partecipare al contest. Il campionato di borsa con denaro reale più longevo d’Italia, mostra come cambia il mondo del trading in Italia. Da alcuni anni infatti sembra esserci un’inversione di tendenza nell’operatività dei retail, che ora sono decisamente più capitalizzati rispetto al passato. Basta scorrere la classifica provvisoria (in pagina i top ten) per notare come i primi tre classificati abbiano fatto versamenti iniziali importanti. Fabrizio.trader, attuale primo classificato con una perfomance del 27,64%, ha fatto un deposito iniziale di 25 mila euro, mentre Bart e Attanasio Luciano, secondo e terzo della classifica provvisoria, hanno invece depositato 10 mila e 15 mila euro producendo finora una perfomance rispettivamente del 19,77% e del 18,31%. Un’adeguata capitalizzazione, per chi volesse fare del trading il proprio lavoro, è fondamentale per durare sui mercati finanziari. Non che servano centinaia di migliaia di euro ma a di detta alcuni specialisti non si può cominciare a operare in borsa senza un capitale iniziale di almeno 30-40 mila euro sul conto. La ragione alla base di tale scelta è semplice: il money management. Con una cifra simile, magari utilizzando una leva abbastanza modesta (come quella 1:5), si riesce ad operare su più sottostanti senza mettere tutte le uova in un solo paniere. Inoltre, se le posizioni dovessero andare contro, psicologicamente è più facile gestire un’uscita o una rimodulazione con un capitale di una certa importanza. L’altra particolarità che salta all’occhio scorrendo i risultati del primo mese dell’ItCup sono le basse perfomance ottenute finora dai trader che operano nella categoria forex. I primi tre della classifica provvisoria dedicata all’operatività sui cambi per esempio hanno registrato rispettivamente 1,26%, 0,96% e 0,34% di perfomance positiva con un gain cumulato che supera di poco i 50 euro. Nelle passate edizioni si sono sempre registrate performance a doppia cifra anche dopo un solo mese di gara. Ma quest’anno, complice anche la scarsa volatilità sui cambi più utilizzati dai trader, le super performance sono un miraggio. «Difficile dare una spiegazione di queste nuove tendenze» ha spiegato Ascanio Strinati, patron dell’ItCup «forse l’operatività sui cambi non attrae più come un tempo o forse molti forex trader sono semplicemente spariti dal mercato». Se questa tendenza fosse confermata anche alla fine del contest, sarebbe una piccola rivoluzione che, sommata alla decisione dell’Esma di ridurre la leva massima disponibile sui prodotti Cfd (spesso utilizzati per operare sui cambi), potrebbe far tornare alla ribalta le azioni di Piazza Affari. «In ogni caso», continua Strinati, «la nostra gara è fondamentale per i partecipanti che hanno così un benchmark del proprio rendimento e/o della loro crescita professionale ma è anche utile agli utenti che vedono all’opera nuove tecniche o nuovi sviluppi di quelle tradizionali». L’appuntamento dunque è per il 14 e 15 giugno all’Itf di Rimini, quando verrà ufficializzato il vincitore della categoria generale e quello della categoria Forex e quando si saprà sei trader italiani hanno cambiato il loro modo di operare. (riproduzione riservata)