Le aspettative indicano un'inflazione in calo e una possibile svolta delle banche centrali verso posizioni più accomodanti, pertanto il contesto sembra maturo perché i titoli di Stato europei possano prosperare nel 2024, secondo Mauro Valle, Head of Fixed Income di Generali Investments Partners.
«Man mano che le pressioni dei prezzi si attenuano, le banche centrali dovrebbero iniziare ad allentare la stretta, con i primi tagli forse intorno alla metà del 2024», prevede Valle secondo il quale nell’Eurozona, dopo il movimento verso il basso osservato nelle scorse settimane, per i tassi si profila un'oscillazione laterale ancora per qualche mese, in attesa di ulteriori conferme sullo scenario macroeconomico. «Con la crescita probabilmente nella fase più debole, si ipotizza una ripresa nella seconda metà del 2024 che dovrebbe favorire il credito europeo», indica l’esperto, prevedendo che, quando la banca centrale segnalerà effettivamente l'intenzione di allentare la politica monetaria, la curva dei rendimenti dovrebbe inasprirsi con un ampliamento dello spread 2-10 anni dell'Eurozona e una probabile sovraperformance delle obbligazioni a medio-breve termine.
Duration e credito europeo investment grade possono ottimizzare le performance nel 2024. «Viste le prospettive favorevoli, riteniamo che gli investitori dovrebbero sfruttare i tassi d'interesse attualmente elevati per ottimizzare le performance. Continuiamo a vedere i Btp italiani come una valida scelta per massimizzare i ritorni nel 2024, puntando a rendimenti di circa il 4%. Nel contempo, l'aggiunta di duration sarebbe un'utile strategia di diversificazione qualora si crei un ambiente più volatile o avverso al rischio».
La scorsa settimana il rendimento del Btp decennale italiano è sceso al 3,5% con il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale a 156 punti base. Sul tratto più breve della curva, il tasso del Btp a 2 anni è calato al 2,935%, mentre sulla scadenza a 5 anni al 2,958%. Il Tesoro ha già annunciato che nel primo trimestre del 2024 offrirà i nuovi Btp a 3, 5, 7 e 10 anni oltre a un nuovo Btp short con scadenza gennaio 2026. Via XX Settembre ha precisato che l'ammontare minimo sarà di 9 miliardi per il Btp short e per il Btp a 3 anni e di 10 miliardi per i titoli a 5, 7 e 10 anni.
Nell’intero 2023 il costo medio per l’emissione di titoli di Stato italiani è balzato al 3,76%, massimo dal 2008 e oltre il doppio rispetto all'1,71% dello scorso anno, stando alle linee guida del Tesoro che ha previsto per il prossimo anno emissioni lorde complessive di titoli a medio-lungo termine pari a 340-360 miliardi di euro a fronte di scadenze dei titoli in circolazione, al netto dei Bot, pari a circa 265 miliardi. Inoltre, Via XX Settembre valuta per l'anno prossimo uno o più nuovi Btp Valore, lo strumento dedicato alla clientela retail, una o più emissioni del Btp Italia, il bond indicizzato all'inflazione, mentre il volume dei Btp green ricalcherà quello degli ultimi tre anni. Verrà, infine, valutata la possibilità di effettuare un nuovo collocamento del Btp Futura sulla base delle condizioni di mercato e della domanda. (riproduzione riservata)