
In settimana Borsa italiana ha pubblicato il consueto rapporto mensile che racchiude le principali statistiche relative alla numerosità dei prodotti e alla distribuzione degli scambi delle piattaforme SeDeX e Cert-X. La sintesi di giugno 2024 ha evidenziato un'ulteriore accelerazione dei volumi nel secondo trimestre dell’anno, grazie soprattutto all’exploit del mese scorso. A giugno il controvalore totale negoziato sul SeDeX ha infatti sfiorato i 2.000 milioni di euro, contro i 1.704 di maggio e i 1.676 di aprile, a cui vanno aggiunti i quasi 680 milioni scambiati su Cert-X, peraltro in calo rispetto ai 767 milioni scambiati il mese precedente. Mentre su Cert-X gli scambi riguardano unicamente i prodotti d’investimento, su SeDeX un ampio contributo continua ad arrivare dai certificati a Leva Fissa, che però hanno ridotto la loro incidenza al 22,8% del controvalore totale, rispetto per esempio al 30% di marzo, superati largamente dai certificati Digital (39,8%). Si sono invece confermati al terzo posto gli Express (11,5%), pur perdendo parzialmente quota rispetto al primo trimestre dell’anno. A livello aggregato, l’aspetto forse più interessante riguarda però l’incidenza dei prodotti non speculativi sul controvalore totale negoziato: anche considerando i soli dati del SeDeX, la quota dei certificati d’investimento è balzata oltre il 64%, a dispetto di una maggiore propensione di leverage e covered warrant al trading intraday, che favorisce fisiologicamente il turnover.
Qualche ulteriore spunto d’interesse emerge concentrando l’attenzione proprio sui prodotti d’investimento, ma suddivisi per tipologia: la classe più negoziata è diventata quella dei certificati a capitale protetto, che offrono cioè una protezione del capitale svincolata dall’andamento del sottostante. Nel primo trimestre dell’anno a prevalere erano ancora quelli a protezione condizionata, ma già allora era emersa una tendenza di maggiore bilanciamento rispetto a quelli a capitale protetto, con una progressione mensile che lasciava presagire questo cambio di rotta: a dicembre 2023 i certificati a capitale condizionatamente protetto scambiavano infatti oltre il 65% del controvalore totale movimentato dai prodotti d’investimento, una quota scesa poi al 60% a gennaio 2024, al 57% a febbraio e al 53% a marzo. Questa tendenza è proseguita anche nel secondo trimestre, con una quota scesa al 51% ad aprile, al 50% a maggio e addirittura al 42,5% a giugno, con i certificati a capitale protetto che proprio il mese scorso hanno invece toccato un picco del 56,5%. Si conferma quindi in modo molto evidente una maggiore ricerca di protezione tra gli investitori, alla luce anche di una situazione internazionale che non smette di proporre elementi di tensione sia sul fronte macro sia soprattutto su quello geopolitico.
Tra le singole tipologie, quelle che continuano a raccogliere i maggiori consensi sono quelle a rendimento cedolare, ma anche su questo fronte si può apprezzare il progressivo spostamento dei volumi verso strutture meno rischiose. Il controvalore scambiato dai cosiddetti “Express”, che associano al pagamento di premi periodici anche una facoltà di esercizio anticipato, è sceso dal 37% di marzo al 30% di giugno, mentre i “Digital”, che rientrano tra i certificati a capitale protetto, sono passati dal 31,4% di marzo al 44,6% del mese scorso. In terza posizione si sono confermati gli “Equity Protection”, con un riscontro in lieve calo dal 13% al 10%. Nel complesso, tra SeDeX e Cert-X, la quota di controvalore che si è concentrata sui certificati a rendimento cedolare è salita ulteriormente oltre l’80%, a ulteriore evidenza di come questi prodotti vengano utilizzati anche come alternativa alle obbligazioni.
In quest’ottica, continua invece a essere ancora piuttosto marginale il contributo dei Credit Linked. Il numero di prodotti quotati è sempre più cospicuo (quasi 1.000 a fine giugno), il terzo in assoluto dietro a Express (oltre 4.500 prodotti) e Cash Collect (1.161), ma il controvalore movimentato non è andato oltre l’1,46% del totale dei prodotti d’investimento. (riproduzione riservata)