I mercati azionari nordici continuano ad essere una garanzia. Anche in un contesto di forte incertezza, le azioni e gli indici riconducibili all’area più estrema dell’Europa continuano ad esprimere performance molto interessanti sul medio periodo, e una elevata capacità di tenuta durante le fasi di mercato più delicate. Il vantaggio in termini di rapporto rendimento-rischio, rispetto agli indici europei diversificati resta importante, anche se nel corso del 2022 si è osservata una leggera sottoperformance. Ad esempio, nell’ultimo lustro l’indice Msci Nordic Countries ha restituito all’investitore, in euro, l’8,3% medio annuo, rispetto al +5,4% circa del Msci Europe e al +4,2% del Msci Euro; anche estendo l’analisi al decennio passato, il vantaggio rispetto all’Europa in generale è prossimo al 2% annuo. Di per sé potrebbe non significare molto, ma diventa importante se si considerano i rischi a cui ci si è esposti. Sebbene infatti il benchmark nordico sia molto più concentrato (87 azioni oggi rispetto alle 429 del Msci Europe), la volatilità non è più elevata collocandosi in entrambi i casi poco sopra il 13% su base annua. Guardando ai singoli frangenti di maggior tensione dei mercati, la massima discesa periodale del 23% per l’indice Msci Nordic Countries nel periodo 2015-2016 si raffronta con il -28% circa dell’Msci Euro, e anche il tracollo del 30% durante la crisi del Covid-19 esprime un vantaggio nei confronti del -38% dell’area euro. Anche nell’intero 2018, anno di generali discese dei mercati, il benchmark nordico ha lasciato sul terreno il 7,6%, rispetto al -13% del Msci Europe.
Questa capacità di tenuta durante i crolli, anche se affiancata da risalite meno impetuose durante le fasi toro dei mercati, fa si che in termini di rapporto rendimento-rischio il vantaggio sia evidente nel lungo periodo. Il legame rispetto all’azionario dell’area euro è alto come correlazione ma con chiare caratteristiche di difensività: il coefficiente di correlazione lineare tra l’indice nordico e quello dell’area euro è pari a 0,67 negli ultimi due anni, ma il beta si limita a 0,68 il che conferma la capacità di assorbire meglio gli shock di mercato. D’altronde i Paesi nordici – ovvero Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia- evidenziano elementi macro che detonano robustezza, a partire della elevata sicurezza in termini di rating creditizio, stabilità politica e finanze statali sotto controllo. Importante, compre sempre, anche l’allocazione settoriale, dove spicca la presenza di un settore industriale robusto e una alta componente di titoli health care, mentre le utilities hanno scarso peso. In termini di singoli Paesi, Svezia e Danimarca evidenziano i pesi più significativi nel benchmark azionario nordico, mentre la Norvegia è più influenzata dai saliscendi del prezzo del petrolio.
In merito alle possibilità di inserire in portafoglio questa asset class di nicchia si segnala che è disponibile un unico Etf, proposto da Amundi, legato all’indice Msci Nordic Countries, ma le occasioni non mancano per gli amanti del rischio specifico che preferiscono ricercare occasioni su specifiche azioni. In particolare, oggi risultano ben impostati i titoli danesi Coloplast (settore sanitario, P/e atteso di 37, dividend yield del 2,2%, beta di 0,96), Genmab (settore biotecnologia, P/e atteso di 40,6, beta di 1,3), Topdanmark (settore assicurazioni, P/e atteso di 16,4, dividend yield del 6%, beta di 0,5) e Novo Nordisk (settore farmaceutici, P/e atteso di 34, dividend yield del 1,4%, beta di 0,82). In particolare, Genmab potrebbe presto cercare i precedenti massimi storici, al pari di Topdanmark e Novo Nordisk. Mentre in corone svedesi le azioni tecnicamente meglio impostate sono Axfood (settore grande distribuzione, P/e atteso di 29,8, dividend yield del 2,3%, beta di 0,3) e Svenska Cellulosa (settore legno e carta, P/e atteso di 16,9, dividend yield del 1,4%, beta di 0,68). Axfood evidenzia una notevole capacità di muoversi in modo indipendente dal mercato, sebbene sia oggi un po' cara, ma tecnicamente il breakout in atto dei massimi storici può alimentare ulteriori allunghi; mentre Svenska Cellulosa sia appoggia ad un tema a sua volta poco correlato con i saliscendi dei listini e mantiene un buon appeal nel medio periodo. (riproduzione riservata)