La Cina ha confermato che i vertici dell’Unione Europea saranno in visita giovedì 24 luglio a Pechino con l’obiettivo di risolvere una serie di controversie commerciali. Un incontro che avviene prima di quello che il presidente americano, Donald Trump, sta cercando di organizzare con il leader cinese. Che, probabilmente, non avverrà prima di ottobre.
Le relazioni bilaterali tra Ue e Cina sono particolarmente tese. E i motivi sono diversi: dalle sovrattasse europee sui veicoli elettrici cinesi alle restrizioni di cui si ritengono vittime alcune aziende del Vecchio Continente in Cina. Inoltre, la stretta partnership economica e diplomatica tra Cina e Russia è vista con sospetto da molti Stati membri, che accusano Pechino di sostenere indirettamente lo sforzo bellico russo in Ucraina.
Proprio in questo contesto, giovedì, si svolgerà a Pechino il vertice per celebrare i 50 anni di relazioni diplomatiche tra la Cina e la Comunità europea, poi diventata l’Ue. Il ministero degli Esteri cinese ha confermato lunedì 21 luglio che «come concordato tra Cina e Ue, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen visiteranno la Cina il 24 luglio».
Venerdì 18, l’Unione aveva già annunciato che i due leader avrebbero partecipato al vertice, precisando che avrebbero incontrato il presidente cinese Xi Jinping, per discutere delle relazioni tra l'Ue e la Cina e «delle attuali sfide geopolitiche, in particolare la guerra condotta dalla Russia in Ucraina».
Con il primo ministro cinese Li Qiang, i rappresentanti «approfondiranno gli aspetti commerciali ed economici delle relazioni». Sebbene i legami tra Cina ed Europa non siano così deteriorati come quelli tra Pechino e Washington, negli ultimi anni si sono moltiplicate le controversie in settori quali l’industria ferroviaria, i pannelli solari e le turbine eoliche.
L’Unione teme che l’eccesso di produzione manifatturiera in Cina, alimentato da sovvenzioni pubbliche, aggravi un già consistente deficit commerciale e che il mercato europeo venga invaso da prodotti cinesi a basso costo, a scapito delle imprese del Vecchio Continente.
«Questo vertice è un’occasione per avviare un dialogo con la Cina al più alto livello e per discutere in modo franco e costruttivo questioni che riguardano entrambi», ha dichiarato Antonio Costa pochi giorni fa. «Vogliamo un dialogo, un impegno reale e progressi concreti. Puntiamo a una relazione equa ed equilibrata che vada a vantaggio di entrambe le parti», ha sottolineato.
Insieme a Ursula von der Leyen, capo dell’esecutivo europeo, Costa cercherà anche di ottenere un allentamento delle restrizioni sulle esportazioni di terre rare cinesi, indispensabili per la produzione di telefoni cellulari e auto elettriche.
La guerra in Ucraina è un altro tema che finirà al centro dell’agenda di giovedì. La Cina invita regolarmente a negoziati di pace e al rispetto dell’integrità territoriale di tutti i Paesi, compresa l’Ucraina. Tuttavia, non ha mai condannato la Russia e ha rafforzato le sue relazioni con Mosca dall'inizio dell'invasione russa nel febbraio 2022.
Molte capitali europee accusano il gigante asiatico di offrire a Putin un sostegno economico cruciale per il suo sforzo bellico. La scorsa settimana Bruxelles ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca che colpiscono il petrolio russo, ma prendono di mira anche alcune entità cinesi.
Lunedì 21il ministero cinese del Commercio ha denunciato sanzioni «contrarie allo spirito di consenso raggiunto tra i leader cinesi ed europei» che avranno «un grave impatto negativo» sulle relazioni economiche e commerciali tra Cina ed Europa. (riproduzione riservata)