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Volodymyr Zelensky
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Trump: conseguenze gravi se Putin non ferma la guerra in Ucraina

di Giusy Iorlano
13 agosto 2025, 18:10 Ultimo aggiornamento: 19:10

Si è conclusa dopo circa un’ora la call tra Trump, Zelensky e i leader europei. Il presidente Usa: «call da 10». La premier Giorgia Meloni: «leader Ue uniti per il cessate il fuoco e pressione su Mosca». Casa Bianca al lavoro per la sede eventuale dell’incontro Trump-Putin-Zelensky

Cessate il fuoco, garanzie di sicurezza per Kiev e soprattutto coinvolgimento dell’Ucraina sulle questioni che la riguardano, a cominciare da quelle territoriali. I leader europei ribadiscono la loro posizione al termine di una videoconferenza, il 13 agosto, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, a poche ore dal vertice previsto per il 15 in Alaska tra lo stesso Trump e Vladimir Putin. I leader della Ue dicono di «condividere ampiamente» gli obiettivi dell’incontro, a partire da un cessate il fuoco immediato in Ucraina.

«Il primo obiettivo di Trump nell’incontro con Putin è chiedere il cessate il fuoco. Il colloquio con Donald Trump ha consentito di chiarire le sue intenzioni e, per noi, di esprimere le nostre attese. La volontà americana è di ottenere una tregua», ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, al termine delle riunioni in videoconferenza a due giorni dal vertice in Alaska fra i due leader sull’Ucraina. «Noi vogliamo che tutto quello che riguarda l’Ucraina venga discusso con l’Ucraina», ha aggiunto Macron.

Un «riconoscimento legale dell’occupazione russa non è in discussione, il principio che i confini non devono essere modificati con la forza deve essere preservato» ha detto Friedrich Merz, cancelliere federale, tedesco nel corso della conferenza stampa con Zelensky. Ha poi aggiunto: «I negoziati devono includere solide garanzie di sicurezza per Kiev, le forze armate ucraine devono essere in grado di difendere efficacemente la sovranità del loro Paese».

Zelensky, prima cessate fuoco e garanzie sicurezza per Kiev

«Prima dovrebbe esserci un cessate il fuoco, poi garanzie di sicurezza, vere garanzie di sicurezza. Il presidente Donald Trump ha espresso il suo sostegno a questa iniziativa. La Russia non può mettere un veto su quello che l’Ucraina vuole fare in relazione alla sua presenza nell’Unione europea e nella Nato», ha detto Zelensky aggiungendo che: «Putin non vuole la pace, vuole occupare tutta l’Ucraina. Abbiamo bisogno di esercitare ulteriore pressione su Putin, con le sanzioni, perché ci sia un immediato cessate il fuoco».

«Il presidente Trump ha condiviso con noi tre obiettivi molto importanti: prima di tutto il cessate il fuoco, poi che nessuno oltre all’Ucraina può negoziare ciò che riguarda l’Ucraina, e terzo elemento la disponibilità degli Stati Uniti di condividere con l’Europa gli sforzi per rafforzare le condizioni di sicurezza quando avremo ottenuto una pace duratura e giusta per l'Ucraina», ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, auspicando «un grande successo» dell'incontro di venerdì con Vladimir Putin per aprire «il cammino della pace».

Trump: gravi conseguenze se la Russia non accetta la fine della guerra

«Ci saranno gravi conseguenze» se la Russia non accetterà di porre fine alla guerra. Alla domanda se la Russia dovrà affrontare delle conseguenze per non aver raggiunto un accordo di pace sull’Ucraina, Trump ha risposto, «Sì, le affronterà». Alla domanda su quale sarebbe la ritorsione, Trump ha risposto: «Ci saranno, non c'è bisogno di dirlo, conseguenze molto gravi», ha aggiunto giudicando «ottima» la call con leader europei e Zelensky: «voto 10. Incontreremo Putin e quindi chiamerò il presidente Zelensky e poi gli altri leader», ha il presidente degli Stati Uniti, durante una cerimonia al Kennedy Center.

Meloni: forte unità intenti su pace giusta e sostegno a Kiev

«Dalla discussione» di oggi tra i Paesi Ue, Donald Trump e Volodymyr Zelensky «è emersa una forte unità di vedute nel ribadire che una pace giusta e duratura non può prescindere da un cessate il fuoco, dal continuo sostegno all’Ucraina, dal mantenimento della pressione collettiva sulla Russia, anche attraverso lo strumento delle sanzioni, e da solide e credibili garanzie di sicurezza ancorate al contesto euroatlantico». È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi che sottolinea come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni «si è detta molto soddisfatta dall’unità di intenti e dalla capacità di dialogo che l'Occidente sta dimostrando di fronte a una sfida fondamentale per la sicurezza e la difesa del diritto internazionale. È ora il momento di vedere quale sarà, in Alaska, l’atteggiamento della Russia che finora non ha inteso fare alcun significativo passo in avanti», ha concluso.

«Ottima telefonata con Trump, Zelensky e i leader europei in vista dell’incontro del presidente Usa con Putin in Alaska. Siamo uniti nell’impegno per porre fine a questa terribile guerra contro l’Ucraina e per raggiungere una pace giusta e duratura. Apprezzo la leadership di Donald Trump e lo stretto coordinamento con gli alleati. Ora la palla passa a Putin», ha scritto sui social il segretario generale della Nato Mark Rutte.

Ma da Mosca al momento non è arrivato ancora nessun commento, salvo quello di un funzionario del ministero degli Esteri russo che ha raffreddato l’idea secondo cui Russia e Ucraina devono procedere a uno scambio di territori per raggiungere un accordo di pace.


Casa Bianca al lavoro sulla sede dell’eventuale incontro Trump-Putin-Zelensky

La Casa Bianca sta cercando una località per ospitare un eventuale incontro tra il presidente Donald Trump, l’omologo russo, Vladimir Putin, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, già alla fine della prossima settimana. Lo sostiene la Cbs, citando due fonti al corrente della questione.

Lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che ci sono «ottime probabilità» di organizzare un secondo incontro tra lui e l’omologo russo Vladimir Putin, questa volta allargato anche al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma solo se il primo incontro di Ferragosto in Alaska «andrà bene». 


Ma la «posizione di principio» della Russia per la pace in Ucraina rimane «invariata» rispetto a quello che ha annunciato lo scorso anno il presidente Vladimir Putin. Quindi, ritiro delle truppe ucraine dalle quattro regioni rivendicate da Mosca (Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson) e rinuncia di Kiev a entrare nella Nato. Lo ha detto il vice direttore del Dipartimento informazione e stampa del ministero degli Esteri, Alexei Fadeyev, citato dall’agenzia Tass. «La posizione della Russia è invariata, ed è stata espressa il 14 giugno 2024», ha detto il diplomatico, ricordando un discorso di Putin al ministero degli Esteri. «L'organizzazione territoriale della Federazione Russa è sancita nella Costituzione del nostro Paese», ha sottolineato Fadeyev, riferendosi al riconoscimento di Mosca delle quattro regioni ucraine come parte integrante del territorio nazionale russo. Il diplomatico rispondeva in particolare a una domanda sui possibili «scambi di territori» a cui ha accennato il presidente americano Donald Trump.
«Pertanto, per quanto riguarda gli obiettivi della delegazione russa nei negoziati in Alaska, essi sono dettati esclusivamente dagli interessi nazionali», ha aggiunto il diplomatico. (Riproduzione riservata)



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