
Nel corso dell’ultimo mese i listini azionari hanno ritrovato un’ottima capacità di spinta, dopo un primo trimestre dell’anno che aveva messo alla prova la tenuta dei mercati, complice soprattutto l’arrembante politica commerciale adottata dalla neoeletta amministrazione Usa. Anche piazza Affari ha ritrovato una chiara propensione rialzista, con l’indice Ftse Mib che proprio nel corso delle ultime sedute è tornato ad affacciarsi oltre la soglia psicologica dei 40.000 punti per la prima volta addirittura da novembre 2007. Un contributo decisivo è arrivato dal settore bancario, ampiamente rappresentato nel paniere domestico, che anche nell’ultima tornata di trimestrali ha mostrato un’elevata redditività potenziale, senza considerare il fisiologico appeal speculativo che si lega alle diverse operazioni di M&A che stanno attualmente coinvolgendo gli istituti del Bel Paese. Vediamo quindi in dettaglio la situazione tecnica delle principali banche quotate a piazza Affari.
Banca Mps. Il titolo è sostenuto da una solida tendenza rialzista, che nelle ultime sedute ha spinto i prezzi a forzare la soglia psicologica degli 8 euro, toccando un nuovo massimo di periodo oltre quota 8,40: dopo una breve pausa di consolidamento, che non dovrà estendersi oltre il supporto a 7,80-7,78 euro, le quotazioni potranno trovare nuovi spazi di allungo verso 8,75-8,80 prima ed eventualmente fino a quota 9. Al ribasso, negativa una discesa sotto 7,18-7,15 euro.
Banca Pop. Sondrio. Il recupero dell’ultimo mese ha permesso al titolo di superare i massimi di fine marzo, annullando di fatto la brusca correzione di inizio aprile: il breakout di 11,85-11,90 euro non ha però prodotto uno strappo rialzista particolarmente rilevante, tanto che i prezzi gravitano ancora a ridosso del precedente livello. Il rischio è che le quotazioni possano tornare ad affacciarsi sotto 11,90-11,85 euro, aprendo le porte a una nuova fase correttiva. Al rialzo, invece, positivo un allungo oltre 12,20 euro.

Banco Bpm. Lo slancio di inizio settimana, che aveva permesso al titolo di affacciarsi oltre 10,50 euro, non è stato confermato nella seconda parte e ora le quotazioni si trovato di nuovo alle prese con il supporto psicologico a quota 10: proprio il cedimento di questo livello potrebbe creare lo spazio per una correzione più ampia, verso 9,70 prima e 9,50-9,45 in seconda battuta. Al momento lo scenario tecnico è però ancora costruttivo e uno spunto oltre 10,35-10,37 potrà richiamare nuovi flussi in acquisto.
Bper Banca. Settimana di sostanziale consolidamento per Bper Banca, che venerdì scorso aveva forzato la resistenza a 7,75-7,80 euro, favorendo una rapida escursione fino a ridosso di quota 8: la ridotta volatilità delle ultime sedute potrebbe anticipare un nuovo spunto direzionale, che potrà trovare uno sbocco rialzista proprio con il breakout della soglia psicologica a 8 euro. Al ribasso, un concreto segnale di debolezza si avrebbe invece solo con un ritorno dei prezzi sotto l’area 7,20-7,17 euro.
Finecobank. Il titolo ha chiuso la settimana in grande spinta, trovando proprio sul finale lo slancio necessario per aggiornare i massimi dello scorso marzo. Una conferma di questo breakout aprirà nuovi spazi allungo, con una proiezione naturale posta in corrispondenza della soglia psicologica dei 20 euro. Al ribasso, il primo supporto di un certo rilievo si colloca invece attorno a 18,60-18,50 e sarà solo un suo cedimento a fornire un concreto segnale di debolezza.

IntesaSanpaolo. Nelle ultime sedute le quotazioni hanno esteso la tendenza positiva delle settimane precedenti, senza però mostrare una reale forza impulsiva: il titolo è tornato a ridosso di quella soglia psicologica dei 5 euro che già a fine marzo aveva arrestato la tendenza positiva dei prezzi e ora dovrà dimostrare di poter perfezionare il breakout. Solo il superamento di questa barriera potrà infatti creare i presupposti per una significativa estensione della dinamica rialzista in corso.
Unicredit. Il breakout rialzista di inizio settimana, seguito alla pubblicazione di conti record, ha permesso al titolo di aggiornare i massimi dell’anno, anche se nelle sedute successive i prezzi non hanno poi trovato grande spinta, assestandosi all’interno di uno stretto trading range. Questa compressione di volatilità porta con sé un elevato potenziale impulsivo, che troverà il suo pieno compimento nel momento in cui le quotazioni sapranno forzare l’area 56,25-56,30 euro. Al ribasso, attenzione alla tenuta del supporto in area 53-52,80. (riproduzione riservata)