Etf attivo su mid-small cap
Franklin Templeton e ClearBridge propongono un nuovo Etf che seleziona le mid e small cap statunitensi sulla base dei fondamentali
Prosegue la valanga di Etf a gestione attiva quotati in Italia. Questa settimana è stato listati il prodotto Franklin ClearBridge US Smaller Companies Ucits Etf che, come dice il nome stesso, permette di investire su un paniere diversificato di azioni statunitense a capitalizzazione inferiore, attraverso un approccio attivo. Il benchmark di riferimento è rappresentato dall’indice Russell 2500 Growth.
In particolare, l’Etf è gestito da ClearBridge Investments, uno dei gestori specializzati degli investimenti di Franklin Templeton con oltre 200 miliardi di dollari in gestione, e la strategia vuole generare una crescita del capitale nel lungo termine e massimizzare i rendimenti attraverso investimenti in società a piccola e media capitalizzazione quotate negli Stati Uniti. Di conseguenza, si ha esposizione al 100% anche alle oscillazioni del dollaro statunitense. I gestori del portafoglio definiscono i titoli a piccola e media capitalizzazione come quei titoli statunitensi che rientrano in una fascia di capitalizzazione compresa tra 500 milioni di dollari e il componente più importante del benchmark al momento dell'acquisto. In misura inferiore, l’Etf potrà investire anche in titoli di emittenti non statunitensi, attraverso Adr.
La strategia di selezione si poggia su un processo di tipo bottom-up, e i gestori degli investimenti si concentrano su un'analisi approfondita dei fondamentali delle singole società, anche grazie ad una gestione dinamica del rischio e scelte di convinzione.
Si mira ad identificare precocemente aziende statunitensi di elevata qualità e in fase di crescita iniziale — quelle con cash flow solidi, modelli di business resilienti e potenziale per diventare le large-cap di domani. Il team incontra ogni azienda prima di investire e mantiene un coinvolgimento attivo e continuo, dando vita a un portafoglio high conviction composto mediamente da 50-80 titoli. L’approccio è supportato da un’analisi Esg integrata. Attualmente, il basket sottostante è composto da 82 componenti, un numero che conferma una buona diversificazione ma al tempo stesso una possibilità concreta di ottenere performance disallineate rispetto al benchmark, molto più diversificato.
A fine ottobre, il breakdown settoriale evidenzia una quota molto elevata di titoli industriali (25% circa), seguiti dal 23% di health care, 22% di IT, 10,2% di beni di consumo ciclici, 7,5% di titoli finanziari, etc; interessante notare che energia, utility e telecomunicazioni hanno un peso marginale. Ter dell’Etf fissato allo 0,49% annuo. (Riproduzione riservata)