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Acepi lancia le classi Esg
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Acepi lancia le classi Esg

Milano Finanza - Numero 235 pag. 55 del 27/11/2021

Milano Finanza Intelligence Unit

L’associazione di categoria dell’industria dei certificati ha introdotto una nuova classificazione dei prodotti. Che punta a definire il loro grado di aderenza ai principi di sostenibilità

Mercoledì 17 novembre si è tenuta la conferenza annuale di Acepi dedicata all’industria dei certificati: nell’occasione, l’associazione di categoria, che si occupa di promuovere in Italia una cultura evoluta dei prodotti d’investimento, certificati in primis, ha organizzato un’intera giornata dedicata a questi prodotti, il Certificate day 2021, con una connotazione ben marcata verso il tema della sostenibilità, analizzato nello specifico prendendo spunto dal settore della mobilità. Tra i vari interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata, merita una particolare attenzione, per quanto compete soprattutto l’evoluzione dell’industria dei certificati, quello di Dario Savoia, segretario generale di Acepi, che ha introdotto la nuova politica dell’associazione in merito all’accoglimento proprio del tema della finanza sostenibile. Alla luce anche dell’epocale cambio culturale e normativo a cui stiamo assistendo, “Acepi ha ritenuto necessario orientare investitori ed emittenti, elaborando una serie di criteri standard per la definizione di «sostenibilità» dei prodotti d’investimento e degli emittenti di tali prodotti, oltreché di trasparenza degli stessi”. Le modifiche alla Mifid 2 che entreranno in vigore a breve, prevedono, tra le altre cose, l’integrazione delle preferenze Esg nel processo di valutazione di adeguatezza (idoneità) nella consulenza e nelle gestioni di portafoglio: i clienti dovranno cioè esprimersi in modo esplicito su questo tema, quindi in sostanza dovranno determinare in che termini i loro investimenti dovranno rispettare dei requisiti di sostenibilità. Per poter offrire un servizio che risponda a queste nuove esigenze, è chiaro che anche dal lato dell’industria si dovranno identificare dei criteri oggettivi che possano certificare quanto un prodotto d’investimento risponda o meno a questi principi di sostenibilità. Solo in questo modo potrà poi essere ritenuto eventualmente idoneo per rispondere all’esigenza espressa dall’investitore. Per questo motivo Acepi sta partecipando ai lavori per la definizione dell’EET (European Esg Template) elaborato da FinDateX e finalizzato proprio a creare degli standard uniformi nella trasmissione di dati Esg sui prodotti tra produttori e distributori.

Ma non solo, Acepi ritiene anche necessaria l’introduzione di una “tassonomia” dei prodotti, dal momento che ancora “manca una definizione sufficientemente granulare degli aspetti E, S e G nella definizione del mercato di riferimento” e c’è quindi un rischio sia di confusione per gli investitori, sia di un’eccessiva frammentazione che possa poi generare sfiducia”. In sostanza Acepi auspica l’introduzione di “criteri comuni e oggettivi di classificazione”, l’utilizzo di una “terminologia chiara e semplice” e la disponibilità di “un’informativa accessibile agli investitori”.

Dal canto suo, l’associazione ha già definito una serie di criteri di sostenibilità che abbracciano quattro temi: a) tipo di prodotto: solo i prodotti d’investimento (non a leva quindi) con una logica rialzista (non short) rispettano i requisiti di sostenibilità; b) emittente: sono idonei solo i player che condividono i principi Onu per l'attività bancaria responsabile e/o il Patto mondiale delle Nazioni Unite (Un Global Compact), e hanno ricevuto da almeno un’agenzia di rating indipendente riconosciuta un rating Esg che attesti una classe di rischio complessivo Esg “medio” o “basso”, oppure un punteggio complessivo Esg che si collochi nell’ambito del miglior 50esimo percentile del settore; c) sottostante/emissione: gli asset su cui vengono strutturati i prodotti d’investimento devono “perseguire una strategia di sostenibilità, i cui criteri di selezione siano predefiniti, resi noti al pubblico e riferibili a società/emittenti che rispettino dei “Criteri Minimi di Esclusione” (per esempio sono escluse le società che superano una certa percentuale d’investimento in armamenti, tabacco e carbone); d) trasparenza. Sono ammessi solo gli emittenti che hanno adottato una product governance che definisce i meccanismi di selezione, la metodologia e le fonti dei dati, per il rating, lo status di sostenibilità dell’emittente e l’agenzia di rating, e inoltre aderiscono al Codice di condotta per la Finanza sostenibile di Acepi. Quest’ultimo richiede che: a) gli associati si impegnino al rispetto dello stesso nel processo di product governance di prodotti d’investimento «sostenibili»; b) Acepi possa verificare nel tempo la regolare osservanza del Codice e possa adottare le necessarie decisioni in caso di violazione, compresa l’esclusione dall’associazione; c) gli aderenti si impegnino a pubblicare su un sito internet le rilevanti informazioni riguardanti la politica di prodotto e l’emittente stesso; d) gli aderenti si impegnino a classificare i loro prodotti secondo quattro nuove categorie (1) Non sostenibile, (2) Base, (3) Esg e (4) Impact. Nel primo gruppo saranno inseriti i prodotti che non rispettano alcun requisito di sostenibilità. Nel secondo confluiranno i prodotti per i quali l’emittente rispetta il Patto mondiale dell’Onu (Un Global Compact), ha un rating di sostenibilità e aderisce al Codice di condotta Acepi. Nel gruppo “Esg” rientreranno i prodotti che in più sono legati a sottostanti che hanno una strategia ESG definita e rispettano i criteri minimi di esclusione. Nella classe “Impact” confluiranno infine i prodotti collegati al finanziamento di progetti che si prefiggono un impatto positivo E, S o G e sono allineati agli standard di disclosure di mercato per i bond (Green/Social Bond Principles, Eu Green Bond Standards). Una svolta epocale, insomma, che garantirà all’industria dei certificati una piena capacità di risposta alle nuove esigenze degli investitori e anche di rispetto delle nuove normative che entreranno in vigore nel prossimo futuro. (riproduzione riservata)



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