Si sono scaricate le batterie della speculazione sui costruttori di autoveicoli elettrici, ma la ricarica potrebbe essere veloce. Complice il fatto che il tema della sostenibilità ha perso leggermente peso visto che l'attenzione degli operatori è al momento concentrata su inflazione, banche centrali e variante di turno del Covid, l'interesse verso le auto elettriche si è sgonfiato, con il risultato che le quotazioni nelle ultime due settimane sono scese in media tra il 10 e il 20%. Probabilmente, quando il front man più rappresentativo del comparto, Elon Musk, ha deciso di vendere parte delle proprie azioni Tesla per un ammontare di 7 miliardi di dollari, al mercato potrebbe esser sorto il dubbio che sulle quotazioni forse si era un po' esagerato. Si era infatti arrivati a multipli mai visti prima, ap punto che l'azienda di Musk era arrivata a quotare 330 volte gli utili, mentre la start up Rivian era arrivata a valere più di Volkswagen al suo debutto in borsa. E va bene che quest'ultima è partecipata da Amazon, ma si sta pur sempre parlando di una società che nei primi sei mesi del 2021 ha registrato una perdita di 994 milioni di dollari a fronte di una produzione annua prevista a 150 mila veicoli entro la fine del 2023. Per non parlare di Lucid, astro nascente delle società che costruiscono veicoli elettrici e che nella sola seduta di ieri ha perso oltre l'8% in borsa a causa delle indagini della Sec sulle modalità di business combination con Churchill Capital Corp (la Spac che ha portato il gruppo sul Nasdaq).
Attenzione però a suonare il de profundis del settore: l'attuale situazione potrebbe anzi favorire un'entrata nel comparto a prezzi di sconto e con una buona protezione a livello tecnico. La discesa dei valori ha portato praticamente tutti i titoli sottostanti a raggiungere dei supporti, statici e dinamici, che potrebbero provocare un rimbalzo repentino delle quotazioni. Va sottolineato tuttavia che si tratta di trading di breve periodo, il tempo di scaricare l'ipervenduto, rimbalzare e poi alleggerire la posizione o chiuderla definitivamente. Il tutto come premesso accompagnato da uno stop loss che per struttura tecnica si può mantenere abbastanza stretto.
Basta guardare per esempio il KraneShares Electric Vehicles and Future Mobility Index Etf (ticker sul Nyse Kars Etf), uno degli indici che meglio rappresentano il settore delle auto elettriche. Nella seduta di ieri lo strumento ha raggiunto un minimo a quota 49,80 punti, dopo una discesa del 12% rispetto al massimo relativo del 23 novembre scorso battuto a 55,85 punti. Il fatto però che, dopo aver toccato il minimo le quotazioni sono rimbalzate per poi chiudere la seduta intorno a 50,8 punti, lascia presagire la possibilità di un'inversione di tendenza di breve periodo, da ribassista a rialzista. Il fattore interessante è che posizionando uno stop loss in area 48,80 punti si può avere un rapporto rischio/rendimento di uno a due, rischiando un punto ma tentando di raggiungere l'obiettivo a 52,8 punti.
Anche la struttura tecnica di Tesla potrebbe far presagire un rimbalzo nell'immediato. Il titolo ha chiuso la seduta di ieri in calo di oltre il 2% a 990 dollari. Occorre tuttavia sottolineare che anche in questo caso il recupero durante la seduta è stato significativo considerando che il titolo ha raggiunto un minimo a 950 dollari. Un altro elemento a suo favore è il fatto che la chiusura di seduta sia stata comunque al di sopra della media mobile a 50 periodi, che era stata invece tagliata al ribasso durante la sessione di trading diurna. Un rimbalzo delle quotazioni del titolo Tesla avrebbe come primo obiettivo quota 1.100 dollari, mentre lo stop loss dell'operazione andrà posizionato sotto i 950 dollari. Anche in questo caso con un rapporto rischio rendimento di uno a due volte.
Gioie, ma soprattutto dolori sono arrivati dalla quotazione di Rivian: partito il 10 novembre scorso in pompa magna da quota 106 dollari, il titolo ha raggiunto nell'arco di sole sei sedute il massimo a 180 dollari, salvo precipitare nei giorni successivi fino a chiudere le contrattazioni di ieri sopra 110 dollari. Praticamente un'andata e ritorno che meglio non poteva descrivere la speculazione che si è accesa intorno al settore e al titolo Rivian in particolare. Ora però, dopo esser tornata a più miti consigli, Rivian risulta molto interessante per un'operazione long, con una barriera sotto i 100 dollari. L'obiettivo minimo si trova a 128 dollari, per poi salire verso 140 dollari.
Tralasciando per il momento il titolo Lucid viste le notizie che arrivano da oltreoceano (la Sec che ha chiesto documenti aggiuntivi sulla valutazione e la stima delle società), quella messa meglio sembra la cinese XPeng (quotata sul Nyse). E' vero che il titolo ha perso il 20% nell'ultima settimana, ma rimane saldamente all'interno di un canale rialzista di medio termine, e anzi ieri ha chiuso in rialzo del 3,2% a 45,2 dollari, recuperando dal minimo intraday di 41,15 dollari. Le quotazioni sembrano ora proiettate verso l'area dei 50 dollari, mentre lo stop loss sarebbe sotto i 44 dollari. In questi termini il rapporto rischio/rendimento risulta essere di uno a cinque volte. (riproduzione riservata)