Sempre alla ricerca dei movimenti potenzialmente più interessanti, in questi giorni l'attenzione dei trader è tutta per la salita dei rendimenti. L'operatività però non è sui titoli di Stato, ma concentrata sugli Etf short di Bund e Btp. «Il motivo è semplice ma non evidente», spiega Lorenzo Raffo, trader obbligazionario di lungo corso: «questi strumenti hanno sicuramente reagito alle turbolenze delle ultime sedute ma, rispetto ai sottostanti, non hanno ancora espresso appieno movimento». Tutto è partito ovviamente dalla Bce lo scorso giovedì, in particolare dalle parole di Christine Lagarde. La presidente dell'istituto monetario ha infatti rilasciato dichiarazioni inaspettatamente dure sul rialzo dell'inflazione aprendo la porta a possibili interventi già da quest'anno su politiche monetarie e tassi d'interesse. E' sembrato a molti analisti uno scatto in avanti per preparare il mercato a uno statement della riunione di marzo che anticipi una revisione delle politiche nel successivo incontro di giugno. Di sicuro il tempismo delle dichiarazioni non è stato dei migliori visto che i rendimenti si trovavano a ridosso di resistenze di medio termine sui massimi di periodo, e si vedeva che sarebbe bastato un niente per rompere gli equilibri.
E così è stato. Il rendimento del Btp decennale ha rotto al rialzo quota 1,47% per andare a raggiungere quota 1,9%, salvo ritracciare dopo la parziale retromarcia della Lagarde durante l'audizione di ieri al Parlamento europeo e chiudere all'1,8%. Movimento simile anche per il rendimento del Bund, il decennale tedesco, passato dal rendimento zero pre-conferenza stampa al massimo di ieri allo 0,24%. Il movimento è ancora più netto sul future del Btp e del Bund, mercati gestiti dall'Eurex che stanno riscuotono da sempre un grande successo tra i trader. E' proprio su questi prodotti finanziari, grazie alla loro enorme liquidità, che si concentra l'attività intraday degli operatori. Va sottolineato che questi due mercati sono inversamente correlati ai rendimenti e perciò, quando questi ultimi salgono, i future sugli obbligazionari scendono.
Per quanto riguarda il Btp future, le quotazioni stavano flirtando dal mese di gennaio con il supporto statico a quota 145 punti, equivalente all'1,47% di rendimento. Il movimento rialzista sui rendimenti ha perciò spinto il future verso il basso, rompendo il supporto e raggiungendo ieri il minimo relativo a 139,3 punti (salvo chiudere poi sopra 140 punti). Stessa dinamica per il Bund tedesco che ha registrato una fase discendente partita da 169 punti e atterrata ai 165,7 punti di ieri. Grazie alla parziale retromarcia della presidente Lagarde nelle prossime sedute è atteso un lieve calo dei rendimenti dei decennali e un rimbalzo delle quotazioni dei future, in grado di riportare il Btp a 144,5 punti e il Bund a 168 punti. Per i trader meno aggressivi sarà quello il momento per costruire un'altra posizione short (i più aggressivi tenteranno di prendere anche il rimbalzo dei prossimi giorni). Dopo una fase di alleggerimento dell'ipervenduto, il derivato si dovrebbe infatti riagganciare al trend primario.
Considerato che l'operatività sui future è costosa:oltre alle commissioni vanno considerati i margini necessari per ogni contratto contratti che vuol dire anche mancata liquidità per altri investimenti. In alternativa si possono utilizzare gli Etf che hanno un costo più contenuto. Il Lyxor Bund Future daily inverse ad esempio, che ha un'esposizione al ribasso sul decennale tedesco, ha un Ter (indicatore di costo) dello 0,20% annuo e gestisce un patrimonio pari a 273 milioni di euro. Il prodotto è attivo da più di 5 anni, ha domicilio fiscale in Lussemburgo e presenta una volatilità annua del 4% circa.
Disponibili anche prodotti a la leva come, ad esempio, il Lyxor BTP Daily (-2x) Inverse che punta sul ribasso del Btp future e utilizza una leva x2. Praticamente è un prodotto che replica i Btp tricolore, ovviamente a un costo maggiore rispetto a quelli senza leva, nell'ordine dello 0,40% annuo. La dimensione del fondo è di 173 milioni di euro, è domiciliato in Francia, ha una replicazione sintetica senza copertura valutaria e presenta una volatilità annua dell'11,3%.
Quando si utilizzano strumenti con leva è sempre utile ricordare che si è soggetti al compounding effect, ossia l'effetto dell'interesse composto (o capitalizzazione composta) che a causa del ricalcolo giornaliero della base di partenza delle quotazioni genera un'erosione delle perfomance inevitabile man mano che si mantiene il prodotto in portafoglio. Per questa ragione è meglio utilizzare questi strumenti per un breve lasso di tempo. Per gli operatori che hanno una propensione al rischio più elevata esistono pure i prodotti con una leva pmaggiore, come il WisdomTree BTP 10Y 3x Daily Short o il WisdomTree BTP 10Y 5x Daily Short. Strumenti, inutile ricordarlo, da maneggiare con cura. (riproduzione riservata)