Le assicurazioni meritano un buy, per diversi motivi. Guardando alle performance, limitandosi all’ambiente europeo, i titoli del settore assicurativo hanno storicamente espresso una elevata resilienza nei contesti di mercato nervosi, ma anche elevata capacità di performare bene durante le fasi risk-on dei listini. Per l’indice Stoxx Europe 600 Insurance, il rendimento complessivo è superiore all’11,4% annuo nell’ultimo lustro, rispetto al +9,7% annuo del mercato, e a 10 anni il vantaggio medio annuo si attesta al 3%. Ma il momentum resta elevato anche oggi, con un +11% circa da inizio anno rispetto al +7,5% dello Stoxx Europe 600.
Al tempo stesso, in molti contesti di mercati meno favorevoli il settore ha saputo difendere, come nel delicato 2022; quando l’indice Msci Europe Insurance è riuscito a salire del 3% circa, rispetto alla flessione prossima al 10% del mercato azionario europeo. Capacità però non dimostrata nel periodo più critico del Covid (2020), con il settore in avvitamento in linea al mercato. La statistica conferma con la correlazione a 3 anni, tra il settore europeo e il mercato, inferiore a 0,75, affiancata da un beta di 0,90. Valori che denotano una buona profilatura in termini di sensitività ai rendimenti di breve periodo del mercato, ma anche capacità di sovraperformance come espresso dall’alpha positivo. La soluzione può quindi essere considerata parzialmente difensiva, sebbene gli indici settoriali siano concentrati.
GENERALI

L’analisi dei fattori, tramite il Factor Box di Msci, segnala una preponderanza di azioni a bassa volatilità, ma anche di titoli caratterizzati da elevato dividend yield; in sottopeso, al contrario, lo stile qualità. E, infatti, il dividendo particolarmente generoso è uno dei principali elementi di appeal di questo comparto: si stima oggi un rendimento da dividendo del 5,2% per l’ambiente assicurativo europeo, che scende però al 3,2% (in linea al mercato) se si considera la sola area euro. I multipli sono a loro volta interessanti, con un P/e atteso di poco superiore a 10, rispetto al valore di 13,3 atteso per l’indice Msci Europe.
Il settore assicurativo può, di riflesso, essere considerato un comparto sempreverde, che non necessita di un particolare market timing di entrata o uscita, peraltro piuttosto difficile. Per gli amanti delle scelte più diversificate, tramite Etf e fondi a gestione attiva, l’offerta è buona e variegata. Per gli Etf, alcuni prodotti sono quotati su piazze estere facilmente raggiungibili, oltre a ETFplus, altri invece inglobano il settore assicurativo nell’aggregato Europe Financials, ovvero unito affiancato alle azioni bancarie. In media, le azioni di società basate in Svizzera e Germania valgono parecchio, oltre la metà l’indice Msci Europe Insurance, seguite da Regno Unito, Francia, Italia, etc. Ma il terreno è fertile anche per coloro che puntano al rischio specifico, volendo identificare singoli nomi con peculiari caratteristiche.
MUNICH RE

La Svizzera può vantare nomi come Swiss Life (P/e atteso pari a 14,6, dividend yield del 5,2%, beta di 1,02), Swiss Re (P/e atteso pari a 10,5, dividend yield del 5,3%, beta di 0,85) e Zurich Insurance (P/e atteso pari a 14, dividend yield del 5,4%, beta di 0,67), in alcuni casi a nuovi massimi storici di recente e caratterizzati da un momentum molto positivo; anche per questo motivo, i multipli sono più elevati di altri competitor europei, ma restano comunque molto interessanti. Swiss Re si accinge a testare i massimi del 2007 e del 2020, 120 franchi, oltre cui il segnale long si rafforzerebbe ulteriormente, mentre le altre due compagnie svizzere hanno già rotto tali livelli e proseguono imperterrite verso l’alto. I titoli tedeschi meglio impostati sono invece Allianz (P/e atteso pari a 11,3, dividend yield del 5%, beta di 0,89) e Munich Re (P/e atteso pari a 11,7, dividend yield del 3,3%, beta di 0,68), che uniscono una eccezionale struttura grafica a multipli ancora sostenibili, sebbene il secondo titolo sia già raddoppiato come quotazione in meno di 2 anni.
Propositivo il test di Axa (P/e atteso pari a 9,9, dividend yield del 5,7%, beta di 1) sui livelli del 2007, ed anche la nostra Generali (P/e atteso pari a 9,7, dividend yield del 5,4%, beta di 0,85) sta recependo in pieno il momentum favorevole del settore; i massimi relativi del 2007 sono però ancora lontani, e ciò è di buon auspicio. Infine, nel mercato inglese Legal&General (P/e atteso pari a 10, dividend yield del 8%, beta di 1,33) è invitante per chi cerca stabilità, anche per via di un dividendo molto elevato che anche sul lungo periodo risulta essere la componente principale di performance del titolo. (riproduzione riservata)