Con l'avvicinarsi della riunione del 6 giugno della Banca Centrale Europea, operatori e trader iniziano a chiedersi se non sia il caso di cominciare a proteggere i portafogli. I mercati hanno già scontato un taglio dei tassi dello 0,25% e forse anche di più visto che fino a qualche settimana fa il mercato dava come molto probabile un secondo taglio dei tassi a luglio (vedere articolo a pagina 3). Ma negli ultimi giorni la situazione si è invertita, e ora ci si aspetta una Bce più cauta. Anzi c'è chi pensa che tornerà ad allinearsi alla politica di tassi alti a lungo portata avanti dalla banca centrale americana. Seguendo questa ipotesi, ai mercati finanziari europei potrebbe venire a mancare l'effetto traino che ha spinto l'ultimo movimento rialzista di breve periodo dei mercati azionari. Nessun ha infatti dimenticato che nel gennaio scorso si parlava addirittura di sette tagli dei tassi per quanto riguarda la Fed (e con la Bce ben contenta di seguire). Man mano però le attese si sono raffreddate e ora c'è addirittura chi pensa che la Fed non tagli prima della fine dell'anno. Per quanto riguarda il Ftse Mib italiano, da fine gennaio il rialzo è stato nell'ordine del 20%, con un ritracciamento massimo del 5%. L'indice è così passato dai 30.500 punti di gennaio al picco del 16 maggio a 35.474 punti senza fermarsi mai. Solo nelle ultime sedute, complice un rigurgito di volatilità, i mercati hanno evidenziato un segnale di possibile fine corsa.
Che fare allora per proteggere un portafoglio in azioni italiane? Un contratto di opzione sull'indice Ftse Mib ha il valore di 2,5 euro in punti. Pertanto, con l'indice italiano intorno a 34.700 punti, il controvalore di un'opzione è di 86.750 euro, quindi acquistando una opzione put si può proteggere un portafoglio di questa entità. La successiva questione da affrontare è per quanto tempo voglio proteggere il mio portafoglio azionario e di quanto; in altri termini quale scadenza scegliere per l'opzione put e con quale strike. «Di solito le protezioni si fanno almeno su un trimestre e si potrebbe scegliere come scadenza dicembre», ha spiegato Eugenio Sartorelli, trader in opzioni. Secondo lo specialista, per capire da che livello di prezzo mettere la protezione si valutano (anche su base grafica) dei supporti oltre i quali il mercato potrebbe accelerare al ribasso. Per il Ftse Mib un supporto di rilievo è l'area di minimo di metà aprile da cui è partita l'attuale fase rialzista, ovvero 33.300 punti circa. Le opzioni sul mercato italiano hanno strike che distano tra loro di 500 punti, pertanto la put da acquistare sarebbe la strike 33.000 con scadenza dicembre.
Attualmente questa opzione ha un prezzo di 890 punti (2.225 ) che è il costo da sostenere per avere la protezione di un portafoglio in azioni di circa 86.000 euro. Se il Ftse Mib scende sotto 34.700 punti il portafoglio in azioni inizia a perdere, ma la put non dà alcun beneficio. I benefici della put acquistata partono dal suo livello di strike, cioè da 33.000 punti: da lì in poi la put copre la perdita del portafoglio. In definitiva fino a 33.000 punti il portafoglio in azioni può perdere 1.700 punti, ovvero circa il 4,9%. Sotto i 33.000 punti la perdita del portafoglio sarebbe quindi del 4,9% più il costo della put che, tradotto in performance, porterebbe la perdita massima di un portafoglio azionario al 7,4%. (riproduzione riservata)