Il presidente statunitense Donald Trump e il suo omonimo cinese Xi Jinping sembrano pronti a fare qualche concessione in nome di una tregua tra le due superpotenze. Il tutto dovrebbe essere suggellato nel colloquio telefonico tra i due leader atteso oggi, 19 settembre, che mira a negoziare un accordo commerciale.
In particolare, secondo il Washington Post, Trump avrebbe rifiutato di approvare oltre 400 milioni di dollari in aiuti militari a Taiwan. Una decisione che - ancora revocabile - segnerebbe un’inversione di rotta nella politica statunitense nei confronti dell’isola autonoma che la Cina rivendica come proprio territorio. È una presa di posizione che riflette l’intenzione di Trump di evitare l’interventismo, come decretato in Ucraina: basta con gli aiuti, le forniture di armi vanno pagate.
Dal canto suo, Pechino è pronta a finalizzare un accordo «win-win» con gli Usa sul dossier TikTok, accettando la via d’uscita indicata dalla Casa Bianca. Nello specifico, l’app, usata da oltre 170 milioni di americani, non verrà spenta ma resterà accessibile, assicurando una posizione di controllo ad azionisti statunitensi e con garanzie più stringenti sulla sicurezza dei dati. Il compromesso prevedrebbe dunque l’ingresso di un consorzio di grandi investitori americani, fra cui si citano Oracle, Silver Lake e Andreessen Horowitz, che prenderanno in mano le attività statunitensi di TikTok, mentre il gruppo cinese ByteDance manterrà una quota ma con poteri ridotti. I dati degli utenti statunitensi saranno gestiti da server localizzati sul territorio Usa e audit indipendenti. (riproduzione riservata)