In tempi difficili è bene affidarsi a sottostanti robusti, e l’azionario svizzero si conferma una scelta che soddisfa tale requisito. Il mix di fattori di rendimento che da esso scaturisce, considerando la dinamica del franco svizzero e la minore volatilità dell’azionario elvetico, possono generare performance attese interessanti, affiancate da una implicita protezione nel caso di nuovo avvitamento del mercato. La caratteristica difensiva delle azioni elvetiche potrebbe così rivelarsi una carta vincente anche nei mesi a venire, soprattutto se la volatilità si ripresentasse in modo deciso. Grazie da un lato allo status di rifugio della valuta locale, dall’altro lato alle caratteristiche meno cicliche dei principali settori che compongono il mercato locale. L’analisi della correlazione storica, su base settimanale, evidenzia che rispetto all’Eurostoxx50 l’indicatore ci si ferma a ridosso di 0,80, con un beta prossimo a 0,75. Se nell’intero 2018 l’indice elvetico (Msci Switzerland) ha lasciato sul terreno l’8% circa, l’Msci Emu ha perso il 12%, e durante la crisi del Covid19 l’azionario dell’area euro ha evidenziato una flessione massima del 38% da confrontarsi con un più accettabile -27% del mercato svizzero. Senza però rinunciare alle performance nelle fasi toro, come ben evidenziato nel 2019 con il mercato elvetico, in valuta locale, in rialzo del 30% circa rispetto al 26,5% del Msci Emu. Buona parte delle caratteristiche appena descritte derivano dalla allocazione settoriale, in quanto oltre un terzo della capitalizzazione del mercato azionario svizzero deriva dai titoli della salute, affiancati da quasi il 30% di azioni del settore beni di consumo di base, in entrambi i casi molto stabili e poco volatili. Dando uno sguardo ai multipli di mercato, si segnala un P/e atteso prossimo a 19, con un dividend yield interessante, di poco inferiore al 3% annuo. Il franco svizzero si è inoltre riportato sui livelli minimi del 2020 contro euro, dopo essersi rafforzato a maggio fino a 1,05 franchi, e ciò dovrebbe fungere da ulteriore supporto in caso di condizioni di mercato avverse. Per coloro che prediligono il rischio specifico, anziché abbracciare fondi ed Etf diversificati, alcune storie meritano una particolare attenzione, con la consueta attenzione a non posizionarsi su azioni con multipli troppo elevati anche se tecnicamente ancora ben intonati. Tra le azioni del settore farmaceutico spiccano ovviamente Roche (P/e atteso di 15,8, dividend yield del 2,8%, beta di 0,90) e Novartis (P/e atteso di 15,2, dividend yield del 3,7%, beta di 1,02). Il primo titolo sta esprimendo una interessante veloce correzione verso 310-315 franchi, che permette di rientrare a prezzi più interessanti. L’eccezionale robustezza del tema acqua è invece ne espressa dall’azione Geberit (P/e atteso di 34, dividend yield del 2,1%, beta di 0,89), che sta tentando di aprire nuovi massimi storici a conferma dell’impostazione tecnica invidiabile. Nel settore dei settore trasporti si può invece segnalare il titolo Kuehne&Nagel (P/e atteso di 33, dividend yield del 2,2%, beta di 0,87), a sua volta verso nuovi massimi storici, mentre un valido tema a bassa volatilità è rappresentato da Nestle (settore grande distribuzione, P/e atteso di 26, dividend yield del 2,5%, beta di 0,78): anche in questo caso ogni correzione può essere considerata una opportunità di riposizionamento al rialzo. Senza dubbio più aggressiva la scelta di Logitech (settore tecnologia informatica, P/e atteso di 32,6, dividend yield del 1,1%, beta di 1), per cui il recente breakout al rialzo di 80 franchi apre nuoci scenari positivi nel medio termine. Infine, la holding finanziaria Partners Group (P/e atteso di 33, dividend yield del 3%, beta di 1,16) rimane un buon tema in tale settore, anche se la volatilità è più elevata rispetto alle altre azioni segnalate. (riproduzione riservata)