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Azioni da avere se vince Biden

Milano Finanza - Numero 186 pag. 47 del 19/09/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Il tema delle infrastrutture resta uno dei favoriti se le elezioni Usa svoltano a favore del candidato democratico.

Azioni da avere se vince Biden

Tra i driver dei rendimenti di mercato per le prossime settimane ci saranno senza dubbio le elezioni Usa e lo spostarsi delle aspettative di vittoria di Biden piuttosto che di Trump. Sebbene numerosi sondaggi segnalino che il delta di sentiment dell’attuale candidato democratico non è mai stato così alto, rispetto al concorrente negli ultimi cinquanta anni circa, non é possibile dare per scontata una imminente uscita di Trump. In questa alea di incertezza i mercati cercano settimana dopo settimana di annusare le possibili evoluzioni elettorali, con conseguenti movimenti di indici e soprattutto di temi e di settori azionari. La vittoria di un candidato piuttosto che dell’altro sposterà infatti l’ago della bilancia a favore di specifici elementi, sfavorendone altri. Ad esempio, volendo posizionarsi in anticipo puntando sulla scelta che sembra avere le maggiori probabilità di andare a segno, ovvero la vittoria del candidato democratico, un tema -trasversale a più settori- da tenere in particolare evidenzia è rappresentato dalle infrastrutture. Diversi studi concordano sul fatto che le infrastrutture, in particolare Usa, saranno in grado di beneficiare della vittoria di Biden, sia nel caso il Senato sarà in mano ai repubblicani che nel caso di Presidente e Senato democratici. Il dividendo è peraltro un elemento a favore, grazie al 2,3% medio a livello mondiale che si alza notevolmente come vedremo per specifiche società. In termini di singole scelte è d’obbligo incrociare una robusta dinamica dei prezzi, ovvero una buona struttura tecnica, con valutazioni non troppo tirate, per evitare di posizionarsi su azioni già troppo care. Ad esempio, il titolo American Water Works permette di cavalcare il tema dell’acqua, mega-trend di primaria importanza, ma il P/e non lontano da 40 ne limita forse le potenzialità. Sempre in ambito statunitense il titolo American Tower (torri di trasmissione) appare a sua volta non a sconto, per via di un P/e atteso pari a 32, e sono più promettenti altri nomi. Come ad esempio Broadcom (semiconduttori), che esprime un P/e atteso inferiore a 17 e consolida proprio in queste settimane su nuovi massimi storici. Il consolidamento sopra 330 dollari apre la strada ad un allungo potenziale verso 400 dollari circa sul medio periodo.  A sua volta Crown Castle, sempre attivo nelle infrastrutture per comunicazioni, esprime un dividendo allettante, vicino al 3% annuo, e graficamente potenzialità per un nuovo test verso 180 dollari, i valori di giugno-luglio 2020. Waste Management (utility, P/e di 30 e dividendo del 1,9%) ha a sua volta le carte in regola per riagganciare prima e superare poi i precedenti massimi storici estivi, mentre molti titoli di società del trasporto stanno già oggi toccando livelli mai raggiunti prima, confermando una elevata forza relativa rispetto al mercato. In particolare, CSX (trasporto ferroviario, P/e di 22,8 e dividendo dell’1,3%), Norfolk Southern (trasporto ferroviario, P/e di 25,5 e dividendo dell’1,7%) e Union Pacific (trasporto ferroviario, P/e di 25,8 e dividendo dell’1,9%), ma anche Fedex (consegne internazionali, P/e di 16,4 e dividendo del 1,1%) resta interessante nonostante il raddoppio dei prezzi degli ultimi tre mesi. Ma se voleranno i titoli americani delle infrastrutture é molto probabile che temi analoghi in ambito europeo e italiano ne possano approfittare. In tal senso, limitandosi al contesto italiano, tra le azioni tecnicamente meglio impostate e non care spiccano società del settore utilities (che rappresenta circa la metà delle società che sviluppano infrastrutture globalmente) come Enel (P/e di 14,7 e dividendo del 4,5%), Snam (P/e di 13,3 e dividendo del 5,5%) Rete Gas e Italgas. Quest’ultimo in particolare evidenzia un P/e atteso prossimo a 12, affiancato da un dividendo del 4,7% annuo, e graficamente non dovrebbe stupire un tentativo di superamento di 6 euro, non lontano dai massimi di inizio 2020. (riproduzione riservata)

 



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