
Il 23 settembre scorso Borsa italiana ha celebrato il 20° anniversario del mercato SeDeX con una serata speciale presso Palazzo Mezzanotte. Lanciato nel 2004 come evoluzione dell’allora MCW, il Mercato dei Covered Warrant, SeDeX conta oggi oltre 26.500 prodotti quotati, ai quali vanno aggiunti gli oltre 7.000 quotati su Cert-X, che nel frattempo è stato acquisito dalla stessa Borsa italiana, per un totale di oltre 20 emittenti attivi e una grandissima varietà di strutture quotate. Approfittando di questo anniversario, può essere interessante ripercorrere brevemente le principali tappe che hanno contribuito all’evoluzione di questa ormai consolidata classe di prodotti finanziari.
Per il mercato italiano, la prima emissione di warrant di tipo call e put risale addirittura al 1992. Erano prodotti legati al cambio dollaro/lira, destinati però solo agli investitori istituzionali. Fino alla metà del 1998 i covered warrant offerti sul mercato nazionale non erano quotati in borsa, ma a seguito al recepimento da parte di Consob delle nuove direttive di Borsa italiana spa, proprio in quell’anno è diventato possibile operare su questi strumenti direttamente sul mercato domestico, con quotazioni costantemente disponibili. Per questo Borsa italiana fa risalire la quotazione dei primi covered warrant sull'MTA (Mercato Telematico Azionario) al 1998. Fin dall’anno successivo sono poi comparsi anche i primi prodotti d’investimento, dei veri e propri benchmark, che all’epoca venivano però emessi come covered warrant con strike pari a zero. È stato però solo a partire dal 2000 che tutti i covered warrant sono stati raggruppati in un unico mercato dedicato, denominato, come detto all’inizio, MCW, Mercato dei Covered Warrant.
Nel 2002 sono stati poi emessi i primi certificati leverage, nella versione con leva dinamica, cioè i Turbo e i Mini future. Proprio sulla scia del continuo aggiornamento della gamma dei prodotti quotati, si è quindi resa necessaria un’evoluzione del mercato di quotazione: a quel punto era infatti piuttosto limitativo identificare la piattaforma dedicata a questi prodotti come “mercato dei covered warrant” e così il 26 aprile 2004 è nato il SeDeX, coniato come acronimo di Securitised Derivatives Exchange, letteralmente, Mercato dei Derivati Cartolarizzati, del quale oggi si celebra, appunto, il ventesimo anniversario.
Fin dai suoi primi anni di vita il SeDeX ha subito registrato una forte espansione dei prodotti quotati, con strutture sempre più diversificate, ma anche un deciso allargamento dei sottostanti coinvolti. Nel 2007 la maggior parte degli scambi si concentrava però ancora sui covered warrant (81%), mentre i certificati d’investimento si attestavano al 14% e i leverage addirittura al 5%. Un drastico cambio di rotta è arrivato però nel 2012, con la quotazione dei primi certificati a Leva Fissa, ai quali sono bastati solo due anni per conquistare il primato assoluto: nel 2014 i volumi scambiati da questi prodotti si attestavano infatti al 55% del totale, contro il 28% dei covered warrant, il 10% dei certificati d’investimento e il 7% di quelli a leva dinamica.
Nel frattempo, il 24 settembre 2013 Borsa italiana aveva anche perfezionato l’acquisizione del 70% di EuroTLX, un Mtf (Multilateral Trading Facility) che in quegli anni si era affermato come piattaforma alternativa di quotazione per obbligazioni e certificati, nata a sua volta da Tlx, un SSO lanciato nel 2000 dal gruppo UniCredit. Il 1° gennaio 2020 è poi avvenuta la fusione per incorporazione in Borsa Italiana, per cui da allora l’organizzazione e la gestione del mercato EuroTLX è svolta proprio da Borsa Italiana. Del resto, nel 2017 lo stesso SeDeX era diventato un Mtf, recependo le direttive della Mifid II.
L’ultimo step di evoluzione del SeDeX è infine arrivato nel 2021, quando Borsa italiana si è unita a Euronext Group, anche se l’effettiva migrazione alla piattaforma Optiq di Euronext è arrivata solo l’11 settembre 2023. Gli effetti più concreti di quest’ultimo cambiamento sono stati l’estensione degli orari di negoziazione (dalle 8 alle 22) e l’adozione del sistema Rfe (Request for Execution). (riproduzione riservata)