Ahmed al-Rahawi, primo ministro del governo ribelle Houthi sostenuto dall’Iran, è stato ucciso a Sana’a in un raid aereo israeliano. Secondo fonti locali, l’attacco ha colpito l’appartamento dove si trovava insieme ad alcuni suoi collaboratori, anch’essi rimasti uccisi. La notizia è stata diffusa dal canale yemenita Al-Jumhuriya e confermata da altri media regionali.
Al-Rahawi, membro del Congresso generale del popolo e del suo Comitato centrale, era stato nominato primo ministro il 10 agosto 2024 dal Consiglio politico supremo, succedendo ad Abdel-Aziz bin Habtour. La sua nomina era arrivata nell’ambito della riorganizzazione del governo ribelle, denominata «Governance del cambiamento e della costruzione».
Le cronache provenienti da Sana’a parlano di un’operazione separata da un altro bombardamento condotto poche ore prima, che avrebbe preso di mira un gruppo di alti esponenti del movimento sciita. Tra questi, anche il ministro della Difesa degli Houthi, riunito insieme ad altri dirigenti fuori dalla capitale per assistere a un discorso del leader Abdul Malik al-Houthi. L’esercito israeliano ha confermato di aver colpito un «obiettivo militare» nella capitale yemenita, senza fornire ulteriori dettagli.
Dopo l’attacco, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito la linea dura di Tel Aviv: «Chiunque alzi una mano contro Israele la perderà».
Parallelamente agli attacchi in Yemen, l’aviazione israeliana ha intensificato i raid sulla striscia di Gaza. Fonti ospedaliere hanno riferito che nella notte almeno 50 persone sono morte sotto i bombardamenti, tra cui 19 civili colpiti mentre cercavano aiuti alimentari.
Una tenda che accoglieva sfollati a Khan Younis, nel sud della Striscia, è stata centrata da un attacco aereo, mentre droni israeliani hanno colpito la zona di al-Mawasi, dichiarata «area sicura» ma già più volte bersagliata dall’esercito. Secondo Al-Jazeera, soltanto dalle prime ore del mattino gli attacchi hanno causato almeno 21 morti, portando il bilancio delle ultime 24 ore a decine di vittime. (riproduzione riservata)