Dopo cinque anni di accelerazioni e battute d’arresto Julius Baer potrebbe presto chiudere la partita Kairos. Messa nuovamente sul mercato la boutique fondata nel 1999 da Guido Maria Brera, il gruppo svizzero ha subito trovato in Zurich il pretendente più agguerrito.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la compagnia guidata da Mario Greco dovrebbe presentare l’offerta vincolante entro la metà di ottobre. La preda potrebbe essere valorizzata per un importo compreso tra 40 e 50 milioni e un accordo dovrebbe essere siglato a strettissimo giro. Zurich peraltro sta trattando in esclusiva dall’inizio dell’estate con Julius Baer e ha già spiazzato gli altri concorrenti.
Sul dossier si erano infatti affacciati due soggetti italiani. Da un lato si è mossa Banca Patrimoni Sella & Co, la controllata dell’istituto piemontese che gestisce i patrimoni della clientela privata e istituzionale. Dall’altro lato il dossier è finito nel radar di Anima Holding, la società di risparmio gestito milanese partecipata da Banco Bpm, Poste, Fsi e Francesco Gaetano Caltagirone.
Con l’acquisizione Zurich avrà modo di rafforzare la propria presenza in Italia, un mercato da sempre particolarmente florido per quanto riguarda la gestione del risparmio. L’operazione potrebbe peraltro accelerare quel processo di consolidamento già in atto nel settore.
Nei mesi scorsi, dopo l’acquisizione parte di Anima dell’80% di Castello Sgr, Banca Generali ha comunicato di aver comprato il 9,8% della società londinese Mainstreet Partners specializzata nel rating e advisory Esg. L’ingresso avviene a seguito del perfezionamento dell’acquisizione della maggioranza (65%) in Mainstreet Partners da parte di Allfunds.
Altre partite potrebbero svilupparsi nei prossimi mesi. L’attenzione del mercato è per esempio concentrata sul futuro dell’alleanza tra Unicredit e Amundi. Se la partnership tra i due gruppi scadrà solo nel 2027, piazza Gae Aulenti appare orientata a rivisitarla in tempi anche più stretti anche alla luce del recente asse con Azimut. L’opzione più probabile è che, dopo la separazione da Parigi, la banca individui un nuovo operatore industriale confermando così la scelta di mantenere esternalizzate l’asset management.
Un’altra partita monitorata dal mercato è quella intorno a Banca Generali. Dopo due tentativi di cessione andati a vuoto, il ceo del Leone Philippe Donnet ha recentemente escluso una riapertura del dossier. Se però la compagnia trovasse una preda internazionale di dimensioni consistenti la partita potrebbe tornare di attualità. (riproduzione riservata)