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Caccia ai titoli da Black Friday
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L’entusiasmo per offerte e sconti può spingere le società di e-commerce e gdo

Caccia ai titoli da Black Friday

29 novembre 2019, 16:25 Ultimo aggiornamento: 16:27

Milano Finanza Intelligence Unit

In Italia meglio puntare su Unieuro rispetto a ePrice, mentre sui listini esteri c’è solo l’imbarazzo delle scelta. Incluse le azioni tech che potrebbero beneficiare del Cyber Monday

Entrare sui titoli di gdo e commercio elettronico, approfittando della settimana che precede il Black Friday, ma liquidare nell’arco di pochi giorni. Si tratta di una strategia mordi e fuggi, che molti trader intendono mettere in pratica per sfruttare al massimo l’entusiasmo collettivo che avvolge il giorno dei super sconti. Complice il marketing aggressivo e il bombardamento di offerte commerciali, sarà questa la settimana in cui i riflettori saranno puntati sulle azioni delle società di commercio. Nato negli Stati Uniti il Black Friday, appuntamento del venerdì del weekend del Ringraziamento, rappresenta idealmente la giornata in cui gli americani iniziano gli acquisti natalizi. Il nome deriva dal fatto che, a partire da quel giorno, il bilancio di molte aziende, soprattutto quelle del settore commerciale, passa «in nero», cioè da quel momento in avanti vengono generati i profitti, mentre idealmente tutta l’attività precedente dell’anno serve per coprire i costi. Il termine ha iniziato a essere usato dal 1975. Si tratta, ovviamente, di una semplificazione come tante altre del calendario borsistico.

Tuttavia, questo periodo dell’anno può fornire spunti interessanti per chi fa trading. Storicamente infatti molti di questi titoli beneficiano di rialzi borsistici proprio nella settimana che precede il Black Friday per poi magari scendere nella settimana successiva con lo spegnersi dell’entusiasmo. Ed è proprio su questo che contano i trader per mandare in nero anche i loro conti. Sul listino italiano, tutti gli occhi sono puntati sul titolo Unieuro che nel 2018, nella settimana precedente al Black Friday, registrò una performance importante, passando dai 9,95 euro di venerdì 23 novembre al massimo relativo di 11,14 euro di lunedì 3 dicembre, con un incremento dell’11%, salvo rimangiarsi tutto il guadagno nei giorni successivi.

Quest’anno l’occasione è, se possibile, ancora più invitante. A seguito dell’operazione di accelerated bookbuilding del 14 novembre scorso, dove la Italian Electronics Holding ha ceduto 3,25 milioni di azioni Unieuro (il 16,25% del capitale), il titolo ha segnato un gap down significativo passando dai 14,56 euro della chiusura del 13 novembre ai 13,12 euro dell’apertura del 14 novembre. Nelle sedute successive l’azione ha toccato il minimo di 12,50 euro salvo tornare ieri a 13,34 euro. Proprio il ritorno sopra il gap down apre alla possibilità di chiudere il gap nelle prossime sedute. Sull’onda dell’entusiasmo per il Black Friday, la strategia è quella di entrare long già adesso, con target a ridosso dei 14,25 euro puntando alla richiusura del gap. Se la strategia dovesse rivelarsi vincente, una volta raggiunto l’obiettivo si può decidere di uscire oppure di chiudere solo una parte della posizione per provare un’ulteriore allungo fino a 14,26 euro in prima battuta e 14,58 euro (massimo del 13 novembre) in seconda. Lo stop loss dell’intera operazione è sotto i 13 euro.

Un altro titolo del listino italiano che potrebbe beneficiare dell’effetto Black Friday è Eprice. L’impostazione grafica del titolo tuttavia non risulta particolarmente favorevole e la totale mancanza di volumi potrebbe bloccare l’eventuale investitore per molto più tempo del necessario rispetto alla strategia mordi e fuggi che si vuole attuare in questo particolare momento.

Alla luce della scarsità di società italiane tagliate su misura per cogliere l’occasione del Black Friday, si possono in aggiunta prendere in considerazione i listini Usa, dove non mancano le possibilità, anche se in questo caso si può valutare un investimento di più lungo periodo. «È piuttosto difficile però capire in anticipo quali saranno le aziende che maggiormente possono trarre beneficio da un Black Friday andato particolarmente bene», ha premesso Massimo Intropido di Ricerca Finanza. In generale ci si focalizza maggiormente sul comparto della distribuzione, «e qui non si può non pensare a società come Amazon, Best Buy, Walmart, Macy’s, Target, JC Penney, Alibaba», ha aggiunto Intropido, «ma non bisogna dimenticare che del weekend di super saldi fa parte anche il lunedì successivo, il cosiddetto Cyber Monday, in cui ci si dedica maggiormente agli acquisti legati alla tecnologia e all’informatica, e allora si pensa anche ad Apple, Samsung, Sony, Microsoft, Intel, Electronic Arts, GameStop». Secondo lo specialista però ciò che conta per i mercati non è tanto chi ha venduto di più, ma come è andato in generale il fatturato nell’intero weekend.

I dati dell’anno scorso, forniti dalla National Retail Federation, sono poco rassicuranti perché mostrano che ben 165 milioni di persone hanno effettuato acquisti nel weekend in considerazione, ma spendendo in media 313,29 dollari contro i 335,47 del 2017. Circa il 25% delle persone hanno acquistato solo on-line, il 21% solo nei negozi e il 54% ha usufruito di entrambi i canali. Già da questi dati si capisce qual è il fenomeno in corso negli ultimi anni, ovvero il ribasso dei prezzi, se non addirittura gli sconti. Pertanto, anche per quest’anno vale la regola secondo cui non bisogna lasciarsi ingannare dal volume complessivo degli acquisti, ma piuttosto occorre studiare attentamente la dinamica dei prezzi, perché è questa che incide sui margini di profitto delle aziende. Per qualcuno, infatti, il Black Friday potrebbe rivelarsi grigio invece che nero.

La National Retail Federation si attende comunque per quest’anno un aumento degli acquisti nel periodo in misura che va dal 3,8% al 4,2% in più rispetto al 2018, per un totale compreso tra i 728 e i 730 miliardi di dollari. Di quanto possono salire i titoli delle società che hanno vissuto il miglior Black Friday? Le statistiche mostrano che l’incremento probabile è compreso tra il 3% e il 5% nei giorni successivi, dunque simile a quello provocato da una generica buona notizia ma non certo paragonabile a quello di un’operazione di finanza straordinaria, anche solo di media dimensione. Questo perché prima del Black Friday sono stati già diffusi i risultati dei tre trimestri precedenti, dunque i mercati hanno già un’idea di come si stanno comportando le aziende in questione. Potrebbero anche esserci sorprese negative, e in questo caso la perdita dovrebbe essere dello stesso ordine di grandezza accennato. (riproduzione riservata)



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