First Trust punta alla cybersecurity
Il nuovo replicante punta alle società Usa impegnata nella sicurezza informatica e nel cloud computing
Tra i recenti listing su ETFplus si segnala il lancio di un prodotto tematico ad alta potenzialità proposto da First Trust. L’Etf First Trust Nasdaq Cybersecurity fornisce esposizione alle società che traggono ricavi significativi dalla fornitura di prodotti e servizi che proteggono gli individui e le organizzazioni dalle minacce informatiche. La crescente minaccia di attacchi informatici è palese e molto variegata, partendo dalle violazioni dei dati sulla privacy. La sicurezza informatica è la pratica di difesa di sistemi, reti, programmi, dispositivi e dati da attacchi informatici dannosi, tipicamente finalizzati all’accesso (e eventualmente alla vendita o utilizzo illegale) modifica o distruzione di informazioni sensibili, estorcere denaro agli utenti, interrompere i normali processi aziendali spesso in cambio di pagamento per poter tornare alla normale attività lavorativa. E al crescere dell’utilizzo dei dati informatici da parte di privati e imprese, i cyberattacchi salgono. Nel maggio 2017 il ransomware WannaCry si è diffuso in tutto il mondo in quello che è stato definito il peggiore attacco informatico della storia, prendendo di mira i computer con Microsoft Windows. E la scorsa estate alcuni hacker sono riusciti mettere fuori uso i sistemi informatici di Lake City in Florida, riattivandolo solo dopo un generoso pagamento in bitcoin. Ma le imprese hanno investito somme ingenti sulle misure di sicurezza IT che rispondono alle nuove normative sulla privacy, come il GDPR europeo. La criminalità informatica, già in crescita, si è peraltro notevolmente accelerata nella crisi del COVID-19, che ha spinto milioni di persone a lavorare in remoto. La spesa mondiale per i temi di cybersecurity si aggirerà così attorno ai 1000 miliardi di dollari entro il 2021. E anche il cloud computing crescerà enormemente in quanto il 75% dei database globali dovrà migrare sulla nuvola entro un paio di anni. La cybersicurezza è quindi un mega-trend tematico di lungo termine, divenuta di pari passo tra le voci di bilancio della difesa in più rapida crescita di qualsiasi governo in ambito di Paesi sviluppati. L’Etf di First Trust vuole cavalcare queste dinamiche, andando alla ricerca di specifiche aziende che soddisfano criteri ben definiti, il tutto all’interno del calcolo dell’indice Nasdaq CTA Cybersecurity. Per offrire un’ampia diversificazione, seppur all’interno di un singolo tema, l’indice ingloba società impegnate nel segmento della sicurezza informatica dei settori tecnologici e industriali ma anche che si occupano principalmente della costruzione, implementazione e gestione di protocolli di sicurezza applicati a reti private e pubbliche, computer e dispositivi mobili. E per essere incluso nell'indice un titolo deve essere quotato in una borsa globale ammissibile all'indice e classificato come società di cybersecurity secondo quanto stabilito dalla Consumer Technology Association (CTA). Ma l’azienda deve anche avere un valore minimo di capitalizzazione pari a 250 milioni di dollari e un volume minimo di negoziazione giornaliero medio a tre mesi di 1 milione di dollari, nonché un flottante minimo del 20%. Questo aiuta ad avere una elevata liquidità del sottostante, parametro utilizzato anche per ponderare le azioni nel portafoglio. Ogni titolo può valere al massimo per il 6% dell’indice, con ribilanciamento dell’indice effettuato su trimestrale. Attualmente il portafoglio è concentrato su 42 azioni mondiali, dove il 60% circa è giustamente rappresentato da aziende del settore Information Technology, seguite dal 18% di servizi IT, 12% di telecoms, 5% ciascuno di semiconduttori e titoli della difesa o comparto aerospaziale. I singoli titoli a peso maggiore nell’indice sono oggi CrowdStrike Holdings (7,7%, che verrà ridimensionato verso il 6% al prossimo reset trimestrale), Palo Alto Networks (6,5%), Splunk (6,45). Mentre a livello geografico e valutario il portafoglio è praticamente monotematico, in quanto il 97% delle azioni è statunitense affiancate da un minimo di Spagna. Replica fisica e P/e dell’indice oggi pari a 22,4. Il Ter dell’Etf è fissato allo 0,6% annuo e la società ha scelto la versione ad accumulo dei proventi, anche perchè il dividend yield dell’indice sottostante è prossimo oggi all’1% annuo lordo. (riproduzione riservata)