Nell'ultima anno l'inflazione ha cominciato a spaventare cittadini e banche centrali, ma come sempre i trader hanno cercato di sfruttarla a loro vantaggio. Nell'attuale contesto finanziario, c'è un asset che sta attirando l'attenzione dei trader che per caratteristiche si presta molto bene all'operatività intraday e non: il Btpi 2051. Non si tratta chiaramente dell'unico prodotto indicizzato al rialzo dei prezzi: esistono i titoli di stato legati all'inflazione con scadenze più brevi, come per esempio il Btpi 2026 o il Btpi 2032. Tuttavia quello con scadenza 2051 è quello che si muove di più ed è dunque preferibile e preferito. Non capita sovente infatti di avere un titolo che si adatta sia agli operatori che fanno day trading che a quelli di lungo periodo. Ciò che rende tanto attrattivo questo strumento sono il rendimento e soprattutto la sua volatilità. Entrando nello specifico del prodotto (isin it0005436701), il Btp 2051 legato all'inflazione europea è indicizzato all'andamento dei prezzi al consumo calcolati dall'Eurostat, ossia all'inflazione europea.
Il titolo è stato emesso il 23 febbraio 2021 con un capitale in circolazione di poco sopra i 7 miliardi di euro. E' chiaramente a tasso variabile, con un tasso annuale di base dello 0,15%, di cui una prima metà viene corrisposta al 15 di maggio e la seconda al 15 di novembre di ogni anno. L'ultimo prezzo battuto ieri è stato di 98,74 euro, in rialzo dell'1,16%. Poiché ha un taglio minimo da 1.000 euro, si presta molto bene anche agli investitori retail, come testimoniano i tanti trade effettuati ogni giorno sullo strumento (ieri 129 trade). Con l'attuale livello di inflazione, il prodotto rende circa il 6,2%, decisamente interessante rispetto al suo equivalente benchmark a tasso fisso, il Btp 1,7% 2051 (isin it0005425233) che invece rende solo il 2,48%. «Il confronto da questo punto di vista è tuttavia impreciso», ha spiegato Lorenzo Raffo, trader obbligazionario, «in quanto nel caso del titolo indicizzato all'inflazione il valore si riferisce al contesto attuale e potrebbe dunque variare in caso di un calo del costo della vita». La correlazione ai prezzi al consumo Eurostat è al momento favorevole, visto che il dato di riferimento è al 5,1% contro lo 0,6% per esempio del marzo 2021. «Il relativo effetto determina l'accelerazione rialzista del rendimento, che potrebbe però sgonfiarsi nei prossimi mesi», ha concluso lo specialista. Inevitabile inoltre seguire l'andamento della quotazione, sensibile a due fattori: il trend in prospettiva dei tassi di interesse, e la maggiore o minore propensione degli investitori a puntare sul debito italiano. Sul primo fronte il Btpi si muove quasi come un Btp, con l'impatto derivante dalla duration della cedola base (che esprime appunto la sensibilità ai tassi di interesse), nel suo caso molto bassa visto che si attesta allo 0,15%. Da qui la forte volatilità cui si accennava in precedenza.
Altro punto da considerare è, come anticipato, quello relativo alla volatilità. Il Btpi mostra un livello di volatilità talvolta quasi incredibile. Se prendiamo a riferimento l'ultimo anno, la volatilità del Btpi 2051 si attesta al 22%, quando quella sul benchmark è del 15,5%. Se si considera la volatilità da inizio anno, sul prodotto legato all'inflazione è del 33% mentre su quello a tasso fisso è al 28%. Nel caso invece venga preso in considerazione l'ultimo mese di contrattazione, la volatilità del Btpi è del 44% a fronte del 28% del prodotto base. Ecco dunque spiegato perché questo strumento si presta così bene al trading intraday.
A livello grafico, lo strumento è molto tecnico e perciò anche l'analisi grafica risulta di facile interpretazione. La tendenza di breve periodo è impostata al rialzo in quato un supporto dinamico sta provvedendo a sostenere le quotazioni. La trend line formata da questo supporto è rappresentata dalla linea partita con il minimo del 7 marzo scorso a 91 euro e che si è venuta creare unendo e prolungando il minimo relativo successivo, ovvero quello registrato il 22 marzo a 94,4 euro. Questa linea di tendenza nelle ultime due sedute è stata testata e in caso di ulteriore attacco è probabile che venga infranta: in tal caso i target successivi sono indicati in area 95,8 euro in prima battuta per poi scendere verso 94,5 euro. In caso di rimbalzo e allontanamento dal supporto, il livello da monitorare è l'area dei 101,8 euro, dove le quotazioni andrebbero a incrociare la resistenza dinamica partita con il massimo relativo del 27 ottobre 2021 a 109,79 euro. Superata tale resistenza il primo obiettivo è a 102,5 euro, da cui si potrebbe poi tentare di raggiungere la serie di massimi relativi registrati nel mese di dicembre scorso a 104,6 euro. E con una volatilità simile i target si possono raggiungere in poche sedute. (riproduzione riservata)