Dopo anni di mercato toro, gli investitori sono alla ricerca di sacche di valore ancora inespresse. A maggior ragione in un contesto in cui Wall street inizia a scricchiolare, non riuscendo più a progredire sulla scia della rotazione in atto sui tecnologici. Infatti, negli ultimi 3 mesi l’S&P500 si è limitato a restituire un deludente +1,6%, aggravato dal -1,3% de Nasdaq composite, mentre l’indice Stoxx Europe 600 è cresciuto del 6,7% e gli emergenti del 10% circa. In questo contesto, un sottostante azionario interessante è, oggi, rappresentato dal Regno Unito, che nell’ultimo trimestre si è apprezzato (già convertito in euro) del 7,5%.
Le azioni inglesi valgono, quindi, un gettone, forse più in ottica strategica (ovvero di medio periodo come componente stabile di portafoglio) che tattica. In termini di performance storica, negli ultimi 5 anni, l’indice Ftse100, già convertito in euro, ha restituito agli investitori quasi il 14% medio annuo, rispetto al 12% dello Stoxx Europe 600, mentre nell’ultimo anno i rendimenti sono sostanzialmente allineati. In termini di puri sottostanti azionari (in valuta locale), il beta a 3 anni dell’indice Ftse100 inglese, rispetto all’Eurostoxx50, si limita a 0,55, confermato dalla correlazione prossima a 0,70. Si ha quindi la conferma di una buona capacità delle azioni inglesi (senza considerare la valuta) di muoversi in modo non troppo sincrono rispetto alle dinamiche delle azioni dell’area euro. Un utile fattore di stabilizzazione, non solo in caso di shock di mercato: come si è osservato nel 2022, con l’indice Msci Uk che è cresciuto del 7% circa, rispetto al -7,4% del Msci World.
Il Factor Box di Msci, per l’indice Msci Uk, aiuta a comprendere le caratteristiche di questo sottostante: mettendo in evidenza una netta sovraesposizione sul fattore Low Volatility (azioni a basso rischio), e parzialmente al fattore Value (azioni a sconto) a scapito dello stile Size (piccole capitalizzazioni). Sbalordisce la stabilità nel tempo, con una volatilità a 10 anni dell’ordine del 12% annuo per l’azionario Uk, in linea a quella del Msci World, ma il Msci Uk ingloba solo 72 azioni, il secondo benchmark oltre 1300.
E, come spesso accade, le dinamiche dei prezzi degli indici sono spiegabili per buona parte grazie alla allocazione settoriale: per l’area euro il peso dei titoli finanziari è predominante, seguiti dai beni di consumo e dagli industriali; diversamente, nel mercato azionario inglese si ha una maggiore esposizione verso gli energetici (10,1%), health care (14,3% circa), consumi di base (16% circa) e risorse di base (8,4%). L’It conta solo per il 2% e i beni di consumo ciclici il 4%, da cui la notevole compressione in termini di volatilità rispetto ad altri mercati.
LA STABILITA’ DI LEGAL&GENERAL

Guardando ai fondamentali, il multiplo P/e atteso è interessante, prossimo a 14 rispetto a circa 20 per l’indice Msci World, con un dividendo buono, prossimo al 3% annuo, che può però salire notevolmente facendo un accurato stock picking. Il cambio della sterlina rispetto all’euro è un ulteriore elemento di diversificazione, in quanto inserire in portafoglio componenti caratterizzate da un basso legame rispetto al contesto azionario denominato in euro può aiutare a tenere sotto controllo la volatilità complessiva.
Passando agli aspetti operativi, le opportunità di investimento in termini di Etf dedicate a tale mercato sono buone, ma forse è ancora più interessante selezionare alcune azioni con peculiari caratteristiche. I titoli di seguito segnalati godono di ottimi fondamentali e struttura tecnica positiva, e possono essere utilizzati per implementare un portafoglio con obiettivi di performance ma anche di stabilità. A partire dal comparto delle utility, ben rappresentato da United Utilities (P/e atteso pari a 13,1, dividend yield del 4%, beta di 0,4), Severn Trent (P/e atteso pari a 17,7, dividend yield del 4%, beta di 0,43), Sse (P/e atteso pari a 17, dividend yield del 2,5%, beta di 0,79), ma anche National Grid (P/e atteso pari a 16,8, dividend yield del 3,6%, beta di 0,64). Nel settore difensivo per eccellenza, farmaceutico, spiccano Gsk (P/e atteso pari a 12, dividend yield del 3,1%, beta di 1,1) e Astrazeneca (P/e atteso pari a 19,4, dividend yield del 1,6%, beta di 1,1), mentre anche M&G (risparmio gestito, P/e atteso pari a 12,4, dividend yield del 6,5%, beta di 1,12) e Legal&General (assicurativo, P/e atteso pari a 13,1, dividend yield del 8%, beta di 1,17) permettono di incassare dividendi molto elevati, spostandosi in ambito finanziario.
LA VOLATA DI SSE

Infine, Tesco (alimentare, P/e atteso pari a 16,4, dividend yield del 3%, beta di 0,5), Ryanair (compagnie aeree, P/e atteso pari a 12,9, dividend yield del 1,6%, beta di 1,18), Shell (energetico, P/e atteso pari a 12,5, dividend yield del 3,8%, beta di 1,05) e Natwest (bancario, P/e atteso pari a 9,5, dividend yield del 4,2%, beta di 1,7) possono completare un paniere resiliente in sterline. (riproduzione riservata)