Il broker che si trasforma in banca, ma senza tradire i trader. È questo il futuro di ActivTrades, broker con
sede a Londra che, dopo un iter lungo 4 anni, ha richiesto l’autorizzazione dalla Bank of England per
diventare un istituto finanziario a tutti gli effetti. Un percorso atipico e coraggioso per un intermediario del trading on line partito dal nulla ed arrivato dopo 18 anni a dare lavoro a circa 250 persone in Europa, fatturando oltre 40 milioni di sterline con profitti a 11 milioni (dati 2017). Ma non potrebbe essere altrimenti, visto il background non proprio tipico della persona che l’ha fondata e che la guida dal 2001. Alex Pusco, classe 1965, figura longilinea, con una storia da sempre legata all’Italia e un padre dirigente della Zanussi (ex Zoppas). Il manager si appassiona a spiegare quanto è stato lungo ed estenuante il percorso che li porterà ad essere banca, ma gli occhi brillano veramente solo quando parla di ActivTrader, piattaforma per il trading online rilasciata nel gennaio 2019 per tutti i suoi clienti e sviluppata personalmente da Pusco.
Dott. Pusco, state per diventare banca?
Sì, capisco che possa sembrare strano ma il nostro business è sempre in evoluzione e perciò abbiamo deciso di crescere anche per altre divisioni, che richiedevano la necessità di diventare banca. Abbiamo così avviato l’iter presso la Bank of England, oramai qualche anno fa, e probabilmente già nel 2020 potremmo partire con i primi prodotti bancari.
Un broker che diventa banca, quali vantaggi per i trader?
Beh, un trader potrebbe anche aver bisogno di altri servizi che non siano esclusivamente l’esecuzione degli ordini. Diventando banca poi lo statement con cui ActivTrades è percepito crescerà ancora, portandoci altri clienti, magari con risorse ancora più importanti. È la normale evoluzione della nostra realtà, anche per i servizi bancari sfrutteremo i nostri punti di forza che sono l’esperienza nel settore, la velocità nel dare risposte e il supportare ai clienti nella lingua che preferiscono.
Dott. Pusco, torniamo al principio, com’ è nata ActivTrades?
Il gruppo è nato in Svizzera nel 2001, perché in Europa mancava un servizio per i trader che non fosse solamente in inglese e quindi ho iniziato a fornire assistenza in lingua ai clienti europei che utilizzavano broker americani.
In quanti paesi siete presenti?
Noi in realtà non ragioniamo in paesi, ma in lingue. Ad oggi copriamo 13 lingue con clienti in tutto il mondo che vanno divisi tra quelli attivi, circa 20 mila, e quelli totali, circa 50 mila. I paesi dove i clienti sono più attivi sono Italia, Germania, Francia ma anche in Spagna ultimamente abbiamo notato un incremento.
Il suo interesse per il trading online parte nel 2001?
No, assolutamente, parte da molto prima. Quando ero bambino e mio padre, appassionato d’investimenti,mi spiegava come funzionavano le azioni, obbligazioni, tasso d’interesse e tutte le altre nozioni dei mercati finanziari. Ad inizi anni 80’ mi facevo mandare i floppy disc dagli Stati Uniti con i dati di borsa. Inoltre compravo Barron’s che in appendice aveva le quotazioni dei titoli e li inserivo manualmente nel mio Olivetti per poi programmare in EasyLanguage quelli che ora possono sembrare gli antenati dei trading system. Non le dico quanto ci metteva il pc ad elaborare i dati che inserivo. Il vero salto lo feci però con l’università. Ai tempi, trovai a Montecarlo, l’unica università in Europa che aveva un corso di laurea in finanza uguale a quelli che si facevano in America. Per darvi un’idea di quanto erano avanti nei tempi, vi basti sapere che uno dei testi base del corso era “Technical Analysis of the Futures Markets” di John J. Murphy (ancora adesso la bibbia dei trader, ndr).
Tornando ad ActivTrades, quali sono le date importanti per la società?
Il 2005, quando siamo partiti dalla Svizzera per arrivare aprire la sede di Londra. Quello è stato il vero salto della società perché finalmente potevamo acquisire clienti in tutta Europa. Essendo basati in Svizzera non potevamo fare pubblicità in altri paesi e i nostri clienti venivano da noi solo attraverso il passaparola, che era già importante ma un po’ limitato. Dopo l’acquisizione della licenza Fsa abbiamo avuto il passporting per poter operare in tutti i paesi.
E adesso, con la Brexit, che succede?
Un tema che mi trasmette un po’ di frustrazione ma pazienza: se tra qualche mese avrò bisogno di un visto per venire a Londra, farò il visto. Scherzo ovviamente, la frustrazione deriva dal fatto che qui in sede abbiamo persone con molte nazionalità e il giorno che devo assumere qui a Londra magari un altro italiano come faccio? Ad ogni modo abbiamo deciso di aprire una filiale, completamente autonoma e indipendente, in Lussemburgo a cui farà capo tutta l’Europa
Perché in Lussemburgo?
Semplice, perché in Lussemburgo sarà più facile assumere persone. Pensi ad esempio ai frontalieri francesi e tedeschi, dato che il paese confina con Francia e Germania.
Avete una sede anche in Italia, che fine farà?
La sede milanese di ActivTrades, oltre ad essere storica, è una delle più importanti che abbiamo e non solo rimarrà, ma verrà persino ampliata. A differenza degli altri paesi in Europa, che possono essere serviti anche senza sede in loco, abbiamo notato subito che per i clienti italiani è molto importante avere una presenza fisica nel paese. Per questo abbiamo deciso di assumere altre persone ed ingrandire gli uffici. Settimana prossima sarò a Milano con l’architetto per valutare le modifiche. In Italia poi apprezzano molto di più degli altri paesi quando organizziamo gli eventi di educazione finanziaria.
Quanto sono importanti gli eventi?
Fondamentali, prendiamo l’Italia. Noi consideriamo i clienti italiani “sofisticati” e le domande o le considerazioni che ci pongono non sono mai a caso. La nostra società prende molto sul serio i consigli e/o le critiche dei clienti perché ci permettono di migliorarci e di migliorare il nostro servizio.
Che impatto hanno avuto i limiti imposti dall’Esma sulla leva dei Cfd?
Importanti, una riduzione dei volumi per tutta l’industria di circa il 40%. Noi speravamo che l’autorità si andasse quantomeno ad allineare agli Stati Uniti che permettono una leva a 50, ma purtroppo non è stato così. Per noi però si sta rivelando paradossalmente una grande opportunità. Pensi che tutti gli altri broker stanno licenziando personale e noi invece stiamo assumendo.
E come è possibile?
Semplice, ci sono molte piccole realtà che stanno chiudendo e tutti i clienti che lavoravano con loro stanno cercando altri intermediari. Pensi che nei mesi immediatamente successivi alla decisione dell’Esma, non riuscivamo a stare dietro all’apertura dei nuovi conti. Abbiamo dovuto chiedere ai ragazzi in amministrazione di fare anche il week end in azienda.
Ma non avete aperto anche una sede alle Bahamas per consentire ai vostri clienti di mantenere il livello di
leva precedente?
Chi vuole può anche scegliere così, ma attenzione bisogna fare distinzioni tra noi ed altri. Innanzitutto la nostra sede delle Bahamas, come tutte quelle in giro per il mondo, c’è e non è una scatola vuota. Siamo la presenza broker più grossa di tutto il paese, abbiamo 15 persone effettive e stiamo assumendo altre risorse. Vede, noi abbiamo deciso di aprire la sede bahamiana per sviluppare il business nel Sud-America e non per consentire una leva più elevata ai nostri clienti. Dall’Europa, non ci sono stati praticamente clienti che hanno chiesto il trasferimento. Le aperture dei nuovi conti arrivano soprattutto da sud America e Cina. Per noi l’Esma è stata quasi un vantaggio.
Non le sembra un po’ esagerato?
Adesso le spiego, conosce la nuova regulation secondo la quale tutti i broker devono esplicitare sul proprio sito qual è la percentuale di clienti che guadagna o perde? Per prima cosa specifichiamo che queste cifre sono molto sorvegliate e le sanzioni sono severissime per chi non aggiorna ogni tre mesi il dato giusto. Bene, con la nuova normativa Esma si è praticamente imposto di mettere più margine per operare e molti clienti piccolini, per cui l’investimento era più un gioco che non una cosa seria, non sono più presenti e di conseguenza ci hanno migliorato la ratio. Non scordiamoci che la perdita media per cliente, quantomeno in ActivTrades, non è la casa o la macchina, ma è di 950 euro. E poi si parla sempre in accezione negativa ma
nessuno parla invece di chi guadagna. Da noi ci sono clienti che si proteggono, applicano gli stop loss e sanno quello che vogliono ed è per loro che abbiamo sviluppato la nostra piattaforma.
Parliamo dunque di ActivTrader, perché scegliere questa piattaforma rispetto alle molte che esistono sul
mercato?
Innanzitutto, abbiamo reso la nostra piattaforma user friendly al massimo, con l’Activtrader in un colpo d’occhio sai dove cliccare per fare quello che vuoi e non c’è il rischio di premere un pulsante che non si vuole premere. Può sembrare banale, ma è molto frequente perdere in borsa perché si è cliccato su pulsante sbagliato. Abbiamo poi delle funzionalità che sono uniche. Prendiamo il trailing stop, lo stop dinamico che segue la posizione, la nostra evoluzione sul trailing stop è stata quella di consentire la possibilità di frazionare lo stop man mano che si va avanza. Abbiamo identificato tre tipi di trailing stop: quello iniziale, quello di crociera e quello di profit. Praticamente, posso impostare la distanza dello stop che progressivamente può diventare sempre più piccola. Tra un mese arriverà poi l’ordine pull back, cioè potrò impostare un ordine che, raggiunto un certo livello, inserisca automaticamente un trailing stop. In questa maniera il trader si lascia la possibilità di essere eseguito a prezzi migliori. Tutte queste innovazioni stanno
nei server di ActivTrader e non nel pc dell’utente e questo permette di operare con un grado di sicurezza ben maggiore tutti gli ordini pendenti sono in questo modo garantiti. Abbiamo poi il trading sul grafico che non è un’innovazione perché esiste già ma è necessario per la soddisfazione dei clienti. In ultimo, tengo a farvi vedere un'altra innovazione su cui ho puntato personalmente tanto: per prima cosa bisogna togliere il pop up di conferma ogni volta che si immette un ordine e adesso guardate (Pusco in quel momento comincia a cliccare ripetutamente sul mouse, ndr), vedete, la piattaforma ha registrato ed eseguito ogni singolo clic effettuato. Quest’evoluzione sembra banale ma anche qui c’è molto lavoro dietro per permettere tutto ciò. E poi con un solo clic si può dismettere tutte le posizioni.