Una quota di portafoglio nell’azionario svizzero continua ad essere una scelta intelligente. Soprattutto per coloro che non cercano guadagni imminenti ma puntano alla stabilità delle performance nel tempo. Analizzando il medio periodo, i titoli azionari denominati in franchi non hanno mai deluso e, anzi, restituito dinamiche interessanti soprattutto durante le fasi di mercato più critiche. Da inizio anno l’indice Msci Switzerland è in rialzo dell’6,5% circa, rispetto al 7% del Msci Europe, ma allungando l’orizzonte temporale emergono i veri pregi.
Su un orizzonte di 5 anni, l’indice elvetico ha reso, in euro, mediamente circa il 9% annuo, di cui oltre il 3% annuo arriva dalla dinamica del franco contro l’euro. Esattamente in linea al più diversificato Msci Europe ma, nonostante la maggior concentrazione, con volatilità inferiore. Infatti, durante la crisi del Covid19 del 2020, l’azionario svizzero ha sovraperformato l’azionario europeo in modo consistente, ed anche a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina la discesa osservata è risultata pari a circa la metà di quanto incassato dal benchmark diversificato. La solidità del franco svizzero offre, quindi, un valido elemento di stabilizzazione, fungendo tuttora da bene rifugio in condizioni di forte incertezza. Anche nel recente shock di mercato (inizio agosto 2024) il -6% circa l’azionario europeo si confronta al -4,4% dell’azionario elvetico già espresso in euro, di cui l’1,5% arriva proprio dal rafforzamento del franco contro l’euro. Il tutto si riassume in un elevato rapporto rendimento-rischio.
NOVARTIS

L’allocazione settoriale è un altro elemento che aiuta a comprendere le oscillazioni di un indice così mirato; in questo caso, prevalgono le caratteristiche difensive associate all’elevata presenza di azioni del settore farmaceutico, che pesano infatti enormemente (36% circa nel Msci Switzerland), ma anche i beni di consumo di base aiutano a comprimere la volatilità grazie al peso vicino al 20% circa. Limitato invece al 17% il contributo dei titoli finanziari. A loro volta, beta e correlazione confermano la profilatura in termini di rischio di mercato, rispettivamente negli ultimi 5 anni a 75 e 0,88; l’indice si muove quindi a braccetto con il resto d’Europa, ma con sensitività inferiore ed esprimendo sul lungo termine un buon alpha.
Infine, guardando l’esposizione ai fattori di stile attraverso il Msci Factor Box, si ha ulteriore conferma dei connotati difensivi associati a tale scelta di investimento: risulta evidente la sovraesposizione allo stile low volatility (azioni a basso rischio), elemento che permette di stimare una volatilità annua sul lungo termine del 14%, inferiore anche all’indice Msci World. Il dividendo pagato è in linea al mercato, vicino al 3%a annuo lordo, ed anche come P/e atteso non si evidenziano significativi scostamenti rispetto al resto d’Europa, anche se numerosi titoli elvetici non sono certo a sconto; ma, d’altronde, la qualità si paga.
ZURICH

Guardando alle possibilità di inserimento in portafoglio di tale sottostante, l’offerta è molto ricca sia in termini di strumenti passivi che di fondi; guardando agli Etf, sul mercato italiano o Euronext sono disponibili prodotti di iShares, Ubs Etf, Xtrackers e Amundi che guardano agli indici Msci Switzerland, Solactive Swiss Large Cap, Swiss Leaders, Dj Titans Switzerland 30, tuti in grado di cogliere al meglio le potenzialità del sottostante azionario elvetico. Le performance sono allineate, salvo i prodotti che adottano lo hedging valutario che hanno sofferto non poco rispetto al cambio aperto negli ultimi anni; in effetti, coprire il rischio di cambio euro-franco non sembra essere una buona idea.
Ma per gli amanti del rischio specifico le opportunità non mancano di certo, anche se in alcuni casi è necessario sopportare multipli non a sconto. Tra questi, Zurich Financial (settore assicurativo, P/e atteso pari a 13,8, dividend yield del 5,6%, beta di 0,78), Swiss Re (settore riassicurativo, P/e atteso pari a 9,5, dividend yield del 6%, beta di 1) e Swiss Life (settore assicurazioni vita, P/e atteso pari a 15, dividend yield del 5%, beta di 0,98). Interessante anche il comparto farmaceutico, con Siegfried (P/e atteso pari a 28,5, dividend yield del 0,4%, beta di 0,90) e Novartis (P/e atteso pari a 15, dividend yield del 3,4%, beta di 0,84), mentre in ambito industriale il recente scivolone osservato su Abb (P/e atteso pari a 24, dividend yield del 1,9%, beta di 1,22) può offrire opportunità di entrata a prezzi meno tirati. (riproduzione riservata)