Dopo l’acquisizione di Bink Bank, punta a diventare un gruppo integrato multiprodotto, con un’offerta che spazia dal forex, cfd e alle opzioni. E tra poco anche prodotti assicurativo. Con i cinesi di Geely poi, le prospettive sono enormi. In questo quadro Bg Saxo, la joint venture tra Banca Generali e Saxo Bank nata un anno fa, si prospetta come uno dei progetti più interessanti e ambiziosi del mondo del trading italiano. Che punta a diventare leader in Italia. In che modo lo spiega Gian Paolo Bazzani, già alla guida della branch italiana di Saxo Bank e ora amministratore delegato di Bg Saxo.
Domanda. Come definire BG Saxo in sintesi?
Risposta. Si tratta di una società con Dna digital/investing e trading, nata da Saxo Bank e Banca Generali e che, da poco, ha anche acquisito Bink Bank, un altro operatore del mondo finance. Siamo all’incirca una trentina di persone e contiamo di crescere ancora.
D. Come è nato il progetto della joint venture?
R. Ognuno ha portato il meglio delle proprie capacità con l’obiettivo di far nascere un campione nazionale e internazionale. Prendiamo ad esempio Saxo: il gruppo è sempre stato percepito come piattaforma forte nei derivati otc con il forex, le opzioni su forex e oltre 9 mila cfd. Bink Bank invece, in Italia, è sempre stata vista come specializzata nelle opzioni, anche se in realtà a livello internazionale il suo portafoglio clienti vanta più investitori che trader, con 650 mila clienti in Europa. E poi c’è Banca Generali con tutto il suo peso.
D. Quali vantaggi derivano per il cliente da questo tipo di unione?
R. In primo luogo la disponibilità per ciascun cliente di un’offerta integrata di tutti gli strumenti trading e investing. Per rendere bene l’idea delle potenzialità, oltre alla nostra piattaforma trading SaxoTraderGo, abbiamo creato una piattaforma operativa «Investor» multicanale, quasi un marketplace che contempla il trading e le sue strategie, la ricerca e i collegamenti con i flussi informativi multilingue. E chissà che a breve non riusciremo a inserire anche l’offerta di prodotti assicurativi, visto che in questo campo stiamo crescendo velocemente.
D. Sarebbe un bel salto di modello di business
R. Ma non nel vuoto. In Francia, già distribuiamo polizze Generali sulla nostra piattaforma. Non è una cosa che avremmo mai pensato fino ad un anno fa, ma la partnership ha allargato i nostri confini in Italia.
D. Quindi addio trading?
R. Tutt’altro, non si toglie ma si aggiunge. Vogliamo diventare il punto di riferimento per i trader, gli investitori fai da te e clienti di banca private.
D. Ma così non rischiate di perdere la competizione con quelli che offrono commissioni a zero?
R. Attenzione, quelli che offrono le zero fee hanno un modello che, grazie alla Mifid2, in Europa non si può sviluppare e questo dal mio punto di vista è solo un bene. Le società che offrono lo zero fee hanno degli internalizzatori che cedono il flusso: in pratica il broker raccoglie gli ordini dei clienti e poi li cede a un altro operatore che va lui a mercato facendo da market maker, a fronte magari un punto base di guadagno. Ricordiamoci che inviare soldi è sempre facile, mentre farli tornare indietro non è così immediato. Noi siamo autorizzati Consob, con banca depositaria in Italia e alle spalle dei nomi che hanno fatto della reputazione un punto saldo. Ogni ordine che noi processiamo passa per 9 controlli che vengono fatti in meno di un secondo, insomma sicurezza e velocità.
D. Ma i cinesi di Geely, proprietari di Saxo Bank, come si inseriscono in questo contesto?
R. C’è un fattore da sottolineare, l’operazione di joint venture Bg Saxo è win-win, cioè ne escono vincitori sia i cinesi di Geely che Banca Generali. Il primo ha aperto infatti una porta in Europa e l’altro un portone in Asia. Tra i due ci sono colloqui costanti e la relazione è solo all’inizio, ma con un futuro brillante.
D. Come è cambiato il mondo del trading in questi anni?
R. Molto, e bisogna sempre essere al passo altrimenti si perde. Nel corso degli ultimi 15 anni si è assistito a una competizione molto serrata sui prezzi, ma ormai per le ragioni già ricordate si è arrivati al limite e perciò bisogna trovare altre leve su cui spingere. Noi puntiamo sul fornire le soluzioni migliori per proteggere i propri investimenti anche perché Bg saxo ha ereditato da Saxo una clientela corporate importante che usa i nostri prodotti per fare leva sui loro investimenti. Stiamo parlando di piccole e medie imprese attive per esempio nel settore alimentare, che quindi si proteggono sulle materie prime agricole. Oppure di società operanti nella lavorazione del petrolio oppure società che semplicemente fanno fatturato in altre valute e si muovono attraverso di noi perché abbiamo l’offerta sulle valute più completa.
D. Come procedete con il controllo rischi, o meglio fare da controparte a livello corporate può essere rischioso?
R. Dopo che nel 2015 la Banca Centrale Svizzera decise di togliere il floor di 1,20 franchi sul cambio euro/franco, abbiamo deciso di cambiare modello per eliminare completamente il rischio su operazioni simili. Oggi suddividiamo il nostro flusso forex su nove banche istituzionali che si prendono in carico interamente il rischio della posizione. Chi ci dà fiducia quindi può dormire sogni tranquilli. (riproduzione riservata)