skin track
Weekly Market Focus Leggi dopo

Azioni, la correzione ci sta tutta. Tecnologia in testa

di Massimo Brambilla
22 febbraio 2020, 07:00

Milano Finanza Intelligence Unit

L’assist fornito da Wall Street, rafforzato dal risiko bancario, ha lanciato il Ftse Mib oltre l’ostacolo storico a 24.500 punti. Ma gli effetti del virus potrebbero rimandare il successo: occhi puntati sul Nasdaq

Azioni, la correzione ci sta tutta. Tecnologia in testa

I nuovi record di Wall Street inaugurati nella prima parte della settimana, e poi parzialmente corretti nella seconda parte, sono sotto gli occhi di tutti. Record che, assieme all’iniziativa a sorpresa di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, hanno stimolato la domanda sul comparto bancario italiano spingendo il Ftse Mib oltre quota 25.000, un livello che non si vedeva da settembre 2008. Meno visibile è il corollario che ha accompagnato questi massimi, appesantendo ultime due sedute in Europa e negli Stati Uniti: anche l’oro e il dollaro Usa, due mete che in questa fase sono intese come rifugi dal rischio, hanno segnato nuovi massimi di periodo, mentre lo yen è crollato nei confronti del biglietto verde sotto i colpi del coronavirus. Hanno invece registrato una sostanziale tenuta gli indici di Hong Kong, Tokyo e Shaghai dopo il vigoroso rimbalzo di febbraio, che ha riportato questi ultimi due in prossimità del picco di gennaio.

Tradotto in termini operativi: le piazze occidentali iniziano a innervosirsi per la crescente incertezza che l’epidemia sta creando, incertezza che almeno sul piano economico viene alleviata in Cina e in Giappone dalle manovre ad-hoc di politica economica volte a far fronte agli effetti negativi su consumi e investimenti, che per Tokyo è anche una mossa per riparare l’inopportuno aumento dell’Iva (dall’8% al 10%) entrato in vigore in ottobre. Il maggior nervosismo occidentale ha preso vita da giovedì 20, prendendo il posto dell’ottimismo infuso nelle ultime settimane dall’abbondanza di trimestrali Usa superiori alle aspettative: le vendite hanno colpito, in testa, proprio i titoli guida del rialzo (Microsoft, Apple, Amazon), perciò il Nasdaq sarà l’indice da monitorare più da vicino: il cedimento dell’area tra 9.600 e 9.500 punti porterebbe infatti l’indice tecnologico a chiudere il gap rialzista lasciato aperto  il 4 febbraio a quota 9.300 prima di trovare un appoggio su cui reagire, mentre la relativa tenuta manterrebbe intatto il trend rialzista inaugurato a inizio ottobre. Per il Ftse Mib il supporto principale è a 24.500 punti, estendibile al limite a 24.250, richiudendo in questo caso il gap rialzista lasciato aperto il 6 febbraio. In entrambi i casi si tratterebbe, comunque, di una normale correzione nell’ambito del trend rialzista di breve-medio termine, utile per dare un po’ di sfogo alla volatilità e all’ipercomprato in modo da attirare nuova domanda a beneficio della solidità del trend più ampio respiro.

Le azioni, infatti, rimangono la meta d’investimento più interessante per l’anno in corso: casomai è lecito attendersi una momentanea flessione dei settori che hanno corso di più, come la tecnologia in senso lato, che ora ha il maggior spazio di discesa, e in generale il comparto dell’industria e dei servizi,  a favore dei settori più difensivi come le utility e la salute, oppure le telecomunicazioni. Il segmento legato al petrolio, il più colpito in borsa a causa della caduta di gennaio dei prezzi del greggio, dovrà invece attendere il 5 marzo per varare eventualmente il recupero: in quella data si riunirà infatti l’Opec, esteso nella giornata successiva agli alleati non Opec guidati dalla Russia (Opec+), dove l’Arabia Saudita userà tutta la sua forza di persuasione per convincere Mosca a un nuovo taglio produttivo almeno nell’ordine di quanto suggerito dal comitato tecnico riunitosi a inizio mese, complessivamente pari a 600mila barili al giorno, per compensare il tracollo della domanda cinese e fornire sostegno alle quotazioni. Attorno al meeting Opec+ o poco dopo, tra l’altro, si potrà sapere a quanto sia realmente ammontato il calo della domanda di petrolio da parte della  tramite i rapporti Reuters e Platts. A quel punto si avrà il quadro più completo che consentirà di capire se il prezzo del greggio sarà destinato al recupero, anche in considerazione dell’andamento sulla diffusione del virus. (riproduzione riservata)

Azioni, la correzione ci sta tutta. Tecnologia in testa



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza