Vanguard insiste sulle obbligazioni Esg
L’ultimo listing punta ad un paniere diversificato di bond societari senza rischio di cambio e con filtri di sostenibilità
Nuova stoccata in ambito obbligazionario a basso costo da parte di Vanguard. Prosegue la copertura ad ampio raggio da parte degli emittenti di strumenti indicizzati a favore di sottostanti obbligazionari marchiati Esg. L’ambito azionario resta preponderante per questa forma di investimenti, ma anche il contesto fixed income si adatta alla voglia degli investitori e alle pressioni normative per soddisfare la domanda di Etf sostenibili; dove i filtri Esg vengono solitamente applicati ad ampio spettro, al fine di abbracciare tutte e tre le lettere dell’acronimo (ambientale, sociale e di governance societaria). In queste dinamiche si innesta l’ultimo listing del colosso degli investimenti Vanguard, che ha proposto al mercato italiano l’Etf Vanguard ESG Global Corporate Bond euro hedged, in duplice versione. L’indice sottostante ha un nome complesso, Bloomberg Barclays Msci Global Corporate Float-Adjusted Liquid Bond Screened Euro Hedged, ma in breve racchiude un paniere diversificato di bond societari senza rischio di cambio e con filtri di sostenibilità. Nel dettaglio, l’indice racchiude un universo di obbligazioni societarie di livello investment grade a tasso fisso, di emittenti dei mercati sviluppati ed emergenti, e denominati in differenti valute. I bond vengono però filtrati in base a determinati criteri ambientali, sociali e di governance societaria e qui si inserisce Msci. L'indice escluderà infatti obbligazioni di società che, secondo Msci, sono coinvolte in attività inerenti business come intrattenimento per adulti, alcol, gioco d'azzardo, tabacco, armi nucleari, armi controverse, armi convenzionali, armi da fuoco civili, energia nucleare, organismi geneticamente modificati o carbone termico, petrolio o gas. La metodologia di costruzione dell'indice esclude anche le obbligazioni di società per cui non è possibile calcolare il controversy score o il cui valore è inferiore a uno. L'indice viene ribilanciato molto frequentemente, su base mensile, per far si che rapidi cambiamenti nei punteggi di sostenibilità permettano di far entrare/uscire dall’indice le società interessate in tempi altrettanto reattivi. Per quanto compete i nomi degli sponsor degli indici in ambito Esg, Vanguard si appoggia a Ftse Russell per i sottostanti azionari e Bloomberg Barclays e Msci per i bond; in merito alle classificazioni settoriali viene usato nel secondo caso lo standard Gics. Abbracciando sia il mondo sviluppato che quello emergente l’indice che ne scaturisce è estremamente diversificato, e per questo motivo Vanguard utilizza per il portafoglio dell’Etf una replica a campionamento. L’indice con filtri Esg adottato mira infatti a circa 5300 obbligazioni (attraverso la scrematura di circa il 50% delle società presenti nell’indice originario) rispetto alle 14 mila del benchmark senza filtri Esg, riferite a oltre 900 singoli emittenti mondiali. Il portafoglio è allocato per poco meno del 49% su emittenti riconducibili al settore industriale, seguiti da un valore analogo di finanziari e quote residuali di utilities. Interessante il breakdown geografico, grazie al 53% degli Usa, 9% abbondante di UK, 7,5% della Francia, 4% abbondante per Canada e Germania, etc. Ma la presenza di una minima componente emergente aiuta a sostenere il rendimento atteso, attraverso nomi come Cina (1,4%), Messico (0,5%), Brasile (0,2%), India, Cile e numerose altre piccole posizioni molto pepate. Le emissioni in dollari valgono quasi i due terzi dell’indice, seguite da componenti minori in sterline, dollaro canadese e yen, oltre all’euro (22%). Ma il rischio di cambio non esiste, in quanto le oscillazioni di tutte le valute vengono immunizzate attraverso contratti a termine, il che aiuta a mantenere ulteriormente sotto controllo la volatilità. La duration è importante – 7 anni- ma ciò permette, unita ad altri fattori di rischio, di mantenere il rendimento atteso su livelli appetibili, oggi pari all’1,39% annuo. Il rating medio è elevato, collocato a cavallo tra la BBB e la singola A. Vanguard ha scelto di quotare su ETFplus sia la versione ad accumulo dei proventi che a distribuzione su base mensile, per gli amanti della cedola, in entrambi i casi ad un Ter dello 0,15% annuo. (riproduzione riservata)