Il settore bancario italiano sta portando a termine un anno particolarmente profittevole, tanto che nei primi nove mesi del 2023 gli utili dei cinque maggiori istituti di credito (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper Banca e Mps) sono aumentati addirittura del 77% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per effetto soprattutto dell’aumento dei margini d’interesse legato ai rialzi dei tassi operati dalla Bce. In estate, il comparto aveva subito diversi scossoni, sia per effetto della tassa sugli extraprofitti varata dal Governo italiano, sia per il taglio operato da Moody’s sul rating creditizio di diverse banche Usa, ma la pubblicazione delle ultime trimestrali ha poi favorito nuovi allunghi, proiettando diversi titoli su nuovi massimi di lungo termine. Facciamo quindi il punto tecnico sui titoli bancari presenti nel Ftse Mib.
Banca Generali. Il titolo ha vissuto un ultimo mese piuttosto movimentato, caratterizzato da una brusca battuta d’arresto a metà ottobre, che aveva portato le quotazioni a testare la soglia psicologica dei 30 euro. Proprio la tenuta di questo livello ha però poi favorito una decisa reazione, che ha riportato Banca Generali attorno a quota 33. Nel breve, un nuovo impulso rialzista potrà arrivare dal breakout 33,50-33,60 euro, che potrà favorire un successivo approdo verso l’area 34-34,15. Al ribasso, il supporto più importante si colloca invece attorno a 32,05-32 euro e sarà solo un suo cedimento a fornire un nuovo segnale ribassista.
Banca Mps. A inizio settimana le quotazioni hanno strappato con decisione al rialzo, perfezionando il breakout della resistenza a 2,795-2,80 euro e trovando un ampio spazio di allungo fino a quota 3,12-3,15. Dopo una breve pausa di consolidamento sopra la soglia psicologica dei 3 euro, è lecito attendersi un ulteriore allungo verso 3,28-3,30 o addirittura 3,47-3,50 euro. Al ribasso, il supporto principale si colloca invece proprio a quota 2,80-2,795 e sarà solo un suo cedimento a indebolire la dinamica di breve.

Banco Bpm. Il titolo è sostenuto da un solido trend rialzista e nelle ultime sedute ha ulteriormente accentuato il movimento positivo, superando la soglia psicologica dei 5 euro per la prima volta da oltre sette anni. Il quadro tecnico è chiaramente costruttivo e dopo una breve pausa di consolidamento sopra 5,25 e possibile un ulteriore allungo verso 5,80. Al ribasso, un primo supporto utile si colloca proprio a 5-5,95 euro, ma sarà solo il cedimento di 5,60-5,58 a fornire un concreto segnale di debolezza.
Bper Banca. Ottima dimostrazione di forza anche per Bper Banca, che ha superato di slancio la resistenza a 3,20-3,22 euro, accelerando con decisione fino a quota 3,50: proprio una conferma oltre quest’ultimo livello potrà favorire un’ulteriore estensione della tendenza positiva, con un target ambizioso individuabile attorno a 3,85-3,90 euro. Al ribasso, i principali punti d’appoggio si collocano tra 3,22 e 3,15 prima e 3,03-3 euro successivamente, anche se solo una discesa sotto 2,85 potrà fornire un concreto spunto d’inversione ribassista.
Finecobank. È certamente il titolo che presenta il quadro tecnico più sacrificato, anche se il recente recupero della soglia psicologica dei 12 euro ha rilanciato una prospettiva di recupero, che avrà comunque bisogno di ulteriori conferme: in particolare, sarà solo il breakout della fascia 12,85-13 a creare lo spazio per un’inversione rialzista di ampio respiro. Al ribasso, attenzione invece al supporto in area 12-11,85 euro, il cui cedimento imporrebbe una nuova battuta d’arresto.
IntesaSanPaolo. Le ultime settimane hanno migliorato in modo evidente il quadro tecnico di Intesa Sanpaolo, che a fine ottobre aveva minacciato un pericoloso breakout ribassista del supporto a 2,33-2,32 euro, ma che proprio da questo livello ha invece iniziato un importante recupero, favorendo anche il recente allungo oltre la barriera a quota 2,60. Proprio una conferma di quest’ultimo breakout potrà preservare lo scenario costruttivo, favorendo un’ulteriore estensione della tendenza positiva. Al ribasso, negativa una discesa sotto 2,45.

Unicredit. Come per Banco Bpm, anche qui il titolo è sostenuto da una solida tendenza positiva, che nelle ultime sedute si è ulteriormente accentuata proiettando il titolo fino a ridosso della soglia psicologica dei 25 euro: l’ulteriore breakout di questa barriera potrà creare lo spazio per un’estensione della dinamica positiva verso un target ambizioso individuabile attorno a 26,50. Al ribasso, un primo supporto di un certo rilievo si colloca a 23,30 euro, anche se sarà solo una discesa sotto 22,70-22,60 a fornire un concreto segnale di debolezza. (riproduzione riservata)