Il cambio sterlina/dollaro (cable) continua a muoversi a rialzo all’interno di un contesto complesso, caratterizzato da divergenze tra le prospettive macroeconomiche del Regno Unito e degli Stati Uniti, oltre che da forti componenti politiche e di sentiment. Dopo aver toccato massimi in area 1,3593 dollari (livelli che non si registravano dal 2022) la coppia ha ritracciato leggermente, pur mantenendo intatta l’impostazione rialzista nel breve periodo.
Le tensioni generate dalla temporanea sospensione del blocco ai dazi imposti da Donald Trump, compresi quelli su prodotti Ue, hanno innescato nuovi timori sulla possibilità di una guerra commerciale. Questo ha alimentato la domanda di dollaro come valuta rifugio, facendo salire il Dollar Index verso quota 99,50 punti. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ribadito l’indipendenza della banca centrale e ha chiarito che le prossime mosse dipenderanno esclusivamente dai dati economici. Sebbene il mercato non si aspetti tagli ai tassi prima di settembre, un’eventuale conferma del rallentamento del Pil Usa nel primo trimestre, con una contrazione stimata dello 0,3%, potrebbe cambiare rapidamente le aspettative.
Dall’altro lato dell’Atlantico, la sterlina appare più solida grazie a una combinazione di dati macro favorevoli e maggiore chiarezza sul fronte politico. Il Pil britannico del primo trimestre ha mostrato una crescita dello 0,7%, superiore alle attese, spingendo il Fondo Monetario Internazionale a rivedere al rialzo la stima di crescita per il 2025 all’1,2%. Anche i dati sulle vendite al dettaglio, in crescita per il quarto mese consecutivo, hanno fornito ulteriore supporto all’impostazione positiva. La politica monetaria della Bank of England resta comunque prudente, con il governatore Bailey che ha sottolineato un approccio graduale e cauto ai tagli dei tassi, confermando che l’inflazione, ancora al 3,5%, richiede attenzione, nonostante un rallentamento delle dinamiche salariali. Il mercato prezza un taglio di 25 punti base entro l’anno, con probabilità del 50% di un secondo intervento.
Tecnicamente, il cambio resta supportato dalla tenuta del livello chiave a 1,3445 dollari, già testato a settembre 2023, e dalla media mobile esponenziale a 20 giorni, in salita verso 1,3395 dollari. Il recente rally ha portato il cambio fino a 1,3593 dollari ma l’Rsi giornaliero fatica a mantenersi sopra quota 60, segnalando una possibile pausa nella spinta rialzista. Ad ogni modo, il primo obiettivo al rialzo resta a 1,3750 dollari, massimo di gennaio 2022. Un superamento netto di tale livello aprirebbe spazi per estensioni verso 1,3900 dollari. Al ribasso, eventuali correzioni sotto 1,3440 metterebbero sotto pressione i supporti dinamici, con area 1,3350 come primo target. La ridotta visibilità sulle prossime mosse della Fed, combinata con l’assenza di dati UK di rilievo nei giorni centrali della settimana, suggerisce una fase di possibile lateralità nel breve periodo. (riproduzione riservata)