Raccogliere dati sulla cittadinanze dei clienti, per escludere dal sistema bancario gli immigrati clandestini. La stretta dell’amministrazione di Donald Trump contro l’immigrazione negli Stati Uniti passa anche dal sistema bancario. Ma gli istituti di credito non sono affatto felici.
Nel corso di un’intervista con la Cnbc il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, è stato perentorio: «Le banche farebbero meglio a prepararsi al compito di raccogliere i dati sulla cittadinanza dei clienti», ha detto. «Gli immigrati clandestini non hanno il diritto di accedere al sistema bancario».
Di questo ordine esecutivo di si discute da mesi, ma all’inizio di questa settimana Bessent ha spinto sull’acceleratore, dichiarando in un’intervista a Semafor che è «in fase di elaborazione».
La mossa rappresenta un ulteriore tassello nella più ampia strategia del presidente Donald Trump volta a collegare la sua politica sull’immigrazione alla raccolta di informazioni, anche ai fini del voto e del censimento.
Attualmente negli Usa per aprire un conto corrente non sono necessari documenti di cittadinanza. Le banche sono soltanto tenute a verificare l’identità del richiedente. Ma Bessent non è d’accordo. «Perché cittadini stranieri sconosciuti possono venire e aprire un conto in banca?», ha detto alla Cnbc. «Il lavoro dei dirigenti bancari è conoscere i clienti. Come si fa a conoscerlo se non si sa se ha uno status legale o illegale?”.
Oltre alle questioni legali, alcuni esperti di politica economica e le banche stesso hanno avvertito che l’eventuale esclusione dal sistema bancario e dai conti di deposito degli immigrati irregolari potrebbe causare danni ingenti all’economia, nonché sui potenziali e ingenti aumenti dei costi amministrativi per gli istituti di credito.
Consentire ai non cittadini, compresi gli immigrati senza documenti, di aprire legalmente conti bancari significa che possono pagare le tasse ed evitare di rientrare nella categoria degli esclusi dai servizi, dicono gli esperti.
Peraltro, secondo le stime del think tank di centro-destra American Action Forum, per le banche l’obbligo di verifica della cittadinanza potrebbe comportare un aumento delle ore di lavoro burocratico compreso tra 30 e 70 milioni e un costo aggiuntivo tra 2,6 e 5,6 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)