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Negli ultimi mesi si sono verificate molte situazioni anomale sui titoli sottili

Attenzione ai furbetti dell’Aim

MFT - Numero 019 pag. 19 del 28/01/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Spesso sono movimenti fisiologici, che magari anticipano notizie successive. In altri casi si tratta invece di vere e proprie trappole per indurre gli investitori a entrare in posizione. Ecco come evitarle

Gap di apertura, volumi enormi che spuntano dal nulla, crolli o accelerazioni improvvise e sospensioni infinite, al rialzo o al ribasso. Nel corso delle ultime settimane le anomalie di mercato, che sempre si possono presentare, si sono verificate con sempre maggiore frequenza. Complici la mancanza di volumi, e book quindi molto sottili, queste anomalie si concentrano in maggioranza sui titoli dell’Aim, anche se non sono mancati casi anche sullo Star. A volte si tratta di anomalie fisiologiche, ma altre volte sorge il sospetto che a provocarle sia la manina di qualche furbetto che vuole trarre in inganno gli investitori. Saper distinguere tra i due tipi è fondamentale se si vuole salvaguardare il proprio portafoglio, perché cadere in una di queste trappole, oltre che danneggiare il proprio capitale, può avere un impatto psicologico notevole. Agatos, Alerion, Innovatec, Eems, Ratti, Ambienthesis e Imvest sono solo alcuni dei casi particolari che hanno contraddistinto le sedute di borsa nelle scorse giornate. Come anticipato però non tutte le anomalie sono simili e anche se non è possibile distinguere con certezza assoluta quelle naturali da quelle pilotate, non mancano piccoli segnale che può aiutare che possono rendere il compito più facile.

Il caso Agatos ad esempio può risultare molto interessante da analizzare perché racchiude situazioni diverse. Il titolo della società specializzata in soluzioni per il fotovoltaico, solare termico ed efficienza energetica è rimasto pressoché stabile tra 0,1 euro e 0,15 euro dall’ottobre 2018 fino al 13 gennaio 2020. In questo lasso di tempo i volumi scambiati sono sempre stati molto bassi e non di rado si assisteva a sedute del tutto prive di passaggi di azioni. Poi, improvvisamente, qualcosa è cambiato. Nella seduta del 13 gennaio, il titolo ha registrato alcune fiammate improvvise in acquisto (come quella a cavallo tra le 10 e le 11 del mattino) che hanno portato il titolo in rialzo di oltre l’8%. Nessuna notizia giustificava il movimento e nonostante siano cose che possono succedere, i trader più accorti hanno cominciato a monitorare il titolo. Il giorno successivo, il 14 gennaio 2020, la seduta è scorsa via abbastanza tranquilla fino al tardo pomeriggio quando è arrivata la notizia che la Commissione Europea ha dato il via libera al «Green Deal», ossia a investimenti per mille miliardi in 10 anni per disegnare un’Europa più sostenibile. L’impatto su Agatos, società riconducibile al comparto green, è stato immediato, con acquisti tali da far sospendere il titolo, per portarlo infine a chiudere la giornata in rialzo del 18%. Il giorno successivo la società è stata sospesa per eccesso di rialzo per quasi tutta la seduta, chiudendo infine con un progresso di oltre il 25%. Borsa Italiana, fiutata la situazione particolare, a quel punto decideva di vietare l’immissione di ordini senza prezzo, e così la seduta del 16 gennaio, pur a fronte di forti scambi, chiudeva con una guadagno soltanto del 5%.

Dopo una giornata simile, ai trader deve scattare un altro campanello d’allarme: perché in una giornata con volumi record, con oltre 24 milioni di pezzi passati di mano, si registra un rialzo solo del 5%? Semplice: a fronte di chi compra c’è evidentemente qualcuno che vende. D’altronde, quando un titolo raddoppia di valore è normale che qualche investitore istituzionale decida di prendere profitto o alleggerire la propria posizione. In questi casi, il trader retail che ha avuto la bravura di salire sul carro del rialzo deve avere la lucidità di seguire gli investitori istituzionali, mentre quelli che si sono persi l’occasione, devono avere l’umiltà di ammettere che hanno mancato un treno e non tentare di acciuffarlo proprio mentre gli altri vendono. Ovviamente, non si ha mai la certezza di quello che sta succedendo ed è per questo che bisogna affidarsi ai segnali forniti dal mercato, e soprattutto dal book. Per la cronaca, la certezza che a vendere fosse un investitore istituzionale si è avuta ieri con il comunicato della discesa sotto la soglia del 5% del capitale sociale da parte di Zeus Capital (anche se probabilmente non era l’unico a vendere).

Attenzione ai furbetti dell’Aim

Lo scenario appena descritto si può estendere anche a molti altri titoli sottili legati al mondo green, ad esempio Alerion o Ambienthesis, che hanno registrato movimenti particolari nel corso delle ultime sedute. Ci sono poi altri titoli su cui si possono ipotizzare presunte manipolazioni. L’esempio più lampante è quello legato a Innovatec, ma anche Eems e Ratti possono iscriversi nella medesima categoria. Il titolo della società attiva nel settore della sostenibilità aziendale, tolti alcuni sporadici movimenti, risultava sostanzialmente fermo e stabile da giugno 2017. Le anomalie sono cominciate a novembre 2019, con un’improvvisa esplosione dei volumi. La cosa curiosa è che a fronte di enormi scambi di azioni, avvenuti tra il 6 novembre e il 19 novembre, il titolo non ha registrato movimenti al rialzo o al ribasso degni di nota. Il 20 novembre la società fa sapere di aver siglato un accordo con Plastic Alfa per la produzione di microalghe in ambiente sterile, notizia interessante e tale da giustificare un rialzo del titolo dell’8,28%. Persino l’ulteriore +3,83% del giorno successivo si poteva imputare all’accordo del giorno prima. Quello che è successo dopo invece appare inspiegabile. Da lì in avanti il titolo Innovatec ha infatti visto un susseguirsi di sedute in forte rialzo con frequenti sospensioni intraday, a tal punto che il 26 novembre Borsa Italiana decide di vietare l’immissione di ordini al meglio. Le anomalie tuttavia continuano tanto che, su invito delle autorità, il 9 dicembre la società comunicava al mercato di non essere a conoscenza di elementi o informative tali da influenzare l’andamento del titolo. Nelle sale operative le voci di presunte manipolazioni a quel punto si fanno sempre più insistenti anche perché il rialzo del 300% avuto dal titolo non era supportato da notizie adeguate e anche la questione green deal risaliva ormai a metà gennaio.

I sospetti ricadono su un gruppetto di trader che, anche se sparsi in diverse località, di fatto operano in concerto. La loro tecnica è semplice quanto vietata. In una prima fase accumulano il titolo stando bene attenti a non farlo decollare: in pratica tutti comprano inizialmente ma poi mentre uno accumula il titolo, l’altro vende e tiene il prezzo schiacciato. Solo quando arrivano ad accumulare una quantità importante, fanno partire il titolo. Il meccanismo è semplice: uno compra e l’altro vende ma una quantità molto inferiore, in modo che prevalga la forza del compratore e il titolo di conseguenza sale. Il rialzo attira ovviamente molti altri operatori, ingolositi dal treno rialzista, e a quel punto i manipolatori di mercato scaricano la posizione quanto più possibile. Poiché i titoli sono piuttosto sottili, capita però che non riescano a liberarsi di tutte le azioni in portafoglio prima di tornare al punto iniziale, e così riavviano il gioco, ricomprando il titolo fino a riportarlo sui massimi relativi, per poi rivenderlo fino a scaricare del tutto la posizione. L’unico modo per evitare di rimanere con il cerino in mano è quello di analizzare bene le fasi di mercato dei titoli e non limitarsi al breve periodo, andando indietro anche di mesi, se non di anni. Occorre anche seguire i flussi e i book, perché i volumi non mentono e non passano mai inosservati. (riproduzione riservata)



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