
Nei primi dieci giorni di febbraio i principali istituti bancari italiani hanno pubblicato le trimestrali, con esiti diversi in termini di risultati, ma soprattutto di reazione dei relativi titoli azionari sul fronte borsistico. Vediamo quindi in breve come si è evoluto il quadro tecnico delle principali banche quotate a Piazza Affari.
Banca Mps. Il titolo ha pagato una decisa correzione dopo i conti del 9 febbraio, che ha compromesso anche il supporto di breve 8,65-8,60 euro, proiettando le quotazioni fino a ridosso di quota 8,10: questa dinamica così repentina ha indebolito il quadro tecnico, anche se nelle ultime sedute Banca Mps ha ritrovato un’interessante capacità di spinta, che proprio in chiusura di settimana ha permesso al titolo di tornare sopra 8,60-8,65.
In questo modo la pressione ribassista si è attenuata, anche se un concreto punto positivo potrà arrivare solo sopra 8,85-8,90.
Banca Pop. Sondrio. Nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione della trimestrale il titolo ha aggiornato i massimi, arrivando anche ad affacciarsi oltre 18,50 euro, ma successivamente la tendenza positiva è stata travolta da una brusca correzione che ha respinto le quotazioni fino a 16,70.
Proprio la tenuta di quest’ultimo supporto ha quindi favorito una nuova reazione nelle sedute più recenti, che ha allentato la pressione, creando i presupposti per una nuova fase costruttiva. Una conferma in questo senso potrà arrivare dal breakout della resistenza a 17,55-17,60 euro.
Banco Bpm. I conti del 5 febbraio scorso hanno imposto un brusco stop al titolo, che fino a quel momento stava mostrando un’ottima capacità di spinta e aveva appena forzato la soglia psicologica dei 13 euro. Dopo la trimestrale Banco Bpm ha invece pagato una violenta correzione sotto 12,50, che ha spinto le quotazioni a nuovi minimi dell’anno attorno a 11,75 euro.
Solo il deciso rimbalzo delle ultime sedute ha preservato il quadro tecnico di fondo, rilanciando le quotazioni oltre 12,50 proprio in chiusura di ottava. Lo scenario tecnico tecnico è ancora dominato dalla volatilità, che mantiene elevato il rischio di bruschi cambi di direzione.
Bper Banca. Anche Bper Banca, nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione dei conti, ha aggiornato i massimi, arrivando fino a 12,88 euro, ma successivamente la tendenza positiva ha lasciato spazio a una brusca correzione, che ha respinto il titolo fino a 11,55.
Proprio la tenuta di quest’ultimo supporto ha però poi favorito una nuova reazione, che ha riportato i prezzi oltre la soglia psicologica dei 12 euro, creando i presupposti per una nuova fase costruttiva. Una conferma in questo senso potrà arrivare dal breakout dell’area chiave 12,25-12,30 euro.
Finecobank. Il titolo ha pagato una decisa correzione dopo i conti del 5 febbraio, che ha compromesso il supporto di breve a 21,70-21,60 euro, proiettando le quotazioni fino a ridosso di quota 19.
Questa dinamica così repentina ha indebolito il quadro tecnico di breve, tanto che il recente rimbalzo fino a quota 20 non è stato sufficiente ad allentare la pressione. Solo il breakout di 20,35-20,40 potrà fornire un nuovo spunto positivo, favorendo una ripresa.
Intesa Sanpaolo. È stato il primo bancario a pubblicare la trimestrale, proprio a inizio mese, e la reazione del mercato è stata positiva, con il titolo che ha strappato al rialzo verso nuovi massimi oltre 6,15 euro. Successivamente però la generalizzata debolezza del comparto ha penalizzato anche Intesa Sanpaolo, che ha pagato una brusca correzione fino a ridosso di quota 5,60.
Nelle ultime sedute il titolo ha quindi trovato un minimo spazio di rimbalzo, che ha riportato le quotazioni attorno a 5,80 euro, senza però allontanare del tutto il rischio di una nuova battuta d’arresto. Un segnale positivo in tal senso potrà arrivare dal breakout di 5,85-5,90.
Unicredit. Il titolo ha strappato con decisione al rialzo dopo la trimestrale, arrivando anche a sfiorare la soglia psicologica degli 80 euro, ma successivamente ha perso rapidamente quota, incassando una brusca battuta d’arresto che ha respinto le quotazioni non lontano da quota 70.
Il rimbalzo delle ultime sedute ha di fatto dimezzato la fase correttiva, ma si è fermato proprio a ridosso dei 75 euro: solo il breakout di questa barriera potrà fornire un concreto spunto positivo. (riproduzione riservata)