Non solo analisi tecnica, fondamentale e flussi informativi. Anche l’intelligenza artificiale sta entrando tra gli strumenti di cui un trader deve disporre per operare al meglio, anche perché l’accessibilità a questa tecnologia non è più così esclusiva. FinScience, società del gruppo Datrix, ha messo a punto una piattaforma di analisi dati che permette di individuare segnali su trend e società prima che questi diventino di dominio pubblico. FinScience agisce come sistema di alerting basato sull’intelligenza artificiale per migliorare la reattività degli investitori nel rilevare minacce e opportunità, che diano la possibilità di creare strategie di investimento. «Il nostro sistema», ha spiegato l’amministratore delegato Fabrizio Milano di Aragona, «attraverso l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale proprietari, mette insieme pesandole le informazioni tradizionali (bilanci, dati di borsa, siti delle società ecc.) con dati alternativi online (news, blog, social media, forum ecc.), identificando in anticipo settori e società che in un futuro immediato potrebbero avere movimenti significativi».
Un esempio di quello che la piattaforma è in grado di fare si è avuto con la situazione legata al coronavirus negli Stati Uniti. «A partire dalle 240 mila notizie apparse in rete relative a Covid-19 dal 1° gennaio al 25 febbraio 2020», ha spiegato d’Aragona, «la piattaforma FinScience ha identificato 500 aziende fortemente correlate al topic coronavirus, raggruppandole poi attraverso algoritmi di modellazione che le ha raggruppate per aree di business». FinScience è stata poi in grado di segnalare la lista delle aziende associate a un sentiment positivo, che rappresentano quindi una buona opportunità di investimento, e quelle invece che risultano più esposte a rischi dovuti alla pandemia. Dall’analisi effettuata, in un periodo storico in cui l’emergenza era solo vagamente prevedibile, emergeva che le aziende che mostravano un sentiment più positivo erano quelle legate alla tecnologia, come Alibaba Group e Tencent, e alla biotecnologia, come Gilead Sciences. Per quanto riguarda le aziende più esposte al rischio, lo studio aveva evidenziato come l’industria del trasporto aereo sarebbe stata la più colpita. Anche l’industria della moda, automobilistica e delle telecomunicazioni erano percepite molto negativamente in questa situazione, mentre le società coinvolte nei servizi finanziari risultavano popolari in relazione alla diffusione del Coronavirus, ma a fronte di un sentiment che rimaneva neutro. Sempre sul tema Coronavirus, il 9 aprile scorso il sistema ha invece inviato un segnale debole sulla società americana BioCryst Pharmaceuticals. Il segnale veniva poi replicato con maggiore forza il 10 e l’11 aprile, testimoniando che le notizie sulla società stavano avendo una eco sempre maggiore. Ieri il titolo è balzato del 15% sul Nasdaq. «Questo però è il passato», ha aggiunto d’Aragona. «Oggi invece, escludendo segnali improvvisi che possono arrivare in qualsiasi momento, il nostro sistema sta già producendo e pesando segnali delle società che saranno impattate dal prossimo evento rilevante, le elezioni americane, anch’esse in qualche modo legate al Covid-19». Sono segnali dinamici e perciò passibili di variazioni con il mutarsi del contesto all’avvicinarsi dell’evento e per ora sono stati suddivisi in tre macro settori: finanza, health care e information technology.
Per quanto riguarda il primo settore, quello finanziario, i titoli che stanno avendo maggiore eco sono Goldman Sachs, Wells Fargo, Morgan Stanley e JP Morgan Chase, tutti però con un sentiment negativo. Secondo l’analisi, il titolo potenzialmente più interessante per un trader, cioè che ha un indice di popolarità ancora basso con un sentiment molto positivo, è invece Cme Group. Nel segmento salute invece, i titoli più popolari sono Gilead, Cigna e Humana, anche questi però con sentiment negativo. Quelli positivi invece sono Abbott Laboratories e Mylan. Per quanto riguarda l’IT, le società che godono di un sentiment migliore sono Microsoft, Paypal e Nvidia. Come anticipato, la piattaforma è stata creata per dare uno strumento d’intelligenza artificiale anche agli investitori retail «e perciò si è deciso di offrirla a un prezzo di 1.500 euro all’anno per monitorare un massimo di 300 segnali che sceglierà l’utente», conclude D’Aragona. (riproduzione riservata)