Settimana di alta volatilità per il dollaro australiano a causa di una combinazione di fattori macroeconomici, sviluppi geopolitici e segnali tecnici di mercato. Tra i principali elementi che hanno influenzato il cambio dollaro australiano/dollaro americano (detto Aussie), spicca l’evoluzione delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il possibile prolungamento della tregua commerciale tra le due potenze, in seguito al previsto incontro a Stoccolma tra funzionari cinesi e il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, potrebbe agire come catalizzatore per nuovi rialzi della valuta australiana. La Cina, essendo il principale partner commerciale dell’Australia, gioca infatti un ruolo cruciale nel determinare la direzione del dollaro australiano, anche alla luce di un’improbabile ma significativa ripresa del prezzo del minerale di ferro, esportazione chiave per l’economia australiana.
Sul fronte interno, l’Australia continua a mostrare segnali di solidità economica. L'indice composito PMI, diffuso da Judo Bank e S&P Global, è salito a 53,6 nel mese di luglio, segnando il decimo mese consecutivo di espansione e il livello più alto dal 2022. Anche il settore dei servizi e quello manifatturiero registrano una crescita solida, confermando un miglioramento generalizzato degli ordini e dell'attività economica. Tuttavia, la Reserve Bank of Australia (RBA), per voce della governatrice Michele Bullock, ha ribadito la necessità di mantenere l’inflazione sotto controllo, dichiarando che ogni allentamento monetario dovrà attendere ulteriori conferme sul raffreddamento dell’indice dei prezzi al consumo. Le minute dell’ultima riunione della banca centrale evidenziano infatti un approccio prudente, in contrasto con l’ipotesi di tagli frequenti ai tassi.
Dal punto di vista tecnico, il cambio dollaro australiano contro il dollaro americano ha mostrato segnali misti. Dopo aver toccato un massimo di otto mesi a 0,6625 dollari, la coppia ha subito prese di profitto ma resta sostenuta al di sopra della media mobile esponenziale a nove giorni. L’indicatore RSI a 14 giorni sopra il livello 50 suggerisce che il trend rialzista non si è ancora esaurito. Il prossimo obiettivo tecnico è individuato a 0,6650 dollari, con resistenze successive a 0,6680 dollari e 0,6723 dollari. Al ribasso, i supporti principali si collocano a 0,6560 dollari e 0,6500 dollari, con livelli critici più in basso a 0,6458 dollari e 0,6350 dollari. I future sul dollaro australiano con scadenza settembre ( codice A6U25) ha mostrato un segnale di acquisto sulla forza, dopo un breakout rialzista dalla fascia di consolidamento. L’indicatore MACD ha emesso un segnale positivo con l’incrocio della linea rossa sopra la linea blu, indicando controllo da parte dei compratori. Dal punto di vista operativo, eventuali chiusure sopra 0,6631 aprono spazio a ulteriori rialzi con obiettivo potenziale a 0,6950. Un’area strategica per piazzare uno stop loss protettivo è invece attorno a 0,6500. (riproduzione riservata)