Vanguard lancia la gamma LifeStrategy
Si tratta di una linea di portafogli in Etf bilanciati con livelli crescenti di esposizione azionaria, a costi competitivi.
Il colosso degli investimenti Vanguard propone una nuova innovazione di prodotto in ambito Etf, forte della strategia low-cost che da sempre lo caratterizza. Si tratta della nuova gamma multi-asset denominata LifeStrategy, che si compone di quattro portafogli d'investimento che a loro volta si agganciano ad altri Etf marchiati Vanguard. Uno degli sforzi che gli investitori globali, sia retail/consulenti che istituzionali, devono compiere consiste nella scelta dei mattoncini per ottenere un portafoglio robusto e soprattutto adatto alla propensione al rischio del cliente. La nuova gamma Vanguard LifeStrategy ha proprio come obiettivo il baypassare o meglio agevolare tale passaggio, ovvero proporre agli investitori finali 8 soluzioni chiavi in mano – considerando anche l’opzionalità tra la versione ad accumulazione o a distribuzione dei proventi- contenente il giusto mix di Etf, di differente natura, per soddisfare le diverse esigenze. La gamma oltre ad essere a basso costo considerando che si tratta di multi-asset (Ter dello 0,25% annuo in totale, incluso i costi dei sottostanti, a prescindere dalla combinazione bond-equity scelta) offre implicitamente accesso a quasi 9 mila diversi sottostanti, sia a livello sviluppato che emergenti, tanto in ambito azionario che obbligazionario. La segmentazione parte dall’esposizione media all’azionario del 20% per il prodotto più scarico di rischio, per salire all’80% per quello più pepato, con due step intermedi per chi ha esigenze più bilanciate in termini di rendimento-rischio. Le quattro segmentazioni della strategia LifeStrategy si appoggiano alla medesima lista di Etf di Vanguard, che vengono declinati nei singoli portafogli con pesi differenti per soddisfare i vincoli di rischio proposti. E proprio su una di queste ci si focalizza in questa sede, prendendo in considerazione l’Etf Vanguard LifeStrategy 40% Equity, nella versione ad accumulazione, che mira ad un portafoglio mediamente composto al 40% da azioni e al 60% da obbligazioni. La strategia prevede il ribilanciamento su base semestrale dei pesi dei singoli Etf che compongono il portafoglio della strategia LifeStrategy 40% Equity, per mantenere nel tempo il profilo di rischio desiderato. Osservando tale scelta, si segnala che il 19% di peso viene oggi destinato agli Etf Vanguard Ftse All-World, Vanguard Ftse Developed World e Vanguard Global Aggregate, seguiti dal 12% dei prodotti Vanguard Eur Eurozone Government Bond e Vanguard USD Treasury Bond. Le componenti rimanenti sono rappresentate dagli Etf Vanguard USD Corporate Bond (11%), Vanguard EUR Corporate Bond (4%), Vanguard UK Gilt e Vanguard FTSE Emerging Markets (2% entrambi). Questa composizione permette con un solo click di prendere posizione su circa 20 mila posizioni complessive, ma considerando le duplicazioni di sottostanti per via dei differenti Etf che compongono le linee (ad esempio buona parte dei titoli dell’indice Ftse All-World compariranno anche nel Ftse Developed World, e così via per gli altri benchmark) si riducono a circa 8840. Più che sufficienti per avere una copertura complessiva a livello globale. Per quanto riguarda l’allocazione geografica dell’intero pacchetto della LifeStrategy 40% Equity si segnala che il 52% va agli Stati Uniti, seguiti da Francia (6,3%), Regno Unito (5,2%), Germania e Giappone (entrambe al 5%), Italia (4%), etc. Mentre in termini settoriali predomina la tecnologia che vale il 9% scarso, seguono i finanziari (7%), i beni di consumo ciclici (5,2%), industriali (4,8%), sanità (4,6%), etc. Un aspetto interessante, che va nella direzione del controllo del rischio, è legato all’hedging valutario. Vanguard ritiene infatti che le posizioni azionarie possano essere senza problemi lasciate aperte in termini di currency exposure, in quanto la volatilità del sottostante è in grado di compensare ampiamente le eventuali oscillazioni avverse dei cambi. Diversamente, tutte le posizioni obbligazionarie espresse in valuta estera vengono coperte attraverso hedging, il che permette di annullare tale componente di volatilità. Il beneficio della diversificazione derivante dai bond non si vuole infatti venga eroso da un movimento avverso della divisa di denominazione. In questo frangente storico, inoltre, il costo di hedging è molto contenuto, per via del basso differenziale di tasso tra le diverse aree geografiche in particolare in ambito euro-Usa-UK. (riproduzione riservata)