Nuovo Etf sulle azioni idriche
First Trust propone un replicante che punta alle azioni che traggono beneficio dalla crescente domanda dell’oro blu
Il tema dell’acqua è stato tra i primi mega-trend ad essere sfruttabili in termini di Etf, ma l’offerta indicizzata in merito a tale sottostante continua ad arricchirsi. L’ultimo prodotto che permette di beneficiare delle prospettive di crescita delle azioni di società coinvolte nella filiera dell’oro blu è il First Trust Nasdaq Clean Edge Global Water, in versione Ucits per gli investitori europei.
Il tema di investimento rimane più che mai valido, per i soliti motivi, e gli investitori hanno potuto osservare la resilienza in contesti di mercato molto volatili. L'acqua dolce è una delle risorse più preziose al mondo, vitale per tutte le forme di vita e essenziale per numerose industrie e imprese. E’ determinante per l'agricoltura, la produzione manifatturiera, la produzione di energia, i data center e i semiconduttori; ma la sua disponibilità è limitata e a seguito del consolidamento del settore, della crescente privatizzazione delle risorse idriche, dell'invecchiamento delle infrastrutture, dell'aumento della popolazione nei paesi con carenza idrica, i settori dell'acqua potabile e delle acque reflue potrebbero registrare un ulteriore aumento della domanda. Si stima che siano circa 7 mila miliardi i dollari necessari per le infrastrutture idriche globali entro il 2030, al fine di soddisfare la domanda crescente.
L’Etf First Trust Nasdaq® Clean Edge® Global Water Ucits Etf offre esposizione a società che traggono una parte sostanziale dei loro ricavi dalla distribuzione dell'acqua, servizi ausiliari quali consulenza, costruzione e misurazione, infrastrutture (pompe, tubature e valvole) e soluzioni idriche (depurazione e filtrazione).
La selezione dell’indice (ribilanciato ogni 6 mesi) inizia con le società quotate nell'indice Nasdaq Global che traggono una parte sostanziale dei loro ricavi dal settore dell'acqua e Clean Edge identifica poi ciascuna azienda idonea come “pure play” o “diversificata”: nel primo caso sono le aziende che ricavano il 50% o più dei propri ricavi dai settori idrici. Si applicano poi filtri di capitalizzazione minima e liquidità. Ai titoli pure play viene assegnato un peso collettivo dell'80% e ai titoli diversificati un peso collettivo del 20%. I titoli sono poi ponderati in modo uguale, e nella selezione delle aziende vengono anche applicate logiche Esg (l’Etf è, infatti, articolo 8 Sfdr). In termini di esposizione geografica, gli Stati Uniti valgono il 60% circa, seguiti da Regno Unito (13%), Svizzera (6% scarso), Giappone (circa 4%), etc. Le azioni del settore industriale rappresentano il 56%, rispetto al 28% delle utility, 8% materiali di base, etc. (riproduzione riservata)