Etf emergenti con filtri etici
Franklin Templeton propone un replicante che mixa l’appeal del debito emergente a screening legati ai principi cattolici
Un prodotto indicizzato da poco lanciato che unisce elementi di appeal molto diversi tra loro è rappresentato dall’Etf Franklin Catholic Principles Emerging Markets Sovereign Debt. In estrema sintesi, il replicante permette di posizionarsi sulle obbligazioni dei Paesi in via di sviluppo ma utilizzando peculiari filtri di sostenibilità, ovvero l’inserimento dei principi cattolici nelle scelte di investimento. L’indice replicato dall’Etf di Franklin Templeton è il ICE Catholic Principles ESG Emerging Markets External Sovereign, calcolato da IntercontinentalExchange, e il gestore adotta una metodologia di replica fisica ottimizzata, con ribilanciamento mensile, rispetto all’indice. Ma sono i valori etici sottostanti che risultano di particolare interesse, in quanto l’indice è stato progettato per cogliere le opportunità dei mercati emergenti ma al tempo stesso applicare filtri etici ed Esg ad ampio raggio. L’investitore si espone quindi al debito sovrano a tasso fisso denominato in euro e dollari Usa emesso dai Paesi dei mercati emergenti, con esclusione delle obbligazioni emesse da Governi che evidenziano un punteggio scarso su differenti criteri, giudicati dal fornitore dell'indice come principi Cattolici Romani: tra i principali si sottolineano l’abolizione della pena di morte, il controllo della corruzione, la giustizia sociale e i diritti politici, la libertà, la tutela del pianeta e la riduzione delle emissioni di carbonio. Ad esempio, la Russia è esclusa in base al criterio dei diritti e della libertà, mentre Nigeria ed Iraq per la corruzione, la Cina per la pena di morte. L’asset class introduce quindi un obiettivo di decarbonizzazione rispetto all’indice originario, di almeno il 30%, che oggi è però fotografato molto più vantaggioso in quanto stimato di poco inferiore al 50%. Il processo di screening applicato nell’indice è semplice e rigoroso in quanto è necessario raggiungere determinate soglie e punteggi per l'inclusione nel benchmark: i singoli Paesi candidati devono soddisfare criteri specifici e superare tutti gli screening e i criteri di selezione stabiliti dall’index provider per essere inclusi. In merito all’impatto ambientale, gli investitori ottengono esposizione ai soli Paesi che lavorano per la sostenibilità e la riduzione delle emissioni di carbonio. L’Etf è quindi stato classificato come articolo 8 secondo la normativa Sfdr. Un altro filtro che può portare a maggiore stabilità, rispetto ad altri sottostanti obbligazionari emergenti, è legato al rating minimo: i componenti dovranno presentare un rating creditizio minimo pari a B3 (ovvero singola B per S&P). Mentre in merito alla relativa ponderazione viene utilizzata la capitalizzazione dell'emissione di debito ed un cap pari al 10% sui singoli Paesi, per evitare eccessive concentrazioni; inoltre, i Paesi vengono riponderati, se necessario, in modo tale che l'indice abbia un punteggio complessivo delle emissioni di carbonio sempre inferiore di almeno il 30% rispetto al benchmark di partenza. Un altro elemento di stabilità è rappresentato dall’aspetto valutario: Franklin Templeton ha infatti scelto di replicare un indice che non guarda alla local currencies emergenti, ma solo a euro e dollaro, il che toglie una buona dose di volatilità. In termini di fondamentali molti Paesi emergenti hanno peraltro un basso rapporto debito/Pil più contenuto rispetto a numerosi Paesi sviluppati, il che aiuta in ottica di diversificazione di portafoglio. Oggi nell’indice il peso maggiore è rappresentato dal Messico che vale il 9,8% (5% nel benchmark originario), seguito dalla Romania (8,7%), Filippine e Brasile (7% circa ciascuno), Cile (6,6%), Polonia e Israele (6% ciascuno), etc. I Paesi inclusi nell’indice che adotta i principi cattolici sono 34, rispetto ai 78 presenti in quello di partenza, ma la volatilità risulta leggermente inferiore (8,8% annuo rispetto al 9%). Tutto si traduce, con dati aggiornati a fine agosto 2022, in una duration dell’indice di 7,9 anni affiancata da un rendimento a scadenza fotografato al 5,6% annuo lordo. Franklin Templeton ha scelto di quotare la versione dell’Etf ad accumulo dei proventi, ad un Ter competitivo considerando i numerosi filtri applicati, pari allo 0,35% annuo. (riproduzione riservata)