Volodymyr Zelenky ha parlato al telefono con Donald Trump.
«Una conversazione produttiva», ha detto il presidente ucraino focalizzata «ovviamente sulla fine della guerra». In un post su X, Zelensky ha espresso gratitudine nei confronti di Trump «per tutti gli sforzi compiuti per una pace giusta e duratura», spiegando che il colloquio è servito a «coordinare le nostre posizioni». Durante la telefonata, ha aggiunto il presidente ucraino, «ci siamo scambiati valutazioni sulla situazione: i russi hanno intensificato la brutalità dei loro attacchi. Il presidente Trump è pienamente informato degli attacchi russi su Kiev e altre città e comunità».
«Naturalmente - ha proseguito Zelensky - abbiamo parlato di sanzioni contro la Russia. La loro economia continua a declinare, ed è proprio per questo che Mosca è così sensibile a questa prospettiva e alla determinazione del presidente Trump. Questo può cambiare molto». «Abbiamo anche discusso della nostra cooperazione bilaterale in materia di difesa con gli Stati Uniti - ha concluso - La bozza di accordo sui droni è già stata preparata dalla parte ucraina, siamo pronti a discuterla nel dettaglio e a concluderla. È uno degli accordi più solidi che si possano immaginare».
La telefonata giunge alla vigilia dell’arrivo a Mosca dell’inviato Usa Steve Witkoff, una missione organizzata a pochi giorni dalla scadenza dell’ultimatum rivolto da Trump a Putin per imporre un cessate il fuoco in Ucraina.
Dal 9 agosto saranno imposte sanzioni alla Russia se non si raggiungerà una soluzione del conflitto entro quella data. Inizialmente, Trump aveva fissato a 50 giorni la scadenza per un accordo, ma a seguito della recrudescenza dei bombardamenti russi delle ultime settimana ha deciso di anticiparla al prossimo venerdì. Witkoff - sempre più il segretario di Stato ombra dell’amministrazione Trump e ormai suo negoziatore personale - ha già visitato quattro volte Mosca dalla sua nomina e incontrato anche il presidente russo. L’ultimo faccia a faccia tra i due è stato il 25 aprile, al Cremlino, da cui era emersa la disponibilità di Putin a negoziare la pace direttamente con Kiev. L’incontro seguiva, dopo solo due settimane, quello dell’11 aprile, avvenuto all’interno della Biblioteca presidenziale di San Pietroburgo, durato oltre quattro ore.
Ma l’ottimismo di fine aprile si è scontrato con un’altra realtà: la volontà di Putin di continuare la guerra, anche inasprendo i bombardamenti come accaduto nell’ultimo mese per raggiungere i suoi obiettivi. Linea che è stata confermata anche dal Cremlino. Due fonti vicine al governo russo hanno fatto sapere alla Reuters che è improbabile che il presidente russo Vladimir Putin si pieghi all’ultimatum di Donald Trump. Sebbene - hanno sottolineato le fonti - il leader russo non voglia far arrabbiare Trump, i suoi obiettivi di guerra, ovvero la conquista totale delle quattro regioni dell’Ucraina, hanno comunque la precedenza. Nel frattempo, da Kiev ci sono poche aspettative che la visita in Russia di Witkoff possa portare a una svolta, sebbene permanga la speranza che la nuova posizione di Trump più dura nei confronti di Mosca segni un reale cambiamento nel sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina.
Solo la notte scorsa le forze russe hanno colpito quattro regioni ucraine provocando un morto e almeno 12 feriti, ha reso noto su Telegram il presidente Volodymyr Zelensky. La vittima e 10 persone ferite tra cui due adolescenti, come riportato in precedenza, sono state registrate nella regione di Kharkiv. Colpite anche le regioni di Odessa, Sumy e Zaporizhzhia.
Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha affermato che se la Russia non cambia rotta entro la scadenza dell’ultimatum di Trump, Kiev si aspetta che venga messa in moto la «logistica irreversibile» delle sanzioni secondarie sui Paesi che comprano ancora petrolio russo. Kiev si aspetta poi che continui, e se possibile aumenti, il sostegno militare. Presto arriveranno nuovi aiuti, ha preannunciato l’ambasciatore degli Stati Uniti alla Nato, Matthew Whitaker.
Svezia, Danimarca e Norvegia hanno fatto sapere il 5 agosto che acquisteranno armi per l’Ucraina dalle scorte statunitensi, per un valore complessivo di 500 milioni di dollari (circa 455 milioni di euro), inclusi sistemi di difesa aerea, armi anticarro, munizioni e pezzi di ricambio.
Si tratta del secondo pacchetto di questo tipo dopo che i Paesi Bassi hanno annunciato l’intenzione di spendere circa 500 milioni di euro in armi statunitensi per l’Ucraina, sempre nell’ambito del nuovo meccanismo Usa-Nato. (riproduzione riservata)