Solida, ma non spettacolare. Così Berenberg definisce la performance dell’investment banking dei giganti statunitensi nel quarto trimestre del 2023. Parlano i numeri: i ricavi dei colossi di Wall Street nel settore sono rimasti stabili su base annua e hanno mancato il consenso del 2% («solidi»), ma sono scesi del 16% rispetto al livello record del quarto trimestre del 2021 («non spettacolari»).
Berenberg però resta ottimista sulle prospettive dell’investment banking nel 2024. In particolare, il rafforzamento delle commissioni dovrebbe compensare la moderazione dei ricavi commerciali. Di conseguenza, il consenso indica un aumento del 4% annuo del fatturato dell’investment banking dei giganti statunitensi nel 2024, trainato da una crescita del 20% annua delle commissioni.
Berenberg evidenzia anche che i ricavi riguardanti reddito fisso, materie prime e valute sono scesi del 9% rispetto al quarto trimestre 2022 e hanno mancato il consenso. Fronte azionario, il fatturato è cresciuto invece dell’8% e ha superato le attese, mentre le commissioni di investment banking sono rimaste a livelli contenuti ma hanno mostrato segnali di ripresa: l’aumento è del 4% annuo, con un risultato oltre il consenso.
Berenberg fa delle previsioni anche sulle grandi banche europee, partendo dai risultati dei colossi di Wall Street. «La performance effettiva dei giganti statunitensi implica che le aspettative per Société Générale potrebbero essere troppo basse», mentre le attese «potrebbero essere troppo alte per Deutsche Bank». Infine, per Barclays, Bnp e Ubs le previsioni «appaiono sostanzialmente ragionevoli».
Così Berenberg indica il rating buy per Barclays (target price 240 pence) e Ubs (prezzo obiettivo 29 franchi svizzeri), mentre conferma il giudizio hold per Bnp Paribas (target price 70 euro), Deutsche Bank (target price 11,5 euro) e Société Générale (target price 27,5 euro). (riproduzione riservata)