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Usa, BofA teme che deficit elevati possano scatenare la prossima crisi del debito Usa. Ecco perché

20 novembre 2023, 10:05 Ultimo aggiornamento: 10:45

Gli economisti di BofA, che si aspettano tagli dei tassi di interesse a partire da giugno 2024, analizzano quanto impatta la politica fiscale sulla crescita Usa e il motivo per cui deficit governativi più elevati sono destinati a rimanere tali, scatenando una crisi del debito americano

Usa, BofA teme che deficit elevati possano scatenare la prossima crisi del debito Usa. Ecco perché

Fine della stagione del rialzo dei tassi. Gli economisti di BofA analizzano cosa significa per l'economia e il motivo per cui deficit governativi più elevati sono destinati a rimanere tali, scatenando una crisi del debito americano. Gli esperti di BofA hanno modificato la loro previsione sulla Fed e ora ritengono che in questo ciclo sia l’ultima volta che i tassi di interesse sono stati aumentati. E i mercati sembrano essere d'accordo con quest’opinione. Cosa è cambiato?

BofA: tassi tagliati da giugno 2024, un taglio ogni trimestre

L'indice dei prezzi al consumo (CPI) di ottobre degli Stati Uniti è stato più soft del previsto, poiché sia l'indice generale che il Cpi core sono risultati al di sotto delle aspettative della banca d’affari statunitense. Inoltre, i prezzi dei beni di base sono diminuiti per il quinto mese consecutivo, grazie allo sblocco delle catene di approvvigionamento. Recentemente i banchieri della Fed propendevano per una pausa a dicembre, ma cercavano dati macro a sostegno della loro tesi e li hanno trovati. «Sebbene questo sia solo un mese, data la disinflazione significativa vista finora, sarebbe necessaria una ri-accelerazione ingente dell'inflazione per portare la Fed ad aumentare di nuovo i tassi l'anno prossimo», affermano a BofA la cui previsione resta invariata: tassi tagliati a partire da giugno 2024 con un ritmo di un taglio ogni trimestre.

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Quanto impatta la politica fiscale sulla crescita Usa

Il team economico americano di BofA ritiene che nell’ultimo anno la politica fiscale abbia svolto un ruolo significativo nella crescita degli Stati Uniti migliore del previsto. Tuttavia, gran parte dell'aumento del deficit è dovuta alla diminuzione delle entrate, che sono tipicamente meno stimolanti rispetto alle variazioni delle uscite. Utilizzando un approccio bottom-up che esamina uscite specifiche e moltiplicatori, «stimiamo che la politica fiscale abbia avuto un impatto positivo del +0,9% sulla crescita americana. Guardando avanti, ci aspettiamo che la politica fiscale passi da un vento di poppa per la crescita nel 2023 a un ostacolo per la crescita nel 2024», avvertono a BofA, prevedendo anche che il deficit primario degli Stati Uniti diminuirà al 3,3% del Pil nel 2024 dal 5,1% grazie ai pagamenti delle tasse, al fatto che le spese discrezionali rimangono stabili e che il Covid sta svanendo. «Ma anche questi livelli sono elevati e più in linea con i deficit osservati durante i periodi di debolezza economica», precisano gli economisti di BofA secondo i quali la crescita economica rallenterà al di sotto del trend il prossimo anno.

I deficit elevati possono scatenare la prossima crisi del debito Usa

Nei primi anni 2000 la crisi riguardava il debito delle aziende e nel 2008 quello delle famiglie. Jared Woodard, Head of the Research Investment Committee at Bank of America, suggerisce che potrebbe riguardare i Governi negli anni '20. «La spesa del Governo degli Stati Uniti pari al 44% dell'economia non è sostenibile. La spesa netta degli interessi sul debito non aggiunge nulla al Pil», indicano gli esperti di BofA (nel grafico la spesa pubblica degli Stati Uniti in % del Pil dal 1791).

Usa, BofA teme che deficit elevati possano scatenare la prossima crisi del debito Usa. Ecco perché

Per altro lo scorso 11 novembre Moody's ha confermato il rating degli Stati Uniti Aaa ma ha tagliato l'outlook da stabile a negativo, sottolineando che a spingere la revisione dell'outlook è l'aumento dei rischi al ribasso sui conti pubblici. Moody's si attende, infatti, che il deficit resti elevato e ritiene che la spaccatura del Congresso renda difficile raggiungere un consenso su un piano per il debito.

«I crescenti carichi di debito probabilmente significheranno», spiegano gli esperti di BofA, «un'inflazione tendenziale più elevata, con importanti conseguenze per l'asset allocation; una minor crescita della produttività, poiché il debito pubblico esclude gli investimenti privati; un dollaro americano più debole, poiché gli investitori esteri e nazionali optano per la stabilità degli asset reali. Jared ritiene che nei prossimi anni le finanze pubbliche avranno un impatto sui rendimenti degli asset come mai prima d'ora e suggerisce agli investitori di orientarsi verso le small cap di qualità, il credito e le materie prime, oltre che verso altri asset reali».

(riproduzione riservata)



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