Economia reale e finanza sono spesso scollegate, e il caso tedesco ne è un chiaro esempio. Gli ultimi dati macroeconomici relativa all’economia teutonica sono risultati pessimi, sulla scia dei precedenti mesi ed anni. Nel solo mese di dicembre 2024, l’industria tedesca è andata nettamente in sofferenza, con una flessione della produzione industriale del 2,4% rispetto al mese precedente, ben al di sotto delle stime degli analisti. Il 2025 è quindi iniziato nel peggiore dei modi, e tra una decina di giorni l’esito elettorale è un ulteriore elemento di potenziale perturbazione.
INDICE DAX

La borsa non sembra però accorgersene, gli indici di piazza realizzano, nonostante le criticità appena indicate, nuovi massimi storici. Le motivazioni possono essere molteplici, ma la buona esposizione internazionale delle aziende domestiche e il focus sulle componenti tecnologiche ed industriali in termini settoriali sono dei validi elementi di partenza. Ad esempio, il titolo Sap ha un peso notevole negli indici azionari tedeschi – ad esempio pesa il 18% nel Msci Germany- e sta godendo del solido momentum per la tematica intelligenza artificiale.
Il Dax40 è in crescita del 13% circa da inizio anno, leggermente in vantaggio anche rispetto all’Eurostoxx50, ma negli ultimi 6 e 12 mesi il delta di performance del benchmark tedesco rispetto all’intera area euro si attesta rispettivamente a +9% e +13% circa, un valore notevole. In termini di fondamentali, l’indice Msci Germany (che racchiude 56 componenti ed è più diversificato) evidenzia un P/e atteso di 14 e un dividendo del 2,6% annuo, ma è interessante l’esposizione ai fattori: secondo Msci, lo stile che più si addice alla borsa tedesca è il Low Volatility, ma negli ultimi mesi anche il Momentum (azioni con forte trend) sta prendendo piede. Guardando ai settori, tecnologia e industriali valgono il 43% dell’indice, mentre i finanziari si collocano sotto il 20%, da cui la riduzione di volatilità. Il legame rispetto all’intera area euro rimane comunque molto alto, come evidenzia da come confermato da correlazione e beta pari rispettivamente a 0,96 e 1.
In termini di Etf, in Italia l’azionario tedesco è raggiungibile attraverso i prodotti di diversi emittenti, sia mirando ai classici indici a maggiore capitalizzazione sia abbracciando benchmark Esg o che racchiudono le società a media capitalizzazione. Guardando ai singoli titoli, nel segmento Gem di Borsa Italiana sono a disposizione anche numerose azioni tedesche, senza quindi doverle acquistare sul mercato estero originario. Si segnalano, in particolare, dieci azioni che evidenziano una struttura grafica tuttora positiva, evitando però i titoli eccessivamente cari (ad esempio Sap). In ambito finanziario allargato spiccano Allianz (settore assicurazioni e risparmio gestito, P/e atteso pari a 13,6, dividend yield del 4,2%, correlazione pari a 0,68, beta di 0,81), Commerzbank (settore bancario, P/e atteso pari a 8,6, dividend yield del 3,4%, correlazione pari a 0,47, beta di 1,3), Deutsche Boerse (settore servizi finanziari, P/e atteso pari a 22, dividend yield del 1,6%, correlazione pari a 0,47, beta di 0,56) e Munich Re (settore riassicurazioni, P/e atteso pari a 12,5, dividend yield del 2,8%, correlazione pari a 0,62, beta di 0,97), che godono del buon momentum dell’intero settore.
MUNICH RE

Ma è l’area industriale e tecnologica il fiore all’occhiello del mercato tedesco, che può vantare azioni dal solido trend come Bilfinger (settore ingegneria, P/e atteso pari a 11,8, dividend yield del 3,5%, correlazione pari a 0,33, beta di 0,66), Gea Group (settore industriale, P/e atteso pari a 19,5, dividend yield del 1,9%, correlazione pari a 0,3, beta di 0,72), Heidelberg Materials (settore costruzioni, P/e atteso pari a 13, dividend yield del 2,1%, correlazione pari a 0,6, beta di 1,15) e Siemens (settore industriale, P/e atteso pari a 19,8, dividend yield del 2,3%, correlazione pari a 0,8, beta di 1,5). Ma anche un titolo con minore capitalizzazione come Mtu (settore aeromobili, P/e atteso pari a 24, dividend yield del 0,7%, correlazione pari a 0,32, beta di 0,57) è ben posizionato, premendo per realizzare nuovi massimi in linea alle altre azioni indicate, in molti casi a nuovi massimi storici. Infine, nel settore telecomunicazioni Freenet (P/e atteso pari a 13,2, dividend yield del 5,8%, correlazione pari a 0,3, beta di 0,42). (riproduzione riservata)