Dopo l'Iowa Donald Trump conquista anche il New Hampshire nelle primarie repubblicane con oltre il 50% e si avvicina alla nomination per novembre. Il nuovo successo del Tycoon sembra al momento non scoraggiare la rivale, Nikki Haley, che punta al South Carolina di cui è stata governatrice. Haley, parlando ai suoi sostenitori, ha prima concesso la tornata elettorale al suo avversario: «Volevo congratularmi con Donald Trump per la sua vittoria, se l’è guadagnata e ne voglio dare atto». Ma poi ha precisato che quella dell’ex presidente Usa «è una vittoria anche per Biden» e che «la corsa è lungi dall'essere finita. Ci sono ancora molti stati e il prossimo è la mia Sud Carolina. Io sono una combattente».
Tuttavia, la sua situazione può complicarsi in vista del prossimo appuntamento con le primarie di fine febbraio. Infatti, anche nello Stato di cui è stata due volte governatrice è in forte svantaggio su Trump, di circa 30 punti: se dovesse perdere la sua corsa rischierebbe di finire veramente. Trump ci spera. Dopo il successo nel New Hampshire l'ex presidente si è detto «onorato» della vittoria e convinto che il partito repubblicano sia «molto unito» dietro la sua candidatura. Poi ha lanciato una frecciata alla Haley: «dovrebbe lasciare la corsa» perché altrimenti «dobbiamo sprecare soldi anziché spenderli contro Biden». Da segnalare, a questo proposito, anche la vittoria simbolica di Joe Biden alle primarie democratiche in New Hampshire alle quali il presidente Usa in carica non ha formalmente partecipato. Biden è, infatti, risultato primo come candidato «write in» cioè votato come preferenza non prestampata sulla scheda elettorale.
L'ex presidente degli Stati Uniti, a detta degli strategist di Unicredit Research, ha rafforzato la sua posizione come il candidato più probabile a ricevere la nomination presidenziale del Partito Repubblicano dopo aver vinto le primarie del New Hampshire. «La sua vittoria», affermano gli esperti di Unicredit Research, «intensifica la pressione sull’ex governatrice della Carolina del Sud, Nikki Haley, affinché si ritiri dalla corsa, anche se lei ha dichiarato che continuerà a lottare».
Sicuramente, aggiunge Dominic Wilson, analista di Goldman Sachs, le elezioni presidenziali statunitensi del 2024 rappresentano un importante evento per i mercati. «Riteniamo che una vittoria repubblicana guidata da Trump possa far salire i rendimenti delle obbligazioni statunitensi e dare forza al dollaro», prevede Wilson, osservando che già dopo i risultati delle primarie dell'Iowa la forza del dollaro statunitense rispetto alle altre valute principali è stata abbastanza rilevante da sembrare insolita rispetto ai normali livelli di volatilità. «Ma l'aumento della probabilità di una presidenza Trump è avvenuto a scapito dei repubblicani non-Trump, non dei democratici».
Nei due cicli elettorali precedenti i primi indizi reali sull’impatto delle elezioni sui mercati si sono visti solo a pochi mesi dalle elezioni. «Ma dato che i candidati probabili sono entrambi ben noti, è possibile che le elezioni influenzino i mercati prima rispetto al passato», indica Wilson secondo il quale il commercio e l’agenda internazionale di Trump (le due aree politiche che sono probabilmente la differenza più chiara tra un candidato Trump e uno non-Trump) potrebbero dare un impulso significativo al dollaro statunitense: un ulteriore +5-10% in caso di una presidenza di Trump. Questo trend potrebbe continuare nel breve termine mentre il Tycoon si avvicina alla nomination. Il prossimo appuntamento è in Nevada il 6 febbraio. (riproduzione riservata)